VIAGGIO
IN SPAGNA E MAROCCO
Viaggiatori-Autori:
Roberto e Sabrina,
Massimo e Roberta
Itinerario: Francia, Spagna e Marocco
Numero di giorni: 15
Costo totale del viaggio: 1.300 Euro a testa
Periodo: Agosto 2004
Documenti: CARTA IDENTITA' + PATENTE
INTERNAZIONALE PER IL MAROCCO + CARTA VERDE
Sistemazione: Alberghi Accor e Sofitel
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Tutto ebbe inizio
in una caldissima mattina di Giugno durante l’orario di lavoro,
dove un po’ per sfida, Roberto lanciò l’idea a Roberta,
di raggiungere in Agosto il Marocco con le moto costeggiando la Francia
e la Spagna. Il volto di Roberta fu “invaso” da un sorriso
che gli correva da un’orecchia all’altra.
La risposta fu immediata ed esaustiva,…..SIIIII!!!!…OK PARTIAMO……!!!..
E LA MOTO..??? NOI DOBBIAMO COMPRARLA!!!
Il giorno stesso girammo l’idea ai nostri reciproci partner, che
sbigottiti per la lontananza del Marocco, cedettero al nostro entusiasmo
finendo per accontentarci.
Come prima cosa Roberto ( anni 35) e Sabrina ( anni 30 la piccinaccia
del gruppo), permutano la loro carissima CBR 900 RR ( con al seguito
già un viaggio nel 2003 in Spagna) con una fiammante Honda Varadero
1000 di colore nero.
Altrettanto fecero la coppia Massimo ( anni 40 il nonno del gruppo)
e Roberta ( anni 38) che permutano anche loro, il loro ……
Vespone …. con un’ altrettanto Honda Varadero nera e bordeaux,
entrando così finalmente a far parte del mondo dei veri motociclisti.
Durante i giorni che precedono la partenza , rinnoviamo tutto il guardaroba
sia maschile che femminile, abbinandolo a qualche accessorio extra,
e programmiamo tutte le tappe nelle calde serate di Luglio.Prenotiamo
tutti gli Hotel della catena Ibis con il Call Centre italiano, mentre
per il traghetto( solo per il ritorno da Valencia all’Italia)
dobbiamo cedere allo scalo di Salerno, per il rientro, dopo la ovvia
e giusta sfuriata di Sabry con il responsabile della clientela della
compagnia Grimaldi, che ci aveva disdetto dopo aver versato la caparra
all’agenzia, l’arrivo a Civitavecchia.
Oltre alle scuse della compagnia Grimaldi, abbiamo avuto anche i buoni
pasto di pranzo e cena gratuiti per tutta la traversata…..almeno
questo!!!!
Tutto è iniziato
il 31 luglio 2004
Finalmente la motorata
sta’ iniziando:
Partenza alle ore 8.30 puntuali (strano ma vero) con le nostre due Honda
Varadero io (Massimo) , Roberto e le rispettive mogli, Roberta (la mia)
e Sabrina (la sua) da Grosseto come prima destinazione Nizza.
Durante il percorso , con i nostri magnifici Varadero 1000 carichi come
somari, valige laterali bauletto con rete a ragno ed enorme borsa Givi
da serbatoio, abbiamo fatto una sosta dopo Rosignano per toilette x
le signore e ricca colazione per noi, e una seconda sosta a Savona per
pranzo con pizza e rifornimento di carburante. L’entusiasmo è
a mille.
Se la mattina il caldo dentro le tute era accettabile , ora con quasi
40° gradi ed una fila ininterrotta di auto, a passo d'uomo, da Bordighera
fino al confine , non lo era più.
E allora gas , sono iniziati i vari serpentini a culo e gambe strette
tra le auto incolonnate fino a raggiungere Nizza, alle ore 15.30.
Conosciamo abbastanza bene la città francese, quindi troviamo
facilmente l’albergo che si trova vicino all’aeroporto.
L’hotel Ibis è un po’ vecchiotto ma per noi è
ok, facciamo una ricca doccia, una ramatina, e poi GO!!! per le strade
del centro .
