VIAGGIO
A PRAGA
Categoria:
Racconti di Viaggio
Viaggiatori-Autori: Anna
Numero di giorni: 5
Itinerario: Praga
Costo totale del viaggio:
Periodo: 18 - 22 marzo 2005
Trasporti: Air Dolomite
Documenti: Carta d'Identità
Sistemazione: Pension Platan - Revolucní 24
- Praha 1 - Staré Mesto
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Na shledanou
Praha
Cinque giorni alla scoperta della capitale Ceca (Praga).
E’ venerdì mattina e siamo seduti nella sala d’aspetto
in attesa del nostro volo per Monaco di Baviera, intorno a noi solo
uomini d’affari tedeschi, tutti rigorosamente in abito nero, camicia
bianca e borsa di pelle nera.. sarà ma sembrano fatti in serie…
Mentre viaggiamo sul bus che ci porta all’aereo mi ricordo di
una piccola dimenticanza …. Mi sono scordata di mettere l’etichetta
con il nome al trolley che abbiamo imbarcato… Speriamo bene, che
non sia questa la volta che mi perdono la valigia… Per una volta
che me lo sono dimenticata!
Il bus si ferma davanti ad un aereo… che stiamo scherzando? Il
velivolo della Air Dolomite in tutta la sua piccolezza è li davanti
a me… fortuna che a Caselle non ci sono 747 sulla pista altrimenti
sembrerebbe ancora più piccolo di quello che mi sembra confrontandolo
con i soliti Airbus.
E’ la prima volta che salgo su un aereo così piccolo e
con le eliche dei motori esterne e la cosa non mi ispira molta fiducia..
e se mentre vola un piccione finisce nelle eliche? Che succede…
non è che lo sbatte tutto maciullato contro i finestrini? Meglio
non pensare…
Il volo, a parte i dondolamenti che forse sono tipici del tipo di velivolo,
fino a Monaco è tranquillo. Poi da Monaco, con un aereo un po’
più grosso ma sempre con le eliche esterne (questo particolare
mi scombussola) andiamo a Praga. Sull’aereo ci sono alcune coppie
di italiani che ovviamente si fanno subito riconoscere. Con fare da
viaggiatori navigati ironizzano sul tipo di aereo e sulla sua solidità…
Peccato che l’ultima parte del volo e l’atterraggio sia
stato molto altalenante e una di queste viaggiatrici si è messe
ad urlare manco stesse precipitando l’aereo! Insomma.. forse era
meglio che si tenevano il becco chiuso prima di fare tanto le gallette
e per farsi poi queste figurare di xxxx!
Arrivati a Praga,
recuperato il nostro trolley, andiamo a cercare la sede dell’agenzia
viaggio con cui abbiamo effettuato la prenotazione dei pernottamenti
per ritirare la chiave della nostra camera. Già la pensione che
abbiamo scelto prevede la presenza di una persona alla receptions solo
fino alle 13, così ci siamo accordati di ritirare la chiave della
camera direttamente in aeroporto presso un loro ufficio. Queste cose
mi lasciano sempre un po’ perplessa ma ogni tanto bisogna fidarsi.
Recuperata la chiave, le indicazioni su come raggiungere il centro città
e i biglietti del bus necessari ci rechiamo alla fermata del bus 100,
proprio davanti all’atrio degli arrivi dell’aeroporto, che
non tarda ad arrivare. Arrivati al capolinea del bus, vicino ad un enorme
centro commerciale, c’è la stazione della metropolitana
(linea B) che ci porte dritti nel cuore di Praga passando sotto la Moldova.
Il costo è veramente irrisorio, 12 corone a testa per tutto il
tragitto. Noi scendiamo in Namestri Republiky a due passi dalla nostra
pensione. Scesi dalla metropolitana ci tocca risalire una scala mobile,
ripida da far paura, fa un certo effetto guardarsi indietro, meglio
non pensare a come si possa rotolare magnificamente fino in fondo se
uno perde l’equilibrio.
