VIAGGIO
IN THAILANDIA
Categoria:
Racconti di Viaggio
Viaggiatori-Autori: Saby
e Ivo Motta
Numero di giorni: 12
Itinerario: Bangkok + Phuket
Costo totale del viaggio: 2500 euro
Periodo: 27 maggio - 8 giugno 2005
Trasporti: -
Documenti: Passaporto
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THAILANDITE!
Thailandite, si
tratta di Thailandite vera e allo stato puro, perché è
passato giusto un mese dal nostro rientro e i ricordi iniziano a far
pesare non solo la lontananza fisica per quella terra, ma anche e soprattutto
a far avvertire la mancanza di tutti quei sorrisi splendidi e gratuiti
incontrati per le strade, sui tuk tuk, nelle spiagge e alle bancarelle.
Adesso che siamo a casa ci manca fortemente quella sensazione di pace
e serenità assorbite e spontaneamente sorridiamo a nostra volta,
ricordando la gentilezza e il modo tranquillo di vivere dei thailandesi,
i loro zigomi alti e sporgenti, i loro occhietti a mandorla socchiusi
ma grandi, i loro occhi pare che ridono, illuminati e aggraziati.
La Thailandia è sempre stata nei nostri pensieri … però
ci siamo andati solo qs. Anno, certo è che avevamo bisogno di
un periodo di totale distacco dall’impegno lavorativo e il fatto
di voler allargare nuovamente i confini dello spirito verso oriente
ha fatto coincidere la scelta sulla Thailandia, inginocchiata dallo
tsunami e purtroppo fortemente sconsigliata da quasi tutti gli agenti
di viaggio.
Quindi ragion per cui … convinti come sempre, prima contattiamo
via email gente che vive laggiù, come il mitico Martino o Luca
(hi dears kop kun cap!!) che abitano in Phuket i quali ci rassicurano
che tutto è attivo e migliorato, poi sentiamo la cara signora
Antonietta (nostra fidata consulente di viaggi) che come sempre ci organizza
il viaggio al gran completo.
Il momento è propizio, partiamo il 27/05/2005 salutiamo Gigi
il fratellone che ci accompagna a Malpensa, prendiamo il volo diretto
con Thai e dopo 12 ore di aereo, persi nell’azzurro del cielo
e avvolti dalle nuvole, capiamo che l’andata è volata nel
vero senso della parola, siamo già a Bangkok –> Krung
Thep ovvero la Città Degli Angeli.
Il pensiero corre e va a tutte le cose che ingordamente vogliamo fare,
templi che dovremo visitare, cibi da assaggiare, templi dove raccoglierci,
inizia la ns. stagione del turismo culturale, l’idea come sempre
è quella di conoscere nuove essenze, stili civiltà, avvicinarsi
il più possibile al diverso, incontrare gente speciale, insomma
Sawasdee in Bangkok …. c’è molto da fare.
La capitale non è certo la città ideale da visitare a
piedi, per le lunghe distanze oltre che per il clima ma c’è
un pò di tutto e ci si può organizzare a piacere, noi
alloggiamo nella nuova zona di Sukhumvit grande area ad est della città
proprio dopo il Night Bazar impedibile ritrovo serale, siamo obbligati
a prendere i mezzi per avvicinarci al centro. Ma non c’è
problema perché la città è ben servita, scegliamo
tra i pullman di linea, la metropolitana rialzata Expressway che gira
ad anello tutto intorno la città, i battelli sul fiume Chao Praya,
le speed boat oppure gli impedibili tuk tuk, piccoli e rumorosissimi
furgoncini o meglio ape car (come definirli??) taxi a tre ruote guidati
da un motorino che tocca gli 80 /100 all’ora che ti sballottano
qua e là, ma che ridere!
C’è da dire che per le strade davvero regnano incontrastati
il rumore del traffico, lo smog, ingorghi allucinanti, siamo assordati
dal caos delle bancarelle e dei mercatini, le puzze di fumo (ma che
tipo di fumo è!!!) soprattutto la cosa da cui maggiormente ci
si deve difendere è l’assurda calura e l’umidità
che si respira nell’aria, pesante e soffocante.
Chi dice che Bangkok è deprimente e sporca sbaglia, o l’ha
visitata male o non l’ha vista proprio, perché la capitale
è ricca di spunti e non limita le sue attrattive ai monumenti,
c’è in disordine il tutto e il di più, c’è
molto da approfondire anzi diciamo pure che per noi 4 giorni sono stati
pochi in effetti, a parte il favoloso Palazzo Reale, nel quale ci si
perderebbe volentieri più giornate (caldo permettendo) nella
capitale si innalzano decine di wat (templi) con i più famosi
Buddha, di varie dimensioni colori materiali e pose, musei nazionali,
cappelle buddiste e templi cinesi, quartieri a tema, sale da gioco,
palestre thai, centri benessere per massaggi e arti locali, aree commerciali
e parchi, il nostro preferito è il Lumpini Park center, c’è
veramente troppo da vedere!