Parcheggiamo le moto sul lungo mare, incatenandole assieme e proseguiamo
a piedi per le vie del centro, invase da un fiume di gente.
Nizza è una gradevole città, anche se un po’ trascurata,
i negozi abbondano e i ristoranti ci sono x tutte le tasche.Dopo un
po’ di shopping per le vie del centro, e dopo aver assistito ai
vari spettacoli improvvisati dai giocolieri delle strade, giunge l’ora
di cena, optiamo x il ristorante Su Des Polmes , che si trova alle spalle
della zona ztl, pasto leggero a base di pesce, cameriera simpatica,
partita di carte autorizzata, totale x 4 =84Euro.
Rientro verso le 22.30 in albergo e dopo la oramai classica partitina
a carte… tutti a nanna per un meritato riposo.
La mattina seguente paghiamo il conto dell’ hotel = 88 Euro a
coppia incluso la colazione (però faceva pena) , e siamo subito
pronti per un’altra sfacchinata con destinazione Barcellona…..un
calvario termico….che ha inizio così:
Partenza con il “fresco” delle 8.30 ma già dopo un’oretta
iniziamo a sentire i primi bollori quindi ci fermiamo in un autogrill
per una refrigeratina e svuotiamo gli stivali che erano già pieni
del sudore che ci colava addosso.
Le ragazze si guardavano
sbigottite e un po’ demoralizzate,ci dicono che non ce la faranno
mai ad arrivare a Barcellona , ma noi x rincuorarle sdrammatizziamo,
dicendogli che il peggio era passato e che d’ora in poi sarebbe
stata una passeggiata rinfrescata dalla brezza del mistral,( grande
cazzata……. )
Rimessi in marcia proseguiamo fino alle ore 12:00 circa , poi la temperatura
torrida e il vento bollito che ci bruciava i polmoni ci costringe ad
un’altra sosta in autogrill.
Mancano ancora 300km da fare ma alle ragazze le diciamo che ne mancano
100, e loro prese dal miraggio di fare una bella doccia in hotel mettendo
così fine alle loro sofferenze, ci costringono a ripartire sotto
le fiamme delle13.30….
L’ultimo tratto di autostrada che confina con la Spagna è
caratterizzato da vento forte che ci costringe a rallentare un po’
l’andatura, ma via via che incontriamo i cartelli indicanti i
Km x Barcellona,( sempre meno ) ci rincuoriamo e al sogno di una bella
e rinfrescante doccia, diamo gas alle moto e via!
A 115 km dal traguardo altra sosta obbligatoria x rifornimento e ricca
parte a culo, nella quale però io ne sono uscito ferito nell’orgoglio
xchè durante il rifornimento, nel fare manovra , la moto…come
dire, mi è scivolata dalle mani…e sono rimasto incastrato
sotto i suoi 250 kg e passa di peso.
Sono le 17.00 e finalmente siamo a Barcellona , ma dove sarà
l’hotel ????
Facciamo avanti e indietro per i vialoni, ma pur avendo la piantina,
perdiamo più di due ore e altri 120 km x trovare quel cazzo di
albergo Ibis che era in culo al mondo e che poi abbiamo deciso di cambiare…x
un’ atro Ibis più vicino al centro .
Sono le 19.00, siamo dentro l’ascensore dell’ hotel Ibis
Meridiana, di nuovissima costruzione, e dopo aver parcheggiato le due
affidabili Varadero nel parcheggio sotto l’Albergo, incazzati
come babbuini e sudati mezzi, tanto che il liquido inizia a scorrerci
dalle estremità dei pantaloni e dalle maniche delle giacche creando
una pozza molto grande,tanto che, quando si aprì la porta dell’ascensore,
un’inserviente la guardò e pensò che uno di noi
non aveva retto e se l’era fatta addosso.
La doccia è stata una goduria, ci ha risvegliati , e lo stomaco
adesso vuole la sua abbondante razione: andiamo in uno dei locali dentro
il centro commerciale vicino all’ hotel e con 51 euro abbiamo
cenato benissimo in 4 a base di tapas hamburgher giganti patatine e
birraaaa…!