La Platan Pension si trova all’ultimo piano di uno di quei vecchi
edifici con lo scalone tutto in pietra e l’ascensore posto nella
tromba delle scale. Ancora uno di quei vecchi ascensori che ci sono
nei vecchi palazzi di Torino con la struttura tutta in ferro.
La pensione è carina, tranquilla e silenziosa, soprattutto perché
le camere sono solo otto. Le camere sono pulite e gli arredi sembrano
nuovi. La nostra camera dispone di un letto matrimoniale con i comodini,
un tavolo, due poltroncine e un armadio tutto in legno chiaro. Il bagno
ha la doccia ed è molto carino. La nostra finestra non da sulla
strada e questa è una fortuna visto che c’è parecchio
traffico, ma la vista sul cortile di questi palazzi non è che
sia un granché. Nel corridoio c’è un frigorifero
a disposizione di tutti, ogni piano, del frigo, è stato contrassegnato
con il numero di ciascuna stanza così ognuno sa dove mettere
la sua roba e si spera si guardi bene dal mangiarsi quella degli altri..
eh eh he eh
Sistemiamo la nostra roba e usciamo per fare due passi e cena. E’
buio e inizia anche a piovere. Ma è mai possibile che ogni volta
che andiamo da qualche parte sta accidenti di nuvoletta ci debba sempre
venire appresso!!! Capisco che forse anche a lei piace viaggiare ma
non può proprio esimersi dal farlo in nostra compagnia? Comunque
percorriamo, senza ombrello, la Celetna, piena di negozi e vetrine e
mangiamo un veloce hamburger da McDonalds; intanto la pioggia inizia
ad essere più insistente.
Praga, capitale della Repubblica Ceca con una popolazione che supera
di poco il milione di abitanti, è entrata nell’Unione Europea
il 1 maggio 2004 (per questo non è più necessario il passaporto
per entrare nel paese). E’ una città ricca di storia, monumenti,
musei (le guide ne contano più di 20) e di parchi dove rilassarsi.
Domani andremo alla scoperta di tutto questo…. Chissà come
sarà.
Pernottamento:
Pension Platan - Revolucní 24 - Praha 1 - Staré Mesto
(CK Petrs – tel. +420 224 215 050 - mail: slovan@petrs.cz
- http://www.petrs.cz/ubytovani.php?lang=en&id=22)
Sabato 19
marzo 2005
Ci svegliamo presto. Il tempo non è dei migliori: sembra che
voglia piovere, tanto per cambiare.
La colazione viene direttamente servita in camera, è sufficiente
mettere il naso fuori dalla camera e avvertire la tizia che si vuole
la colazione e giusto il tempo di preparare il vassoio e la colazione
è servita. C’è il the, lo yogurt, la marmellata,
il miele, il burro e a seconda dei giorni anche del patè o del
formaggio o la nutella e il pane o del pane tipo brioches.
Espletate le formalità per la registrazione e saldato il conto
in corone con la carta di credito ci organizziamo per la nostra prima
giornata a Praga.
Erano anni che ci volevo andare e finalmente eccomi qui. Usciamo che
sta iniziando a piovere… non male come inizio…il cielo non
promette bene per cui decidiamo di cominciare la nostra visita dal castello
di Praga, dove, se piove possiamo sempre visitare gli interni.
Per le strade non c’è nessuno, effettivamente non sono
ancora le nove. Attraversiamo la famosa Staromestske Namesti con il
suo orologio astronomico, praticamente deserta e proseguiamo verso il
ponte Carlo (Karluv Most) anch’esso deserto. Facciamo qualche
foto e ci godiamo la solitudine di questo posto ignari del fatto che
da li a poche ore sarebbe stato più affollato di una stazione
di metropolitana in orario di punta.
Percorriamo le vie della città vecchia, dove i negozianti stanno
aprendo le loro bottega per arrivare finalmente sul piazzale antistante
il castello. Il castello fu fondato del IX secolo dal principe Borivoj.
Gode di una bella posizione, dominante sulla Moldova. Durante il corso
del tempo è stato distrutto da un incendio, ricostruito e ristrutturato
più volte. Attualmente (dal 1918) è la sede del presidente
della Repubblica.