In una giornata visitiamo bene 3-4 templi per volta, certo il nostro
ritmo non è da turisti ma da viaggiatori/divoratori di eventi,
si trotta e si galoppa per la città e ci si rinfresca giusto
nelle pause pranzo o merenda sempre obbligatori per noi 2 bambinoni;
grazie anche ai nostri tuk tuk drivers, sia Pu che Nalong sono stati
guide molto competenti e poco commerciali.
Il brutto infatti è il senso del commerciale che c’è
qui, tutto gira intorno alle visite delle fabbriche di batik, ovunque,
per strada o nei negozi ti propinano giri per altri negozi, altro ciopping
…come dicono in thai…. in gioielleria per le gemme, nei
ristorantini per la thai salade, alle bancarelle per assaggiare i noodle,
ai grandi bazar per vestiti, ombrelli scarpe e altro ancora, basta non
se ne puo più, noi francamente qs. “Giri” per turisti
desiderosi di saldi proprio non li amiamo, anzi li evitiamo accuratamente.
Così iniziamo alla mattina di buon ora, sempre prima delle 8.00
e sempre dopo un’abbondante colazione, alla volta del centro città
curiosando i templi, poi a piedi verso il bordello di Chinatoww, impedibile
così come il quartiere indiano, navigando accoccolati sulle acque
luride del Chao Praya e in qualsiasi punto della città scattiamo
foto, foto e ancora foto.
L’ingresso ai templi non è caro anzi, con 20 bath a testa
si possono visitare gli interni e con l’aggiunta di 100 bath in
due si trovano sempre guide disponibili in inglese per le spiegazioni
del caso.
Nel Wat Traimit ammiriamo l’imponente statua altissima del Buddha
d’oro in stile Sukotai, all’esterno giochiamo con le file
di campane che saggiamente Nalong suona “esclusivamente”
per noi, sarà che è la prima visita in un Wat ma tutto
intorno si assapora un’atmosfera molto autentica e raccolta, chi
accende ceri, chi posa fiori a terra, chi emette canticchiando leggeri
gemiti di adorazione, chi lascia le ciabattine all’esterno delle
sale e ovviamente chi, prendendo d’assalto l’interno con
macchine e videocamere senza considerare la sacralità del luogo,
sbraita a destra e a manca “this is Wat Traimit this is Wat Traimit”.
Qui l’appunto curioso è che con noi girano per tutto il
percorso 2 finaliste di Miss Universo, la Miss Trinidad and Tobago e
la Miss Zaire, ovviamente anche loro sono stra-ammirate, fanno shopping,
posano in foto ricordo, firmano autografi e non c’è che
dire sono bellissime, ma la nostra preferita rimane miss Puertorico!
Lasciando il Wat ci fermiamo nel city center, al Democracy Monument,
chiamato familiarmente da tutti “The Demo” , la scultura
voluta da un architetto italiano raffigura 4 enormi ali d’angelo
e rappresenta il senso di democrazia del paese nonostante sia stato
voluto più di 60 anni fa per commemorare la monarchia costituzionale.
Il re e la regina qui sono ovunque, grandi gigantografie sulle strade
raffiguranti i reali nei loro momenti di vita quotidiana, oppure si
trovano le loro foto nelle hall degli aeroporti, hotel e ristoranti,
molti li onorano con fiorellini caramelle e cestinetti di candele accese,
insomma la famiglia reale è amatissima e realmente ben voluta.
Si prosegue alla volta della visita dei Templi e del Palazzo Reale,
il più famoso tempio di tutta la Thailandia con all’interno
il Wat Phra Keo detto “Il Tempio del Buddha di Smeraldo”.
Il complesso è stato costruito quando Bangkok divenne la capitale
del regno di Siam più di 3 secoli fa, al posto dell’antica
e bellissima Ayutthaya e qui ammiriamo la grande Chedi d’oro,
più di cento edifici religiosi, templi, cappelle e l’attuale
residenza reale, il palazzo Chitlada, decisamente chiuso al pubblico
ma fotografato da tutti i lati con i suoi soldati che fanno da guardia.
Il top di questo complesso è nella Cappella Reale dove c’è
l’ Emerald Buddha, una statua di Buddha (piccolina che delusione)
posta su un altare inavvicinabile, alta solo cm. 65 intagliata in un
solo pezzo di giada e nefrite e non di smeraldo, come erroneamente indica
il nome, onorata da tutto il mondo buddista .
Questo è il luogo in assoluto più sacro per tutti i credenti
non solo Thai, ovviamente è impossibile scattare foto o riprendere
con videocamere all’interno, ci si deve vestire adeguatamente
con sarong e magliettine, portare fiori in dono, stare sempre con i
piedi verso l’altare e mai girarsi di spalle, comportarsi insomma
in modo rispettoso. Anche se non è il nostro Dio, in fondo il
rispetto è ovunque segno di educazione e grande civiltà,
per cui anche se un pò ci dispiace, non riprendiamo e non scattiamo
foto ma ci rilassiamo al suono delle cantilene dei monaci di arancio
vestiti.