Dopo aver cenato, mini giro per il vivissimo centro commerciale e poi
a letto per un meritato riposo.
La mattina seguente
ci alziamo tutti tronchi, non abbiamo voglia di rinforcare le moto quindi
optiamo per andare nella grandissima piscina, che si trovava proprio
davanti all’albergo, dove trascorriamo tutta la mattina fra bagni
e solina.
Verso le 13.00 doccetta in hotel e pranzo in un ristorante del centro
commerciale.
Lì abbiamo conosciuto un’italiana, gestiva una serie di
locali sia a Barcellona che a Madrid, che ci ha consigliato vivamente
di non proseguire x quest’ultima città xchè il caldo
è insostenibile, ma di proseguire lungo la costa del Sol e quella
Blanca che sono più caratteristiche.
Nel pomeriggio siamo andati con la metropolitana in centro per vedere
la Sagrata Famiglia , favolosa e inquietante, e le Ramblas, piene di
gente , di spettacoli, di negozi e….ristoranti.
Ormai è l’ora e abbiamo già individuato il locale
giusto, indicatoci da Roberto e Sabrina che avevano già provato
nel precedente viaggio in moto nell’estate 2003, proprio per cenare
sulle ramblas con paiella , sangria crema alla catalana ecc. ecc. cena
ottima, la Paiella era favolosa, prezzo nella media.
Al rientro il principino (Roberto) confondendo il biglietto della metro
con quello del parking della moto, inserendolo nella macchinetta x l’accettazione
veniva puntualmente respinto, suscitando l’attenzione della vigilanza,
che lo ha rinchiuso in un gabbiotto x accertamenti ma poi visto il tipo
lo hanno graziato.
Rientro in hotel x briefing x l’orario di partenza, x la destinazione
e x prenotare l’hotel.
Partenza ore 8.00 destinazione Alicante, Madrid e’ stata bocciata
all’unanimità,ci aspettano 570 km e noi maschietti rinunciamo
alla “giacca sauna” a favore di un bel giacchetto di jeans,
che erroneamente Roberto per avere ancora più refrigerio gli
aveva tirato un po’ su le maniche, ma sorpresa, all’arrivo
dopo varie ore di solo cuocente, aveva due stupende strisce trasversali
che andavano dal polso fino quasi al gomito, mentre le bimbe preferiscono
squagliarsi dentro le loro fantastiche tute Daynese Yes.
Per noi è tutta un’altra storia tant’è che
facciamo tutta una tirata fino all’ora di pranzo in Autogrill
dove facciamo conoscenza con dei ragazzi di Genova che erano diretti
a Valencia.
Dopo aver fatto una piccola siesta al fresco di un sottobosco, ripartiamo
alla volta di Alicante .
Il traffico non è intenso e il manto stradale è ottimo,la
moto scivola liscia come l’olio, ogni tanto il vento ci avverte
della presenza di qualche allevamento di tori nei paraggi, il paesaggio
è un po’ monotono, brullo, desolato ma allo stesso tempo
in sintonia con i nostri pensieri, solo vicino alle città c’è
un po’ di movimento.
Arriviamo ad Alicante
velocemente , la prima impressione non è un gran che, sembrava
la classica Città del Far West, circondata da un ambiente arido
e torrido;
l’Ibis lo troviamo subito ed abbiamo quindi il tempo di cambiarci
per andare a fare 2 tuffi nel mare antistante, l’acqua era calda
e la spiaggia poco frequentata e pulita ma dato che al principino non
piaceva ci siamo rimessi in marcia a cercare la caletta che non c’è.
In un piccolo safari fuori pista mi sono pure insabbiato, capitano sempre
a me, ma grazie a Sabry che mi ha spinto da dietro, con una gran derapata
ne sono uscito indenne, Sabry un po’ meno ….era diventata
una duna di sabbia…..
La sera andiamo alla ricerca di un ristorantino in una zona che reputiamo
sia il centro, ma di ristoranti aperti nemmeno l’ombra (aprono
l’ingresso alle 20.30) per cui, incazzati xchè ci hanno
chiuso la porta in faccia in malo modo, ma allo stesso tempo affamati,
ci rintaniamo in un Pizza Hat sudicio e sgangherato, dove oltre a non
mangiare xchè non c’era niente abbiamo speso una cifra.