Hanno appena aperto i cancelli e parecchie comitive, comprese tante
scolaresche affollano l’ingresso in attesa di entrare. Qualcuno
fa le solite foto di rito, un po’ ridicole, con le sentinelle
preposte alla guardia dei cancelli: dritte, immobili, impassibili. Immagino
quello che pensano quando la gente gli si para di fianco per la solita
foto, ma sono una signora e quindi non lo dico!
Oltrepassiamo il cortile primo cortile per passare nel secondo cortile
(originali questi nomi) per arrivare dinnanzi alla maestosa Cattedrale
di San Vito. Le comitive e la gente si affollata all’entrata e
visto che sta pioviginando ci infiliamo anche noi.
A secondo di cosa e quanto si vuole visitare, nel castello, sono previste
diverse tipologie di biglietti e di prezzi.. Si può decidere
di visitare solo la cattedrale, solo il museo, il vicolo d’oro
oppure si può prendere un biglietto cumulativo che consente la
visita a tutti i siti (350 corone). Scegliamo quest’ultimo.
Visto che siamo già dentro (la biglietteria è all’ingresso
della cattedrale) iniziamo, come tutti, la nostra visita dalla cattedrale
di San Vito. Si può dire che sia il monumento più imponente
del castello. Al suo interno è sepolto San Venceslao e sono anche
conservati i gioielli della corona. Impressionante il coro ed anche
il pannello in legno ‘Fuga di Federico del Palatinato’.
Insomma.. merita una bella visita accurata anche se è praticamente
impossibile muoversi senza essere spintonati o calpestati da una miriade
di turisti. Sarà che fuori piove ma hanno avuto tutto la medesima
idea. Usciti dalla cattedrale andiamo ad ammirare la famosa porta d’oro.
Dopo di che ci spostiamo nel palazzo reale. Nell’XI secolo il
palazzo divenne sede dei principi di Boemia. Si possono ammirare la
sala della Dieta (contrariamente a quanto può far pensare il
nome, non si tratta di una sala dove si mangia poco ma della sala del
parlamento Boemo). Molto belle e ben conservate sono le varie stufe
in ceramica collocate nelle diverse stanze… e funzionano ancora!
Una di queste è contenuta nella famosa stanza da cui avvenne
la defenestrazione. Una sbirciatina dalla finestra da cui, il 23 maggio
1618 i nobili che protestavano contro l’ascesa al trono di Ferdinando
d’Asburgo buttarono dalla finestra gli allora governatori imperiali
e visto che c’erano anche il segretario di questi ultimi. Effettivamente
hanno fatto un bel saltino, circa 15 di metri. Si narra che i tre tizi
lancia dalla finestra si salvarono perché caddero su un mucchio
di letame. I cattolici dissero che questo provvidenziale ‘materasso’
lo si doveva ad un intervento divino… beh… non poteva mettere
del fieno? Insomma, quest’intervento divino poteva essere un tantino
più profumato! A dover di cronaca, i libri di storia dicono che
questo fu l’evento che diede inizio alla guerra dei trent’anni
e come ovvio il termine ‘defenestrazione’ fu coniato in
quest’occasione.
Dopo questa lezione
di storia andiamo a visitare il museo nella polveriera dov’è
sono esposte le divise utilizzate dall’esercito ceco nel corso
della storia. Vi sono anche alcune ricostruzioni di scene di vita militare
nel secolo scorso. Devo ammettere che di questo museo non gliene frega
niente a nessuno visto che ci siamo solo noi.
Una veloce visita
alla Basilica di San Giorgio (era compresa nel prezzo) che si dice essere
la chiesa romanica meglio conservata di Praga, che a parte la facciata
rossa, un po’ troppo appariscente non ha null’altro da segnalare,
per lo meno secondo me.
Infine raggiungiamo
il vicolo d’Oro, di cui tanto ne avevo sentito parlare. Si tratta
di una stradina stretta stretta costeggiata da una serie di casupole
piccole, in tutti i sensi. Basse basse con delle piccole porte e finestrelle.
Insomma.. potrebbe essere la via di casa dei sette nani! Attualmente
sono occupate da botteghe di souvenir, ma va.. non l’avrei detto!