Segue la visita del Wat Pho, il più antico tempio di Bangkok
considerato la prima Università della Thailandia, dove e' conservato
il grandioso Buddha sdraiato, lungo oltre 46 metri e alto 15 metri,
tutto ricoperto di veline d’oro, in assoluto il nostro preferito.
Da qualsiasi parte lo si guarda la statua distesa che rappresenta il
passaggio al Nirvana, è sempre troppo bella, mistico ed imponente
al tempo stesso, si inizia dalla sua testa con grandi riccioli i capelli
d’oro, si passa al busto al grande ventre alle ginocchia e si
termina ai suoi piedi, meglio dire piedoni, tutti intagliati nell’oro
e nella madreperla come gli occhi, che narrano gli eventi più
importanti della vita del piccolo Buddha.
Ai piedi della statua ci spiegano che ci sono le spoglie del re Rama
I, l’imperatore che inizio la dinastia dei Rama i re più
potenti di tutto il regno dell’antico Siam.
A nostro parere il templio che lo circonda è troppo piccolino
o forse è la statua che è troppo grossa, sembra quasi
sminuita nell’interezza dell’edificio, però proseguendo
all’esterno del parco si continua ad ammirare l’arte sukothai,
con le 4 grandi chedi (le stupa) rivestite di piastrelline colorate,
entriamo nella biblioteca della filosofia, con gallerie raffiguranti
400 piccoli Buddha d’oro e tutto intorno ha un sapore di magico,
con le fontane le cascatelle e i prati verdi ricchi di piante e piccoli
fiori rossi.
La nostra prima giornata in Bangkok si conclude nel tardo pomeriggio
nel totale relax del Lumpini Park, enorme polmone verde della città
e proprio di passaggio sulla strada verso casa, questo parco con un
enorme lago all’interno e canali laterali sarà la nostra
meta di tutte le fine giornata, dove ci rinfreschiamo, noleggiamo il
pedalo, guardiamo i varani liberi e alla fine .. go to eat thai food….
Il giorno successivo si riprende con il giro nel maestoso corso del
fiume Chao Phraya e nella fitta rete dei suoi infiniti canali si vede
di ogni. Noleggiando il taxi boat abbiamo modo di vedere la metropoli
nei suoi grandi contrasti, la modernissima città commerciale
e splendida città d’arte del giorno prima è in contrasto
con quella di adesso, che conserva malamente le case sulle palafitte,
le baracche decadenti ben lontane dall’occhio indiscreto del turista,
la sporcizia accatastata vicino alle chiuse del canale e che dire i
bambini fanno il bagno in acque decisamente infestate e verdeggianti
insieme ai toponi a ai varani.
Vero è che il canale rimane il loro grande mezzo di comunicazione,
per le barche che trasportano carichi di riso, di ghiaccio di frutta
o verdure, è punto di scambio e d’incontro per le donnine
locali che vendono mercanzie strane, canoe a pagaia per il trasporto
dei prodotti alimentari, qui nessuna casa possiede il frigorifero e
ogni giorno si va a far la spesa ai mercatini, la spesa viene caricata
sulle barchette e tranquillamente si fa su e giù per Bangkok…carino
però!
Fatto sta che l’escursione di appena tre ore si trasforma in un
grande spettacolo sulla loro vita quotidiana, bimbi che salutano dall’alto
dei balconcini e non appena ci avviciniamo ai moli tutti appaiono come
per magia sbucando da chissà dove, dai pontili, sulle palafitte
e tra la fitta vegetazione.
C’è povertà, ma mai abbiamo incontrato gente che
chiede l’elemosina; c’è confusione, ma tutti sanno
dove andare ; non ci sono i nostri confort ma il loro stile di vita
è modesto corretto e molto dignitoso!
E’ difficile capire se non si passa per questi posti, qui c’è
un senso completamente diverso dal nostro di vivere di pensare, di porsi
verso la religione, il lavoro, il denaro, inconcepibile e estremamente
rispettoso.
E’ inevitabile, una volta scesi dalla speed boat ciondolanti ci
dirigiamo verso il tanto decantato Wat Arun, straordinario templio dedicato
all’alba, da visitare però all’ora del tramonto,
come in molti ci hanno detto. Questo è un bel templio, con 4
enormi torri, ultima dimora del Buddha di smeraldo prima che venisse
portato al Pra Kaeo, è un complesso enorme e all’interno
troviamo capannelle di monaci anziani intenti a pregare seduti sull’erba,
sono tutti rasati e vestono di arancio e di giallo, il contesto è
originale perché sorge proprio sulla riva del Chao Praya, un
tempo in questo posto c’era un enorme palazzo reale con all’interno
conservata l’antica torre kmer alta 80 metri, ancora visibile.
Ci accodiamo a un gruppetto di spagnoli che ci precede, scroccando e
ammiriamo tutti gli edifici del parco, ricoperti da luccicanti piastrelline
multicolorate che formano mosaici deliziosi per estetica ma anche raffinati
nel gusto, somigliano a vecchie porcellane cinese e non si limitano
al bianco e al blu, ci sono a seconda delle facciate, più sfumature
di colori e ovunque immagini di vita del dio Aruna (dio indiano dell’alba
appunto) e del Buddha. Tutto intorno lungo il perimetro del parco si
vedono pagode in legno e se l’occhio va oltre si capisce subito
che sono in netto contrasto con gli enormi grattacieli in vetro e i
palazzi di pregio ora divenuti hotel di lusso ultramoderni.