Sempre più neri e demoralizzati per la città e la sua
accoglienza, inforchiamo le moto per un’ altro giro dirigendoci
piu a nord , e…….. sorpresa!come per magia finalmente troviamo
il vero centro, con uno stupendo lungomare, con ristoranti, passeggiate
mercatino con ninnoli locali e spiagge attrezzate.
Quest’ultima scoperta ci aiuta sicuramente a dormire più
felicemente, aspettando con ansia l’indomani per una stupenda
giornata di mare.
Un po’ più sollevati il giorno dopo abbiamo fatto veramente
i vacanzieri.
Qui le spiagge sono molto grandi e i bagnetti ( si contavano sulla punta
delle dita) sono solo con ombrelloni e lettini privi di qualsiasi struttura
recettiva.
Senza badare a spese, abbiamo preso 2 ombrelloni e 4 lettini x la modica
cifra di 15 euro;
Come sempre giunti verso le 12.30, noi maschietti ci offriamo volontari
per organizzare il pranzo, ed affamati ci rechiamo nei negozietti che
costeggiano la spiaggia, troviamo una alimentari che vendeva di tutto
dalla frutta ai salumi solo confezionati agli articoli da bazar ed accessori
per i bagnanti e ferramenta varia.
…… tutto tranne che il pane.
Optiamo allora per una vicina tavola calda dove acquistiamo due splendidi
hamburger e due panini più dietetici per le signore, ( tonno
ed insalata… buonissimo!) il tutto per pochi Euro.
Trascorriamo il restante pomeriggio sulla spiaggia fra una partita a
carte, vinta sempre da noi maschietti,( col cavolo !) ovviamente, e
un bagno fino a che rientrammo in albergo per una velocissima doccia
e via pronti a ritornare in città.
Verso le 18.00 visita al castello che arroccato su un altopiano domina
tutta Alicante.
Il panorama è bellissimo come del resto l’interno della
rocca.
Scesi di nuovo in
centro, parcheggiammo le nostre inseparabili Varadero all’inizio
del lungo mare, e dopo una breve passeggiata, facciamo una buona cena
al Ristorante da Tarantino, con Pajella, sangria, formaggio e prosciutto
serrano.Totale 74 euro. Poi shopping di collanine,anellini e ventagli
lungo la passeggiata ricca di bancarelle. Rientro, calmo in hotel, visto
le 2 caraffe di sangria e dei vari bicchierini che ci siamo scolati
tra un brindisino e l’altro.
La notte passa veloce ma altrettanto lo è il suono della sveglia
alle 6 di mattina per poter partire verso le 7 e guadagnare un po’
di tempo prima di giungere a Malaga. La scelta e’ stata giusta,
partiamo al buio ma il traffico è scarso , l’aria è
fresca e vedere l’alba in moto è favoloso.
Il paesaggio è sempre più brullo tipo quello della Sardegna
con delle ventate di odor di toro nelle vicinanze degli allevamenti
, ben riconoscibili dalle grandi raffigurazioni degli animali sulle
colline. Quando però ci avviciniamo alla costa tutto cambia ,
le scogliere a picco sul mare, i paesini tutti bianchi in stile greco,
e il movimento in generale.
Verso le 10.00, facciamo colazione a base di pane e prosciutto serrano
in un baretto lungo la statale.
Alle 13.00 siamo a Malaga e l’Ibis viene raggiunto abbastanza
facilmente grazie anche all’aiuto delle persone ( tutti sempre
molto gentili e disponibili). Siamo affamati e siamo ispirati ad andare
al ristorante Harley Davison che vediamo di fronte all’ hotel,
oltre la strada a 4 corsie che ci divide. Io, consiglio di andare avanti
fino a trovare un cavalcavia ma aimè , facciamo 28 km prima di
trovarne 1. Tutto sommato però ne è valsa la pena, ben
arredato,con tanto di Harley all’interno, buon servizio, buona
cameriera, totale in 4 = 38euro x un primo ,un dolce e una bibita a
testa.
