VIAGGIO
IN THAILANDIA
Viaggiatori-Autori:
Pablita
Numero di giorni: 18
Costo totale del viaggio: 1.700 Euro a testa
Periodo: 08 - 26 agosto 2003
Compagnie Aeree: Lufhtansa + China Airways
Documenti: Passaporto
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AGOSTO 2003: THAILANDIA con Settemari-Amo l’Oriente
Dopo l’esperienza
dello Sri Lanka, io e Filippo abbiamo deciso di conoscere più
da vicino i luoghi, le genti e i costumi del Sud Est Asiatico, scegliendo
la Tailandia.
Volo di linea China Airlines, con ogni comfort, e soggiorno 4gg/3 notti
a Bangkok, 1 settimana tour Tutta Tailandia ed 1 settimana soggiorno
mare a Koh Samui (con Settemari-amo l’Oriente).
Tutte le escursioni erano comprese nel ns. tour, con bus privato con
A/C e con guida locale parlante italiano.
TOUR DI BANGKOK E DINTORNI
Bangkok è una città incredibile, con un traffico caotico
anche per i tuk-tuk e dal quale non si riesce a svicolare, dove si alternano
due realtà completamente differenti: i centri commerciali super
affollati del World Trade Center ed i monasteri silenziosi.
Abbiamo iniziato con la visita al Grande Palazzo (Phra Borom Maha Rajawang)
che riassume, nelle sue composite architetture due secoli di storia,
e di seguito con il Wat Phra Keo, grande recinto che racchiude diverse
costruzioni tra le quali, la più nota, è il tempio del
Buddha di smeraldo, massima sede religiosa del Paese.
Poi siamo passati al Wat Traimit: che ospita una statua alta 3 mt. del
Buddha d’oro e al Wat Po: dove giace il Buddha disteso, lungo
46 mt e alto 51 mt, tutto ricoperto di foglie d’oro e con gli
enormi piedi ricoperti di madreperla.
Poco distante abbiamo visto il Wat Beanchambophit, con il Buddha di
marmo.
Tutti questi luoghi sacri per i buddisti, anche ai nostri occhi di occidentali
cattolici hanno fatto un certo effetto, soprattutto per l’atmosfera
surreale creata dai profumi degli incensi, dalle candele, dalle luci
soffuse, dai petali di fiori sparsi sul pavimento, ma anche dal grande
silenzio e dal raccoglimento dei tanti fedeli che durante le nostre
visite abbiamo trovato in preghiera e nel momento di offerta dei loro
doni al Buddha (è infatti tradizione depositare ai piedi delle
statue ciotole con acqua, cibo e fiori, oltre che foglietti d’oro
da appiccicare sulla statua come per ricoprirla).
Chinatown è affascinante, come in ogni città in cui la
comunità cinese ha creato il suo ghetto: i mercati strapieni
di frutta e cibi stranissimi, la stradina dei tagliatori di pietre preziose,
le gioiellerie ed un sacco di altre curiosità (farmaci tradizionali,
indovini ecc.).
Patpong è il mercato notturno di Bangkok, molto pittoresco sia
per la frutta ed i cibi che per i prodotti contraffatti di ogni genere,
dai CD, alle borse, all’abbigliamento.
E’ anche molto “in auge” per essere la zona dei locali
a luci rosse: verrete infatti avvicinati da decine di ragazzi che vorranno
condurvi a vedere sexy show anche e soprattutto in compagnia del vostro
fidanzato/marito o fidanzata/moglie, o da altri che con alla mano un
vero e proprio menù con disegni esplicativi vi proporranno ogni
tipo di massaggio erotico o prestazione particolare a seconda delle
vostre esigenze!!!
Proprio sui lati del mercato e lungo tutto l’isolato, vi sono
dei tuguri ammuffiti simil-garage/disco-bar dal cui interno proviene
musica house a palla, e semplicemente passandovi davanti potrete scorgere
le schiere di giovanissime tailandesi che ballano seminude sui cubi
o appese ai pali da lap-dance in attesa di offrirsi a clienti.