L’ultimo giorno si parte sempre con il fido Nalong per il nord,
visiteremo precisamente il palazzo reale di Bang Pain e Ayutthaya .
La giornata è molto calda già dal primo mattino e ci divertiamo
da subito, Nalong è troppo funny ma furbo al tempo stesso, inizia
premurosamente a descriverci tutto ciò che si vede dall’autostrada,
palazzi wat e aeroporto compreso, poi a un certo punto esclama, “
Bibi, Ibo, (non ha mai pronunciato i nostri nomi nel modo giusto) sto
inventando, non so la strada e soprattutto è la prima volta che
anche io vengo ad Ayutthaya !”
Ma bravo, ce la ridiamo insieme, confidando che tra la nostra guida
Edt in italiano, i cartelli in thai e le indicazioni in inglese, prima
o poi dovremmo arrivare a ‘sta benedetta Ayutthaya!
E così fu sempre dritto, alla grande rotonda seguiamo i pulman
che ci precedono, finalmente si intravede l’insegna che indica
“Royal Household Bang Pain Palace” ….. si siamo arrivati
Okkkkkkk va bene!
Il palazzo è la residenza estiva del monarca dalla metà
del 1800 ed è frequentata ultimamente dai nipoti del regnante
che si dice arrivino direttamente in battello dal fiume Chao Praya da
Bkk , è facile trovarli nel parco che studiano come tutti i ragazzi
della loro età.
Tutto è molto verde curato e annaffiato, all’interno ci
sono fontane, pagode cinesi, la water house, il grande faro e soprattutto
ovunque intagliate negli alberi e tra i cespugli, le sagome degli elefanti
l’animale preferito del re. Se questo piccolo palazzo reale merita
la visita, Ayutthaya, l’antica capitale la stramerita.
Per chi ama e vive per l’arte, l’architettura e la storia
qui è un’immersione totale, la città è disseminata
di padiglioni, statue, pagode, resti di antichi palazzi non a caso è
stata universalmente riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco,
impossibile non innamorarsi di questo sito a cielo aperto, perché
si diventa reali testimoni di mezzo millennio di storia.
Ayutthaya è stata l’impareggiabile capitale della Thailandia
dal 1350 fino al 1782, il più importante centro commerciale,
militare e politico; oggi rimane una delle città più uniche
di tutta l’Asia ed è bello girarla liberamente assaporandone
il senso del “patrimonio dell’umanità”.
Se si arriva qui però fermarsi in loco per almeno 2/3 giornate
perché c’è da non perdere troppi musei e wat con
le preziose collezioni e documenti che testimoniano la storia dei regni
che si sono alternati nel corso dei secoli in questa zona, fortezza
protetta dalle acque e vero gioiello d’arte.
Tutti i 33 sovrani , continuativamente nei secoli e col passare del
regno hanno abbellito e ingrandito le mura della vecchia capitale, elevando
torri chedi sculture una vera miniera ! La città aveva più
di 600 monumenti con pitture copiate e personalizzate nel corso della
storia dalle culture dei vicini Skilanka e Laos, ed è stata continuamente
in guerra con Birmania e Cambogia, sanguinosamente stravolta dall’invasione
dei loro eserciti storici nemici thai, che l’han portata alla
decadenza e al crollo definitivo alla fine del 16 secolo.
Noi e Steve l’amico canadese, riusciamo a visitare solamente 4
siti, oltre alla nursery degli elefanti ed è già pomeriggio
inoltrato!
Anche questa giornata è volata, dobbiamo tornare verso Bkk, ahimè
ci congediamo da Nalong è stato il ns. ultimo tuk tuk day insieme,
ci facciamo scaricare al sea food restaurant del Night Bazar, poi in
hotel a preparare le valigie e a nanna, domani abbiamo l’aereo
per Phuket.
La conclusione al momento è che questo GRAN bel viaggio dall’altra
parte del mondo, un viaggio umano, carico di sorrisi, di speranza, di
infinita tranquillità, ci ha ispirato che bisogna avere sempre
e comunque la voglia di imparare, rispettare e amare la gente e le cose,
cosi da tornare ogni volta a casa ed essere un pochino migliori rispetto
a ciò che in realtà crediamo di essere.
Saswadee Bibi e Ibo….sempre noi Saby e Ivo Motta from Milan.
xxxxxxxxxxxx
“” C'è un vento Fortissimo e noi rinchiusi in
macchina a parlare
Lontani dal mondo siamo in cerca di un segnale
Che fare il buio ti spaventa e vuoi fuggire
lontana e un po' ti senti strana
E I sogni son desideri e milioni di pensieri
Nei ritagli di tempo aspettando il tuo momento
E c'è una vita migliore da qualche parte amore
E tu mi hai detto: partiamo! Ma non sai in quale direzione
Che farò da domani adesso non lo so …..E nel futuro cosa
c'è? Io non lo so e nemmeno te ……….