Abbastanza cotti del viaggio, non tutti, ci rechiamo in albergo per
un brevissimo, riposino e poi via per un sopralluogo del centro e per
la caratteristica visita al castello, che come ad Alicante sovrasta
la città.
Verso le 20.00 parcheggiamo le nostre inseparabili Varadero su un marciapiede
in centro vicino alla bellissima cattedrale, (è consentito) ben
allucchettate, e ceniamo al ristorante La Demesa, dove io( Massimo,
per risparmiare) scelgo un piatto che fa’ veramente schifo tipo
polpettone, mentre le signore si “accontentano”di un bell’antipasto
di pesce e pesce arrosto , Roberto imperterrito e rispettoso della Spagna,
scegli ancora una volta un piatto di Paiella, poi x consolazione ci
scoliamo 3 caraffe di sangria e paghiamo un conto di 69 euro.
Ore 8.39 sveglia
, ricca colazione, e partenza x la spiaggia, siamo indecisi tra Torremolinos
e Marbella, ma visto le distanze optiamo x la prima, non ad unanimità,
che è più vicino. (ottima scelta).
Altri 2 ombrelloni e 4 lettini da sballo x 10 euro, e via a fare il
bagno…c…zzo è marmata , pulita,cristallina, ma sempre
gelida infatti pochi temerari sono in acqua. In compenso xò alla
solina ci si sta’ benone .
Qui contrariamente ad Alicante le spiagge sono invase da bagnetti super
organizzati con centinaia di ombrelloni e splendidi ristorantini che
offrono qualsiasi tipo di pietanza, sembra quasi di stare a Rimini.
Pranzo al ristorante sulla spiaggia Il Veliero tutto ottimo, tot. 86
euro Roberta e Sabry hanno capito come funziona la vita, loro mangiano
pesce a gogò mentre noi maschietti invece ci facciamo 2 piccole
padelline di pajella .
Per concludere poi Roberto e Massimo hanno voluto la crema catalana,
assaggiata precedentemente in un altro ristorante con le sembianze tipiche
del nostro budino,…..ma aimè! ecco la sorpresa, arriva
la cameriera con due bicchieroni di liquore alla catalana che crearono
subito scompiglio e sgomento nei due maschietti, ….. non importa
anche se faceva schifo buttammo tutto giù, come si dice dalle
nostre parti quel che non ammazza …….ingrassa.
Nel pomeriggio a Roberto è venuta voglia della banana boat ma
nessuno lo ha ascoltato, poi della ciambella e allora Roberta ha abboccato,
incuriosita si è fatta mettere il giubbino, ed assieme hanno
iniziato la scorribanda su e giù a tutta manetta. Ma mentre lei
leggera come una piuma stava ben attaccata in curva ,lui che è
un po’ cicciotello è andato via di culo a 40 km ed è
rimbalzato nell’acqua gelida come quando si lanciano i sassi piatti.
Però nulla di grave ed appena è rientrato si è
sentito riavere dal fatto che non avevamo immortalato l’evento
.
Rimaniamo al mare finchè c’e’ luce poi alle 20.30
dopo una rilassante doccia in albergo, torniamo a Toremolinos ed andiamo
a cenare al rist. Roma. Sono le 22.30 ed ancora non ci hanno degnato
di uno sguardo, la cameriera acida dice che mancano solo pochi minuti
ma terminiamo la cena (pessima) alle 23.30, noi siamo tentati di alzarci
e non pagare , come hanno fatto altre persone, ma purtroppo non ne abbiamo
avuto il coraggio.
07 agosto 2004 oggi mia moglie Roberta compie i suoi primi 3….anni
e per regalo abbiamo deciso di portarla in Marocco. Sveglia alle 6.30,
la solita colazione, poi subito via , direzione Algiasiras.
Durante il percorso incrociamo molte macchine stracariche di merce fino
all’inverosimile, sono i pendolari marocchini che lavorano in
Europa e stanno ritornando a casa con le loro mercanzie.
