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VIAGGIO IN TUNISIA Categoria:
Racconti di Viaggio TUNISIA Se dovessi pescare a caso tra i ricordi del mio viaggio in Tunisia il primo consiglio che ne salterebbe fuori, sgomitando per farsi largo tra gli altri, sarebbe senza dubbio quello di " non andate in Tunisia solo per il mare ! ". Certo è puramente un'opinione personale ( e spero che nessuno se la prenda ), ma se vi è capitato nella vita di lasciarvi ipnotizzare dal dolce far niente su di una deserta e candida spiaggia Caraibica, o vi siete immersi nel blu cangiante dalle mille tonalità di un'isola Greca, o se in fine avete avuto la ventura di nuotare tra pesci dai mille colori sulla vertiginosa barriera corallina del Mar Rosso, allora il rischio di rimanere delusi dall'inevitabile confronto si trasformerebbe in un'inevitabile certezza. Acque sabbiose e poco profonde, microscopiche meduse praticamente invisibili ma fortemente urticanti, assenza di una vera e propria vita marina senza dover aver l'obbligo di immergersi con le bombole, finirebbero per farvi preferire la più tranquilla piscina del vostro villaggio come è successo alla nostra piccola comitiva. Ora, se non siete di indole tedesca e rifiutate l'idea di trascorrere tutto il vostro tempo ai bordi di una piscina con un grosso boccale di birra in mano quando a pochi passi da voi c'è la più affascinante spiaggia mai vista ( ma non è il nostro caso ) e siete invece amanti del mare tou-curt, allora forse è meglio che indirizziate altrove le vostre mete di viaggio. Certo questo non significa che non valga la pena visitare la Tunisia , ricca com'è di storia e tradizioni interessanti , ma allora è meglio farlo in un periodo dell'anno dove il Sole vi consenta di muovervi più agevolmente, al riparo dall'eccessivo caldo e senza essere costretti ad agognare di possedere un condizionatore d'aria incorporato nei pantaloni. Ma sia come sia nel fatidico anno 2000, presagio di nuove speranze e antiche angosce per il nuovo millennio che si apriva, dopo esserci interrogati sul fatidico " dove andiamo quest'anno ? " ci siamo ritrovati nel fantasmagorico Sol Club Selima, incastrato come altri villaggi sulla spiaggia della località turistica di Port el-Kantaoui nei pressi della città di Sousse, attratti forse anche dalla conveniente valutazione economica della spesa rispetto ad altre mete. Il Club non è male, anche se l'aggettivo "fantasmagorico" sarà bene cancellarlo al volo, forse un tantino troppo frequentato da francesi e tedeschi, notoriamente di carattere molto aperto ( come noi italiani ) e per niente sciovinisti, i quali bontà loro hanno praticamente monopolizzato tutti i giochi di gruppo che i ragazzi dell'equipe si sforzavano di organizzare. Sarà che a me di detti giochi me ne importa quanto Carlo in Francia, ma ai ragazzi che erano con noi la cosa non ha fatto molto piacere. Comunque sia, considerando l'atmosfera, il mare con le meduse e aggiungendoci il fatto che in vacanza se sto fermo per più di un giorno mi si sviluppa una strana forma di orticaria ho iniziato a guardarmi intorno per cercare di vedere e capire qualcosa di quella che è la Tunisia al di fuori di un villaggio turistico. Per prima cosa mi sono recato a visitare i siti archeologici delle antiche città romane di Dougga e Thuburbo Majus nel nord-ovest del paese, poi è stata la volta della capitale Tunisi con i suoi mercati, le sue moschee e l'interessantissimo museo del Bardo , dove è conservata una delle più importanti collezioni al mondo di mosaici romani, l'antica Cartagine , di cui rimangono veramente solo alcune tracce e l'affascinante paesino di Sidi Bou Said che non ha niente da invidiare ai classici paesini greci, completamente immerso nelle sue tonalità bianche e azzurre. Per completare le escursioni ce ne siamo andati, insieme ad altri temerari, a sfidare il caldo torrido del sud in una due giorni di full-immersion passando per l'anfiteatro romano di El-Jem, un colosseo in miniatura, le case troglodite di Matamata, costruite sotto terra per proteggersi dall'arsura, per arrivare a Douz alle porte del Sahara, dove abbiamo trascorso la notte non prima di esserci avventurati per un breve tratto nel deserto a cavallo del più classico degli animali della zona. E via di buon mattino il giorno seguente attraverso la depressione dello Chott el-Jerid, che quando piove diventa un lago salato, fino ai palmeti della mitica Tozeur cantata da Battiato, proseguendo per le Oasi di montagna e toccando sulla strada del ritorno Kairouan, la città santa per eccellenza dei musulmani di qui. Ed infine una fugace visita della vicina città di Sousse, raggiungibile da Port el-Kantaoui anche a bordo di un simpatico trenino a motore. Port El-Kantaoui è un moderno paesino, sorto praticamente dal nulla, che ruota tutt'intorno al suo porto turistico , alla sua spiaggia sulla quale si sviluppa il lungo serpentone dei villaggi a 5 stelle ed al campo da golf a 27 buche conosciuto a livello internazionale. E' inutile cercare la benché minima traccia della vera anima tunisina, qui tutto è fatto a misura del turista, dai bar ai ristoranti alle infinite botteghe che vendono di tutto per finire al moderno centro di divertimenti dove alcune comparse vi accoglieranno vestite con i costumi degli antichi romani. Ma forse tutto questo fa anche parte della facciata di modernità che il governo tunisino vuol dare di se al mondo, in uno sforzo di modificare gli antichi costumi di un popolo da secoli legato ai dettami islamici, come mi è capitato di vedere a Sousse in una grande piscina dove, tra salti e giochi d'acqua, ho visto donne completamente velate dalla testa ai piedi correre sotto un sole terrificante dietro a bimbetti in costume accanto ad altre donne del posto con bikini a dir poco mozzafiato conversare amabilmente tranquillamente sdraiate e a loro agio ( chissà cosa devono aver pensato i mariti delle prime alla vista della seconde ? ).
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Andrea Tozzi |