E arriva un
punto improvviso che non ci sto più dentro
E quando gli occhi allagati diventano un sorriso
Guardo il cielo stupito e capisco che non ho capito
Che farò da domani adesso non lo so
È grande
la scossa che mi divide dentro
Quando dici che adesso la nostra storia ha un senso
Ed io ci credo davvero, e pensando al mio passato
Vivo in fondo ogni giorno come se fosse l'ultimo che
Mi hai regalato combatto anche la noia a denti stretti
E sorrido per ogni risultato che raggiungo
E se piango rimango anche una notte intera sveglio
Pensando domani sarà sempre meglio!
Che farò da domani adesso non lo so
Sto diventando anche cattivo, un poco perché no
E nel futuro cosa c'è? Io non lo so e nemmeno te !!
Thailandia
27/05 * 08/06/2005 o meglio corre l’anno 2548 -
E’ vero arrivi
ad un punto che hai voglia di andare lontano, scoprire e riscoprirti
perchè hai dentro una nuova scossa ….. così prendendo
spunto da questa bellissima canzone Che Farò de La Differenza,
seguendo la voglia di fare che abbiamo dentro e che vuole venir fuori,
descriviamo ciò che abbiamo assaporato nella strabiliante Thailandia,
in Bangkok, Ayutthaya, Phuket, nella totale distruzione di Phi Phi island,
l’arcipelago di Pang Nga Bay, le zone devastate dallo tsunami
(leggesi tsunamiì alla giapponese) e vien da pensare che si….
in effetti nel futuro cosa c'è? Io non lo so e nemmeno te …
Si prosegue, questa volta volando su Phuket, isola favolosa e arcinota
località di mare che non ha certo bisogno delle ns. ridicole
presentazioni, straconosciuta all over the world per le sue bellezze
e per tutte le controindicazioni del caso.
Abbiamo lasciato Bangkok dopo 4 giorni di full immersion di cultura,
box thai, canali mercatini e wat, ci spostiamo verso sud, dopo 1.20
h. di volo Thai e 900 km di distanza arriviamo sull’isola dell’attrazione.
Dall’alto ammiriamo il verdissimo territorio sembra quasi di atterrare
in montagna essendo le sue colline completamente ricoperte di vegetazioni
tropicali, foreste anzi giungle, la natura è rigogliosissima.
La parte costiera e le spiagge sono punteggiate dalle piantagioni di
palme da cocco, foreste tropicali all’interno, villaggi di pescatori
che animano le coste e poi le tante nursery di elefanti liberi che gironzolano
indisturbati attraversando le strade e tanto ancora.
Anche qui gli elefanti sono animali sacri e venerati, ma ce ne sono
di meno rispetto a quelli visti in Bangkok e Ayutthaya.
Ci sono splendide spiagge bianche che ammiriamo nel casino mattutino,
lasciando l’int. Airport , proseguiamo direzione sud per la ns.
Karon beach, più precisamente al Front Village Hotel (www.frontvillage.com)
dove alloggeremo per una nuova settimana di vita thai.
Siamo proprio entusiasti di questa vacanza, Bangkok ci ha affascinato
e sorpreso, in realtà avere qualche giorno in più sarebbe
stato utile, ma abbiamo optato per una vacanza di cultura e di mare-relax
con l’intenzione di girare autonomamente Phuket in lungo e in
largo.
Evitiamo di risiedere a Patong Beach, che abbiamo scoperto invece essere
molto bella, vivacissima e allegra per i suoi negozi, i ristorantini
e la sua vita notturna, alla faccia di chi la sconsiglia e a detta di
chi sostiene che è famosa x le bad girls dagli occhi a mandorla
(ma dove ….tutto il mondo è paese e le orientali sono anche
simpatiche ) preferendo la quiete e la bellezza di Karon, l’insenatura
subito sotto, famosa per la sua passeggiata lastricata lungo mare con
tanto di lampioni che si accendono all’imbrunire, non c’è
che dire molto romantica…. fa al caso nostro …. poi il lago
sta proprio davanti al nostro terrazzo!!
Ad attenderci nella hall ci sono Mee, Tim, Joy e Klaan tutti in divisa
stile coloniale, sono i ragazzi dell’hotel che ovviamente parlano
zero di italiano, noi zero di thai, la mettiamo sul divertente e in
inglese simpaticamente ci fanno accompagnare nel ns. alloggio.
Ci bastano poche ore per rilassarci e dopo aver mangiato tagliatelle
thai con seafood, pesce in un brodino stile star vegetale schifosissimo,
lasciamo il Front Village andando in avanscoperta del villaggio locale,
ci orientiamo facilmente già dal primo momento e prenotiamo alla
Tour e Travel 3 di Karon (l’agenzia viaggi si trova dopo la rotonda,
in fianco all’ exchange money ) il tris di escursioni che avevamo
deciso di fare dall’Italia. Il proprietario è il simpatico
Mr. TEE l’uomo dai mille sorrisi, onestissimo, il gigante buono
anzi buonissimo, bonaccione ci piace subito perché ride sempre
e ci consiglia lui stesso di chiedergli lo sconto, perchè lui
adora gli italiani (furbet) ma non sopporta gli australiani, dice sono
tutti così belli biondi palestrati ma ….troppo pavoni.