Facciamo i biglietti
in un’area di servizio lungo il percorso, ed arriviamo in porto
alle 9.15 pronti per l’imbarco.Alcuni marocchini sentendoci parlare
in italiano ci danno una mano, apprezzano gli italiani e l’Italia
in generale,e ci consigliano di portare i documenti della moto a bordo
xchè sarebbe stato più veloce ottenere i vari permessi
d'ingresso.
Dopo circa 2.30 ore di nave siamo arrivati a Tangeri (77euro a coppia
e 1 moto), ed abbiamo capito subito di che pasta sono fatti i marocchini.
Ci hanno riconosciuto al volo (italiani?) siamo stati per un po’
le loro mucche da mungere. Per uscire prima dalla dogana ci fanno strada,
ci passano in consegna da uno all’ altro e ogni volta con i nostri
documenti in mano ci fanno capire che dobbiamo sganciare, quando 20
, 30 e più euro a volta.
La prima impressione che abbiamo avuto vedendo Tangeri è stata
quella di tornare indietro, perché??
Sporca, maleodorante, caotica. Sabry poi veniva spogliata con gli occhi
in quanto bionda e con occhi ovviamente celesti. Volevamo mangiare …ma
la ricerca di un locale decente era quasi un miraggio !! Usciti dalla
città direzione Rabat ci siamo fermati in un area di sosta per
rifornimento e vista l’ora, le 15.00 circa, abbiamo ceduto le
armi alla fame, e abbiamo mandato Sabry, come volontaria in avanscoperta
nelle cucine del piccolo bar ristorante;
Intanto noi tre ci sedemmo in un tavolo fuori dal locale, ci guardavamo
intorno sbigottiti, nessuno parlava, certo l’ambiente non era
come ci si aspettava.
Dopo qualche minuto la nostra volontaria esce dalla cucina con in mano
una pirofila di coccio con dentro pollo verdure patate ecc ecc molto
piccante ( a detta di lei era l’unica cosa commestibile che era
riuscita a vedere) .
Quello che però ci ha colpito è stata la gentilezza e
l’educazione del ragazzo addetto al bar che dopo averci riconosciuto….italiani…
ci a pulito il tavolo,apparecchiato alla meno peggio portandoci tovaglioli
e posate, quando alcuni vicini mangiavano tranquillamente con le mani.
Cosi rifocillati ripartiamo , Roberto (che fa da navigatore) dice che
mancano solo 50 km ma ovviamente nessuno gli crede.
Paghiamo il conto, una eresia, e facciamo la mancia al ragazzo, per
riprendere le nostre instancabili Varadero alla volta di Rabat.
Per curiosità, dopo due ore circa, lungo la strada ci fermiamo
in un autogril , le ragazze rimangono fuori all’ombra di una pianta,
tutt’intorno immondizia e sporco fino all’inverosimile,
noi maschietti entriamo nel bar x un caffè, ma alla vista del
sudicio ammassato x terra, e del bancone invaso da migliaia di mosche
giriamo i tacchi e via.
Lungo il percorso abbiamo costeggiato l’oceano atlantico, visto
la realtà del Marocco,dal cavallo che tira l’aratro, alla
campagna coltivata come si faceva da noi 50 anni fa, la miseria, in
contrasto con macchine di lusso Ferrari , BMW 745, Mercedes serie S
e ville con parchi rigogliosissimi che incrociavamo lungo il percorso.
Arrivati a Rabat, la nostra impressione comincia a cambiare , strade
ben curate e tanta vigilanza. (Sabry li ha salutati tutti).
Avevamo prenotato l’hotel Mercuri, che viene trovato grazie all’indicazione
di un Poliziotto;
Già l’aspetto esteriore non prometteva niente di buono,
comunque scarichiamo le moto e proviamo ad entrare.
Ci fanno parcheggiare le moto in una scantinato sotto l’Hotel,
non vi dico cosa c’era! Alla vista delle camere lo sgomento aumenta
, biancheria e lenzuola sudice, insetti sia morti schiacciati che vivi
sulle pareti, all’unanimità decidiamo di rifare le valige
x cercarne uno migliore costi quel che costi. Il principino che era
disposto a spendere fino a 500 euro, e Roberta che voleva festeggiare
bene il suo compleanno vennero subito accontentati;
Carichi come somari rientriamo in ascensore e riscendiamo alla Reception,
dove ci scusiamo con l’inserviente, che letta la nostra disperazione
in faccia, gentilmente ci indica il Sofitel, facente sempre parte della
catena Ibis.