Per tornare a qualcosa di pittoresco ma sicuramente più interessante,
c’è il mercato galleggiante di Damnonensaduak: vale la
pena fare la levataccia all’alba e le due ore di bus per arrivare
a questo villaggio dove ci si imbarca su lance velocissime che sfrecciano
nei canali tra le palafitte del villaggio e che conducono al centro
del mercato galleggiante, dove i contadini vendono le loro mercanzie
direttamente dalle loro barchette, affiancandosi gli uni agli altri,
e addirittura c’è chi vi cucina carne e pesce e li vende
pronti per il consumo sia a locali che ai turisti.
AYUTTHAYA
è la vecchia capitale distrutta dai Birmani ma ha ancora il fascino
del passato glorioso seppur ormai quasi tutta in rovina; durante la
nostra visita le pagode e le statue di Buddha erano tutte ricoperte
da drappi gialli per una celebrazione che gli conferivano ancora di
più un’atmosfera particolare.
BANG PA
è il Palazzo d’Estate, ovvero la residenza estiva dei reali,
con un giardino curatissimo con enormi cespugli potati a forma di elefanti
e un gusto particolare per l’arredamento inglese dell’800.
Quando lo abbiamo visitato noi era da poco passata una celebrazione
per il compleanno della Regina, motivo per cui tutto il palazzo era
stato tirato a lucido e addobbato con ogni genere di orpello e fiori
freschi in ogni angolo.
LOPBURI
nei resti dei templi e delle pagode khmer si riflettono gli echi della
regnanza cambogiana che vi fu fino al XII secolo, prima dell’avvento
del Thai, anche se purtroppo i tailandesi non brillano per la conservazione
del loro patrimonio storico/architettonico.
Da PHITSANULUKE a SUKHOTHAI ci si trova veramente a contatto con la
Tailandia rurale e più tradizionale. Una lunga distesa senza
soluzione di continuità di colorati campi di riso, palme da banana
e altre coltivazioni tropicali si susseguono fino a SUKHOTHAI, la prima
capitale del Siam.
Bellissimo il tempio dell'antico Grande Palazzo ed una statua del Buddha
alta 15 mt; fuori dal Tempio si trovano ambulanti che nei loro banchetti
vendono tartarughe acquatiche e serpenti d’acqua nei pacchettini
di nylon e uccellini in gabbia; i fedeli li acquistano e li portano
a benedire dentro il tempio dopodiché una volta terminato il
loro rito religioso escono e liberano le tartarughe ed i serpenti in
acqua e gli uccellini in volo, in segno di offerta al Buddha.
LAMPANG
ha forme architettoniche originali e distintive, con bellissime pagode
e templi, finemente e riccamente decorati, influenzati dall’antico
Regno di Lanna di cui Lapang fece parte per un lungo periodo.
CHIANG MAI
viene detta la rosa del Nord, qui si incontra la Tailandia più
vera, dove vivono le minoranze etniche ancora oggi legate alle loro
antiche tradizioni.
Il tempio Doi Suthep sorge sulla vetta di un monte e lo si raggiunge
tramite una lunga scalinata di oltre 300 gradini affiancata da due serpenti
Naga, dove sono custodite le reliquie di Buddha; il tempio è
costituito da tante piccole pagode decorate con draghi e campane dorate
(tra l’altro questo è il tempio che appare all’inizio
del film Rambo III, quando il reduce dal Vietnam John Rambo si ritira
in un monastero buddista e si dedica alla ricostruzione dello stesso
insieme ai monaci, se vi capita di rivederlo fateci caso).
Dietro il tempio si trova un punto panoramico, dalla cui sommità
si scorge il famoso triangolo d’oro: il confine tra Tailandia,
Laos e Mayanmar segnato dal fiume Mekong; molto suggestivo.
CHIANG RAI
è la città che segna il confine con il Myanmar (l’ex
Birmania) ed ha proprio l’aspetto del villaggio di confine, pieno
di gente che passa i controlli alla dogana (un ponte con 2 poliziotti!)
con sacchetti e borse della spesa e con carrettini carichi di generi
di conforto, che entra ed esce dal Paese.
Nei dintorni ci si ferma a visitare alcuni villaggi, centri di produzione
artigianali di lacche e articoli in legno intagliato.
Inoltre nelle vicinanze si trova “la scuola degli elefanti”,
dove viene insegnato agli elefanti a lavorare, a trainare i tronchi
e a portare i carichi.