Bene , non perdiamo tempo cambiamo gli euro in bath (1€ = 50 bath,
in Phuket il cambio migliore è stato di 47.50 circa) pianifichiamo
insieme a Tee il calendario delle escursioni, da fare quando si vuole,
basta confermargli i nominativi entro le 7 p.m. de gg. prima .
Iniziamo l’indomani con l’interno del golfo del Siam al
parco marittimo di Phang Nga Bay nella parte della costa orientale dell’isola,
la seconda sarà verso sud nel mitico mare delle Andamane per
Ko PHI PHI e la terza a Ko Rawai nell’estremo sud, senza dimenticare
ovviamente il Phuket center, o meglio come dicono i thai Phuket town.
Nessun turista visitatore o viaggiatore che si voglia definire tale,
deve trascurare di farsi una gita in barca nel fantastico mare di Phuket,
tutt’intorno limpidissimo, fondali trasparenti , è proprio
vero che dopo il 26.12.2004 la natura si è rigenerata e le spiagge
sono candide, con la sabbia colorata che ricorda il miele, gli ibiscus
e i cocchi dappertutto e ovviamente filari di palme.
Tra i luoghi più famosi c’è il parco di Phang Nga
Bay che tutti chiamano l’isola di J.B. * James Bond , perché
qui sono stati girati ben due film, uno con Roger Moore e l’altro
con il mitico Sean Connery “The man with the golden gun”,
correva l’anno 2529, il panorama è uno spettacolo da brividi.
Il pick up dall’hotel è previsto per le 7 a.m. ci vuole
circa 1 ora di pulmino per arrivare al porto di Sirey Port Island, dove
si raccoglie il numero e a seconda della destinazione prescelta si sale
a bordo di un catamarano che ci porta a spasso tra centinaia che dico
centinaia, migliaia di speroni rocciosi.
Lasciando il porticciolo l’equipaggio si presenta a noi ragazzi
inesperti e un pochino impreparati, riceviamo qualche informazione sul
tragitto e su come comportarsi in caso di high tide (con l’alta
mare le scene di panico aumentano dice ridendo ….so don’t
worry bros! ) e a ogni coppia viene assegnato un canoista personale,
noi siamo abbinati a Nang (e non Nan che vuol dire acqua) lui ci accompagnerà
alla scoperta delle grotte lungo la jungle rocky islands.
Abbiamo optato per l’escursione in canoa per il tragitto di 4
isole, da Panak a Hong island in tutto 2 ore scarse, non tutti la fanno
perchè dicono essere cosa da intraprendenti, non è vero
consigliamo di provarla è indimenticabile e divertente al tempo
stesso, per nulla pericolosa, l’unico appunto portare a bordo
un potente insettifugo, siamo stati letteralmente assaliti da zanzare
voracissime.
Con noi viaggiano Bruce Compagno fedele e inseparabile in tutte le ns.
gite di mare, i ragazzi australiani del ns. hotel, una coppia attempata
di boeri del Sudafrica, 2 coppie di Taiwan in honeymoon, ma soprattutto
la coppia intraprendente della Birmania, con la loro bellissima bambina
di 10 mesi, Venus, che diventa subito la mascotte, è bravissima,
ride, mangia, nuota, si fa coccolare , non si perde nulla di tutto quello
che fanno i “grandi”, grigliata, grotte, bagni e canoe incluse,
troppo avanti!
La mattinata sulla canoa è piacevole, le sensazioni all’
inizio sono un po’ strane, c’è il timore di stare
in mare aperto, da lontano sembra di vedere una fitta nebbiolina, le
grotte sono scure e tetre, ma quando ti avvicini alle piccole o grandi
isole che l’erosione ha modellato negli anni in forme bizzarre
tutto appare in colori nuovi, le rocce sono realmente rosa, rosse, arancio
altre verdi ricoperte di vegetazioni, liane mangrovie e tutto intorno
l’azzurro celeste del cielo e del mare, un abbaglio !!
Si passa fra una grotta semisommersa all’altra navigando dolcemente
su canoe guidate abilmente e senza essere speleologi ammiriamo le bellezze
calcaree, il quarzo, le stalagmiti e le stalagtiti, le diamond cave,
meglio ammassi di sale e calcare che formano cascate di diamanti dai
colori favolosi, gli animali strani, pipistrelli, iguane , lucertolone,
scimmie, che ci accompagnano per il sentiero noi sdraiati nella canoa
e loro con la testina fuori a vedere chi passa sotto …. Un brivido
in tutti i sensi.