Ricarichiamo per l’ennesima volta le due Varadero e ci dirigiamo
verso l’hotel Sofitel, ottimo 4 stelle, che costava 240 euro x
notte, ma che ci costò tirando il prezzo 450 euro x 3 notti (ma
ne valeva la pena).
Scarichiamo le moto e prendiamo possesso delle due camere per una meritata
doccia.
Per la cena il portiere, che ha già conosciuto la generosità
di Roberto ( aveva lascito una lauta mancia per vigilare alle moto legate
come galeotti davanti all’ingresso dell’Hotel), ci consiglia
un ristorantino vicino, L'Eperon ,il cibo è buono e l’ambiente
è romantico, speso 86 euro.
La mattina guardiamo la capitale dall’alto delle terrazze, case
tutte simili, bianche e senza tetto; dopo una ottima colazione andiamo
a visitare la Medina ma il loro mercato e’ molto diverso dal mostro
, bestie macellate fuori piene d’insetti, qualche topo morto grosso
come un gatto in mezzo alla via, odori che non conosciamo ma che ci
fanno rivoltare lo stomaco, noi come altri turisti vivevamo questa esperienza
come 4 pesci fuori dall’acqua. Soddisfatti della visita siamo
usciti a cercare il mare x respirare un po’ d’aria buona.
Cosa strana nei bar al mare ci sono solo uomini sia a sedere che a servire,
che fine hanno fatto le donne?? Sotto il sole cocente abbiamo costeggiato
le mura della città e siamo entrati nella fortezza attraverso
la grande porta con i cannoni.
Qui abbiamo visto il suo giardino interno e bevuto un tè alla
menta abbinato a dei dolcetti tipici della cucina Marocchina in stile
beduino.
All’uscita delle mura Sabry si è fatta un totoo all’ennè
sulla mano ( suo malgrado ha dovuto cedere all’insistenza delle
ragazze Marocchine che ti sbucano da ogni angolo). Lungo la via del
ritorno abbiamo trovato un mercatino dell’usato, visto tanti “troiai”
ma anche qualche pezzo interessante.
Non avendo visto nessun locale che ci ispirasse fiducia e decente per
mangiare un boccone, abbiamo deciso di pranzare al ristorante dell’Hotel.
Nel pomeriggio, siamo andati a vedere il Mausoleo di Mohamed dove c'erano
molti fedeli in pellegrinaggio e guardie in alta uniforme a fare da
contorno, ed infine in serata siamo andati al Palais Royal , vicino
alla zona universitaria, ricca di giardini e alberi in fiore.
Qui l’accesso a i mezzi è vietato, tranne che per i turisti;
volevamo farci una foto di gruppo ed una famiglia marocchina si è
gentilmente offerta di farlo poi abbiamo contraccambiato facendo salire
i loro figli sulle moto x altrettante foto.
Cena al solito ristorantino davanti all’Albergo
L’indomani non contenti siamo andati anche a visitare Meknes e
Fes con il suo grande mercato protetto da enormi fortificazioni. Il
caos, lo smog , i rifiuti e il casino in generale abbondano mentre invece
le strade di collegamento sono ben tenute e sorvegliate e il panorama
verso Rabat si alterna a boschi di eucaliptus, sughere, olivi e campi
scarsamente coltivati. Per il Pranzo sentendo nostalgia per il continente
e dato che era l’unico luogo accettabile almeno a prima vista,
indovinate un po’ dove siamo andati? il classico McDonalds. Nel
tardo pomeriggio rientro in hotel.
Decidiamo di rinunciare
a Casablanca, quel che abbiamo visto del Marocco ci è bastato
e avanzato, preferiamo la Spagna e anticipiamo la partenza di un giorno.