Un’escursione degna di nota è quella a Mae Hong Son: dopo
un breve giro al mercato ricco di prodotti tipici e di artigianato locale,
si risale il fiume Ping e si raggiunge un villaggio ai confini con il
Myanmar dove vive una popolazione di etnia Akha, famosa per “le
donne giraffa”.
A tutte le femmine fin dall’età di cinque anni vengono
messi al collo anelli di ottone allo scopo di allungarlo come simbolo
di bellezza e di anno in anno ne vengono aggiunti.
Questa pratica era stata vietata dal governo, infatti una volta rimossi
i cerchi, il collo non era più in grado di reggere il peso della
testa causando la frattura del collo e quindi la morte delle donne.
Purtroppo però, dato l’afflusso di turisti che ogni anno
si reca nella zona attirata dalla particolarità di queste donne,
il governo ha nuovamente autorizzato la pratica del cerchiaggio del
collo, al fine di garantire gli introiti economici derivanti dal turismo.
Quindi nel villaggio si possono vedere bambine di pochi anni, ragazze
e donne nel loro variopinto costume tipico con lunghi colli ornati con
anelli in bronzo.
Ora veniamo agli hotel dove
abbiamo soggiornato.
TWIN
TOWERS HOTEL BANKGOK: modernissimo, centrale, vicino a Siam Square
e ai centri commerciali; le stanze nuove e ben curate, piscina all’aperto,
3 ristoranti con cucina sia orientale che europea, palestra e centro
benessere, shopping arcade.
Alla reception sono gentilissimi e si prodigano per ogni esigenza; addirittura
a causa di un disguido con il tour operator non risultava una cena che
in realtà avevamo già pagato dall’Italia e il giorno
successivo ci hanno fatto recapitare in camera un biglietto di scuse
per il disagio causato e un buono per una cena supplementare oltre a
quella già prevista.
C’è personale in ogni angolo e ad ogni ora del giorno e
della notte: c’è l’addetta che chiama gli ascensori
per i clienti, c’è chi svuota i posacenere nei corridoi,
chi spolvera, che pulisce e semplicemente chi saluta!
Il ristorante a buffet era ben fornito anche fino a tarda sera e per
la colazione non mancava nulla rispetto alle migliori colazioni continentali
a buffet.
LAMPANG
RIVER LODGE HOTEL: bellissimi lodge in legno, indipendenti, immersi
nella foresta, forse troppo immersi e con troppi insetti, ma molto caratteristici.
SHERATON HOTEL CHANG MAI: bellissimo, la nostra camera era al 14°
piano, si affacciava sulla piscina al 4° piano, era moderna ma dotata
di ogni comfort.
Il ristorante era ricchissimo, con buffet di cucina italiana, francese,
cinese, tex-mex, thai e sushi.
Abbiamo davvero mangiato benissimo ed il servizio era ottimo.
DUSIT ISLAND HOTEL: con una lancia abbiamo risalito il Mekong ed abbiamo
attraccato direttamente al pontile dell’hotel che sorge su un
isolotto sul fiume. Hotel da sogno.
Il nostro soggiorno mare
l’abbiamo fatto a KOH SAMUI.
E’ un’isola splendida, viene chiamata l’isola delle
palme e fa parte di un parco marino nazionale.
E’ coperta da una vegetazione rigogliosa, piantagioni di cacao
e palme da cocco.
Abbiamo soggiornato al FAIR HOUSE REACH & RESORT HOTEL, affacciato
su una baia isolata della spiaggia di Chaweng (www.fairhousesamui.com)
Sebbene il resort fosse fornito di ristorante, abbiamo scelto di fare
solo pernottamento e colazione, ed è sicuramente stata un’ottima
soluzione, infatti la colazione a buffet era ricchissima, a pranzo sgranocchiavamo
qualcosa venduto dagli ambulanti locali sulla spiaggia (frutta fresca,
spiedini di pollo con riso, pannocchie) e la sera cenavamo in paese,
approfittandone poi per finire la serata gironzolando tra le bancarelle
o a bere qualcosa di fresco nei dehors dei vari locali, dal pub al disco-bar.
Il resort offre anche campi da tennis e campo pratica di golf.