Si rientra in barca e ci dirigiamo verso Panyee village, il villaggio
musulmano dei gipsy sea gli zingari di mare, finalmente sbarchiamo e
dopo aver fotografato Kao Ping Kan la grotta dalla parete verticale
completamente dipinta, arriviamo al famoso e arcinoto sperone di James
Bond …. ma tutto qui il Duomo ?? lo credevo molto più imponente
e invece a confronto delle enormi formazioni carcaree viste finora un
pochino c delude, ma dai è troppo piccolino!!!!
Ci addentriamo lungo il ponte, scendiamo sulla spiaggia e si può
gustare nte qualcosa di particolarmente bello, tutto intorno su più
livelli c’è la foresta pluviale, rocce ricoperte da muschio,
radici, cascate e sentieri su e giù, e poi la sabbia nei piedi
è d’oro e caldissima.
Nel tardo pomeriggio si ritorna a Karon, stanchi felici e ustionati!
Ma è l’indomani che viviamo la giornata più forte,
nell’ impressionante selvaggia e pittoresca Phi Phi island il
cuore del mare delle Andemane, prima a Phi Phi Lee (isola piccola )
e poi a Phi Phi Don, l’isola a forma di farfalla.
Premesso che in molti ci hanno sconsigliato qs. escursione perché
dopo lo tsunami l’isola non è ancora “turisticamente
parlando” pronta per la ricezione, sembra quasi che i thai ma
anche gli italiani residenti, non vogliono ricordare o meglio preferiscano
nascondere i danni e le rovine della grande onda , quasi fosse una vergogna!
L’assurdo è che i Thai quando parlano dello tsunami addirittura
si scusano con noi per gli inconvenienti e disagi che tuttora ci sono,
sembra che l’evento naturale sia stato causato per colpa loro,
sono cosi adorabili e teneri, sicuramente sulla loro filosofia di vita
lontana anni luce dalla nostra influisce il buddismo dove tutto è
senso del rispetto, sono troppo oltre e noi troppo medioevali ….
Noncuranti decidiamo lo stesso di partire, vogliamo vedere con i nostri
occhi, tremare con i nostri corpi e continuare ad emozionarci per noi
stessi nei posti che alla fine dell’anno scorso hanno scosso il
mondo intero. Per 6 mesi quasi quotidianamente entravamo nel sito di
www.asianews.it, sentito via email gli amici lontani dell’Indonesia
schioccati all’evento, e guarda caso sarà fatalità
anche qui o pura coincidenza, proprio poco prima di partire, Don Fabio
carissimo amico ci invita a partecipare ad un incontro a tema esordendo
“Una serata intensa, perché la solidarietà non sia
l’episodio emotivo di un giorno, ma uno stile di vita quotidiano”
ovvero a quasi sei mesi dallo tsunami il PIME di Milano fa un bilancio
della Campagna e vi aggiorneremo sulla stato dei progetti di ricostruzione.
Interessante davvero, peccato che per quella data noi saremo già
sul posto, quasi a fare da testimone a chi e per chi dall’Italia
vuole continuare a vivere informato e non solo, a partecipare concretamente.
Comunque senza perdere troppo il filo del viaggio torniamo alle Phi
Phi, dopo aver lasciato il porto di Chalong Bay ci ritroviamo a socializzare
con gli altri ragazzi della navetta, una coppia danese, 2 ragazzine
cinesi, 2 coppie di hong kong e 4 ragazzotti di Vienna mitici diretti
anche loro verso la meta comune.
Trascorriamo un’oretta buona prima di raggiungere Pileh Cove un’insenatura
favolosa Maya Bay, favolosa si ma ormai ultrapopolare meta di turisti
visto che è stato girato il film The Beach nel 1999 con Leo Di
Caprio.
NUN ci spiega che prima la baia era pubblica ma sconosciuta, raggiungerla
era un’impresa anche per chi viaggiava in barca, da qualche anno
invece le cose son cambiate, nonostante le molte polemiche ambientaliste
la troupe holliwodiana diThe Beach girò qui ininterrottamente
per mesi e per questo oggi Maya bay è meta venerata di chi vuole
rivivere quel sequel.
Sulla spiaggia il problema è che ci si può sostare per
solo 30”, un pò pochino dato che merita molto, saliamo
sul promontorio e dall’alto c’è un panorama mozzafiato,
ripercorriamo i vialetti nella giungla dove Di Caprio impazzisce e fa
la guerra ai coltivatori locali di marijuana ; abbiamo il tempo di fare
qualche foto in spiaggia poi subito suona la sirena dalla barca, è
già ora che triste è tutto finito.
Proseguiamo per Viking cave la cosiddetta grotta dei Vichinghi, abitata
da circa 100 persone e famosa perché all’interno ci sono,
conservate e preservate le pitture rupestri che risalgono a più
di 200 anni fa, raffiguranti la caccia le persone le imbarcazioni e
la vita di mare.
Inoltre qui si fanno le arrampicate sulla roccia, ci sono molti itinerari
dai percorsi più o meno semplici , a noi propongono trekking
alpinismo e scalate con attrezzatura caschetti e assicurazioni incluse
per soli 800 1100 bath a giorno. Poco certo, però non abbiamo
per niente tempo, decliniamo l’invito e nuovamente i ragazzi del
posto ci indicano allora che “dovremmo” andare con loro
a raccogliere i nidi di rondine, o meglio di salangane, che nidificano
in estate e sono cibo prelibato per giapponesi e cinesi dispostissimi
a pagare cifre assurde per averle.