Il ritorno è quasi la fotocopia dell'andata,(partenza alle 04.00
di mattina xchè l' alba africana è unica ) tranne per
il pericolo degli animali che attraversavano la strada, poi il solito
traffico e rallentamenti vari , auto in panne e le solite richieste
di denaro alla dogana, ma perlomeno scopriamo che il biglietto in nave
costa quasi 20 euro in meno :-))))???? Ci imbarchiamo alle 10.15 e attracchiamo
ad Algiasiras alle13.30.
Pranzo occidentale da MC Donald e partenza dopo la classica sfuriata
di schizzo, x Malaga, l'ambiente che ci circonda è già
più familiare, sembra di stare a casa. Arriviamo alla meta alle
16.30, l’Ibis purtroppo è pieno e quindi approdiamo al
Novotel …corredato di una favolosa piscina subito collaudata fino
alle 19.30.
Doccia veloce e via , direzione Torremolinos ottima cena al ristorante
del Torero con aragosta alla catalana , paiella e sangria a fiumi. Rientro
stentato in hotel dopo le 01.30 .
La mattina colazione ad un baretto vicino alla spiaggia a base di cappuccino
e briosc e poi al mare sotto i soliti ombrelloni a noi tanto cari, (per
quel che costano) facciamo il riposino del guerriero , speluzzichiamo
un po’ di frutta , facciamo 2 bigiangole.
Il giorno seguente e l’indomani sono praticamente la fotocopia
di quanto sopra descritto, tranne che per la cena dell’ultimo
giorno trascorso a Torremoilinos, caratterizzato da un’ottima
“bivaccata” in Pizzeria, dove facciamo la conoscenza di
una cameriera Brasiliana che conosceva molto bene l’Italiano,
avendo lavorato per alcuni anni a Pisa.
Ci abbuffiamo con antipasti a base di cozze e vongole, pizza e due fantastici
piatti di spaghetti alla carbonara ( per i Maschietti), da far invidia
al migliore cucina italiana.
Dopo cena, andiamo a fare shopping x le vie del centro invase da fiumi
dai turisti per lo più Tedeschi Inglesi ed Italiani, noi non
manchiamo mai, ci facciamo una bella coppa di gelato, poi una bella
caraffa di sangria con 4 mega cannucce , ne abbiamo proprio bisogno
xchè domani ci attende una lunga motorata , 900 km per raggiungere
Valencia e imbarcarci x il rientro fino a Salerno.
Partiamo alla buon ora , facendo il percorso interno, e passando da
diversi paesini uno dei quali e’ caratterizzato dall’avere
le case scavate nelle aride montagne di color giallo paglierino, ogni
tanto saliamo su degli altopiani ricchi di vegetazione, e ci rinfreschiamo
un po’, ma poi lungo le vaste depressioni la cappa si fa’
sentire, vogliamo fermarci ma davanti a noi c'è il nulla e il
traffico è 0. Finalmente troviamo un area di servizio (eravamo
in riserva fissa) che ci informa che abbiamo sbagliato strada x cui
diligentemente torniamo indietro (altri 80 km in più) .Pranzo
veloce, e finalmente vediamo in lontananza le fortificazioni di Murcia,
poi è la volta di Bodrum con quei grattaceli che non sanno di
niente, poi finalmente vediamo le prime indicazioni per Valencia .
Piano piano
ci rendiamo conto che la vacanza sta’ per giungere al termine
e un velo di malinconia avvolge i nostri volti.
Prima di vedere il porto da cui ci inbarcheremo passeranno altre ore,
non si arriva mai,e una volta raggiunto, trovare la nave, è stato
x noi, come x altri 10 turisti che ci seguivano con le loro auto e moto
in fila indiana, un vero e proprio calvario. Stavano aspettando solo
noi quindi l'imbarco è stato rapido ed altrettanto lo è
stata la consegna delle chiavi delle cuccette.
Dopo 2 notti e 1 giorno di tranquilla navigazione, sbarco a Salerno
alle 9.00 di mattina del 15 agosto 2004 e altra motorata liscia come
l'olio di 400 km fino a casa per vedere i classici fuochi d'artificio
che ci ricordano ...l'estate sta’ finendo...…