La nostra camera era nel corpo centrale, al piano terra, proprio affacciata
sulla piscina a cascata, con due bei balconcini e molto ampia e ben
arredata.
In alternativa si poteva alloggiare in casette/bungalow in muratura
che dal giardino rialzato scendevano fino a bordo spiaggia.
Il resort è anche dotato di una piscina a lato del ristorante
ed essendo poco fuori dal paese, per pochi bhat il servizio navetta
conduceva gli ospiti in paese e ritorno.
Per poche decine di Euro abbiamo affittato una moto da enduro per tutta
la settimana (anche se il 99% dei turisti affittava gli scooter!) e
con la nostra Honda 450 ci siamo spostati per tutta l’isola, facendo
le escursioni per nostro conto nei giorni in cui il tempo non era bellissimo.
Siamo stati alle cascate di Na Muang (alte fino a 80 mt), dove abbiamo
risalito la montagna su un sentiero in mezzo alla foresta per alcuni
chilometri, per giungere ad una piscina naturale di acqua gelida ma
turchese e dove abbiamo fatto un bagno refrigerante.
Poi siamo stati a Bo Phut Beach, dalla parte opposta dell’isola,
zona abitata dai pescatori di fede buddista (mentre tutto il resto dell’isola
è di fede islamica) e dove si erge sulla collina una statua del
Buddha chiamata Big Buddha, che si scorge distintamente anche dall’aereo
in quanto è proprio su un promontorio sulla costa e abbastanza
vicina all’aeroporto.
Tra le escursioni organizzate siamo stati al Parco Nazionale Marino
di ANG THONG; con un motoscafo veloce in circa due ore si arriva all’isola
di Koh Mae, riserva naturale, dove attraverso un sentiero strettissimo
tra le rocce e la fitta vegetazione si raggiunge un lago salato verde
smeraldo e turchese.
La fitta vegetazione nasconde tutti gli animali che vivono nella foresta,
invisibili ma che fanno sentire la loro presenza. Arrampicandoci su
quei sentieri, in assoluti silenzio, si possono sentire i versi degli
uccelli, lo scroscio dell’acqua delle cascate, il cantare delle
cicale, le foglie mosse dal vento, le grida delle scimmie…sembra
di essere soli, inghiottiti da giungla, una sensazione unica.
Abbiamo fatto snorkeling, poi con i kajak le nostre guide ci hanno accompagnati
a scoprire le piccole isolette circostanti; al ritorno ci hanno cucinato
pollo e riso sulla spiaggia attrezzata ed abbiamo trascorso il resto
del pomeriggio nuotando e sollazzandoci sulla spiaggia e sotto le palme.
Il cuore del villaggio di Koh Samui è costituito semplicemente
da una lunga strada, sui cui lati sorgono senza interruzione hotel,
ristoranti e negozi di souvenirs.
C’è un’ampia scelta di locali, quindi per mangiare
non si corrono pericoli: vi si trova la pizzeria italiana (un’invasione!),
il tex-mex, la churrascaria brasiliana con tanto di ballerine, il locale
argentino che serve l’asado, il giapponese-fusion, e ovviamente
la stragrande maggioranza di locali cinesi/thai, dalla semplice bancarella
a bordo strada al ristorante di livello medio-alto.
I prezzi sono veramente abbordabili e vale la pena di provare ogni sera
un posto diverso.
Come in ogni angolo sperduto del mondo, ovviamente non mancano i Kentuky
Fried Chicken, il McDonald, la sala da bowling e il minigolf, oltre
che ogni genere di mini-market (dai 7-eleven a Boots). Da non perdere
gli incontri di Muai-Thai (box tailandese) allo stadio della Boxe, proprio
nel centro del paese.
L’isola non è ancora completamente attrezzata per la grande
ricettività turistica ed inoltre si vedono ancora i segni di
uno tsunami che colpì l’isola oltre 15 anni fa’ e
a seguito del quale molte attività non sono mai state riprese.
Tuttavia i locali si prodigano con le loro poche disponibilità
e con il loro sorriso, cercando veramente di fare il possibile per soddisfare
ogni esigenza dei turisti.
Questa loro predisposizione oltre che la naturale ed incontaminata bellezza
dell’isola la rendono sicuramente un luogo affascinante e da ricordare.