Beh il problema è che per raccogliere questi nidi di rondine
bisogna arrampicarsi a mani e piedi nudi sulla roccia e prima di farlo
accendere incensi candeline, pregare gli spiriti per il buon rituale
(tantissimi giovani sono morti cadendo dalle impalcature di bamboo non
proprio adeguate!) insomma decliniamo anche qui, oltre al tempo manca
decisamente anche il coraggio di salire fin lassù!
E’ quasi mezzogiorno, inizia a piovere, cosi lasciamo il mare
aperto e puntiamo verso il porto principale dell’isola dove ci
fermiamo a mangiare , abbiamo modo di scendere e vedere finalmente che
rimane o meglio cosa è stato ricostruito sulla terra ferma.
Il clima festoso della compagnia cambia improvvisamente, tutti ci facciamo
più seri o forse semplicemente più rispettosi in questo
luogo fresco di morte e di dolore, la spiaggia è uno scempio,
rimane in piedi l’unico hotel dell’isola dove la troupe
della BBC ha alloggiato nel periodo natalizio.
Ovunque ci sono striscioni che indicano lavori in corso, si cercano
volontari, si raccolgono fondi, insomma sembra di camminare sul set
di un film, invece no, questa è realtà, tutto è
cosi vero e così VIVO!
La gente lavora, si caricano le carriole, si getta il cemento, si misurano
i muri, si contano i passi per rideterminare le distanze, tutto stranamente
e faticosamente va avanti, l’importante è che si vada avanti,
e anche noi spaesati procediamo, ci guardiamo intorno sinceramente senza
parlare e quasi sentendoci a disagio ci avviamo verso il ristorante
per mangiare qualcosa.
A tavola il gruppo europeo parla del più e del meno, questo pranzo
è velocissimo Ivo e io vogliamo fare in fretta proseguire tra
i piccoli negozietti e assorbire più che mai. Per le estrade
i ragazzini piegano le magliettine e i pantaloni , ci sono ovunque souvenir,
enormi collane di conchiglie e ancora oli candele profumi ciabatte,
è merce povera esposta in modo così semplice e così
caro che fa capire che è l’unica cosa che hanno!!
Questa giornata rimane incancellabile nella nostra memoria, complice
la gente in gamba conosciuta e la loro assoluta sensibilità!
Rientrati a Karon consapevoli che il tempo corre e che ci sono cosi
tante cose da fare, ogni giorno ce ne inventiamo una: Ritiro nel templio
di wat Karon con i monaci giovani, visita alla scuola locale con tanto
di intervista con il preside, giretti al Lotus centro commerciale di
phuket town, partitelle serale di calcio on the beach, cenette romantiche
da Mario il mitico riminese e lezioni di thai con Mee e Klan, che adesso
conoscono il Ranzani nazional popolare e ci sfottono ogni volta che
ordiniamo il pranzo.. okkk va bene….
C’è da dire che Malgrado lo strapotere del turismo, Phuket
conserva un fascino molto bello, e necessariamente la abbiamo apprezzato
molto di più per la cortesia della sua gente, sempre disponibile,
senza schermi, così genuina.
La carineria di questa gente l’abbiamo provata nelle sere al rientro
in hotel sulla stessa strada davanti allo stesso lago , quando ci fermano
per parlare fuori dai shop indiani o cinesi, oppure in spiaggia quando
gentilmente ci propongono i superbi massaggi ai piedi o la manicure,
o ancora quanto solo per noi hanno preparato le verdurine sulle piastre
delle bancarelle al mercato per un assaggio, o quando i camerieri fuori
dai ristorantini semi vuoti intenti a sistemare i sacchi di spazzatura
si girano e ti chiamano salutandoti per nome come fossi un vecchio amico…
Questa gente Comunque è capace di sorridere, magari timidamente
ma sorridono.
Esplodono nella loro dolce essenza di vita e nella semplicità
spontanea che ha molto da insegnarci.
Crediamo che la Vera Solidarietà sia continuare a incentivare
e promuovere il turismo per la grande isola, gli sms o le donazioni
sono state utili certo, ma in queste zone bisogna andare, anche e soprattutto
adesso, perchè le emozioni che ti regalano questi paesaggi e
la gente del sorriso, o meglio la splendida terra del sorriso davvero,
ti rimangono indelebilmente dentro .
Anche questo viaggio inaspettatamente ci ha arricchito, e se Viaggiare
è l’unica forma alternativa di vita che abbiamo; se viviamo
per viaggiare o forse viaggiamo per vivere , una cosa è certa
noi torniamo a casa convinti che il desiderio di rimanere noi stessi
fondendoci con gli altri rimane sempre la cosa più importante,
fuori c’è un mondo stupendo che aspetta solo di essere
scoperto!!
What’s a lovely life, here in Thailand!
P.s. noi
siamo ricchi dentro !