Una di queste casupole si dice sia stata la casa di Kafta. Personalmente
mi aspettavo qualcosa di diverse.. sono carine ma nulla di più.
Finito la visita
al castello, ci dimentichiamo di andare a cercare i giardini reali.
C’è talmente tanta gente in questo posto che non vediamo
l’ora di allontanarci un po’ da tutte queste comitive.
Passeggiamo per le vie della città vecchia, passiamo davanti
a Loreta e poi ci dirigiamo verso il Parco Petrin. Arriviamo fino alla
torre dell’osservatorio, ma visto che il tempo non è molto
bello decidiamo di rimandare la salita ad un giorno con un tempo migliore
in modo da goderci la vista dall’alto dell’intera città.
Seduti su una panchina al sole del parco ci mangiamo i nostri panini
che abbiamo preso al supermercato. Niente male…
Nel pomeriggio ritorniamo
verso la città vecchia. Riattraversiamo il ponte Carlo che pullula
di turisti, e di artisti di strada, dai pittori, disegnatori ai musicisti.
Il ponte Carlo è stato fino al 1741 l’unico ponte sulla
Moldava, ma dubito che fosse affollato come lo è ora! Ai due
estremi presenta due torri e da ambo i lati è un susseguirsi
di statue. Una guida è tutta intenta a spiegare alla sua comitiva
chissà cosa su una di queste statue.. mi auguro che si siano
portati il necessario per bivaccare perché mica ce la fanno a
passarle tutte in giornata!
Passiamo davanti all’orologio astronomico pochi minuti prima dello
scoccare dell’ora, così ci uniamo alla folla già
presente per assistere a questo spettacolino. Questo orologio fu costruito
e quindi collocato sulla torre del municipio nel XV secolo. La leggenda
dice che nel 1490 l’orologio venne ricostruito da un mastro orologiaio,
un certo Hanus, ma per impedirgli di farne uno simile altrove venne
accecato. Simpatici!!! Il meccanismo dell’orologio è stato
più volte riparato ma è stato completato e perfezionato
solo tra il 1552 il 1572 da Taborsky, chissà se sapeva la sorte
toccata al suo predecessore circa un secolo prima!
Allo scoccare dell’ora, guidati da San Pietro, uno alla volta,
i dodici apostoli fanno la loro comparsa, mentre la statua del Turco
scuote la testa e lo scheletro gira la sua clessidra.
Poco distante dalla
nostra pensione, dall’altro lato della Moldova, c’è
un altro parco cittadino (Letnà). Così decidiamo di fare
ancora due passi e raggiungere questo parco, sta arrivando la sera e
il tempo sembra essersi ripreso. Dal ponte Stefanikuv si gode di un
bel panorama sul castello e la cittadella. Sta mattina la tizia della
pensione ci aveva parlato di questo ponte e non si può darle
torto che la vista è molto bella. Il parco si trova esattamente
sulla sponda della Moldava di fronte al quartiere ebraico.
Oltrepassato il ponte prendiamo un sentiero, asfaltato, che porta al
parco in questione. Visto dalla strada sembrava piccolo, invece si estende
parecchio su questo promontorio.
Passeggiamo un po’ e poi ci cerchiamo una panchina per goderci
la vista su Praga e la tranquillità di questo posto. Non ci sono
molti turisti. Di fatto non ha nulla di particolare se non essere un
parco. Appena il sole cala il freddo si fa sentire così facciamo
ritorno alla nostra pensione e ci prepariamo per la cena. Scegliamo
un locale poco lontano, consigliato dalla guida. E’ un po’
in stile country, con i tavoli e le seggiole in legno. A parte il nome
e le pizze di italiano non ha nient’altro. Beh.. un’insegnante
di italiano avrebbe da ridire su alcuni errorucci grammaticali sul menù,
ma noi apprezziamo l’intenzione e va bene lo stesso.
Subito ci servono una ciotola con dentro una palla di non si sa bene
cosa e dei crostini. Veramente noi non lo abbiamo ordinato e su parecchie
guide e forum ho letto che queste cose che ti servono sono a pagamento
e che spesso costano più del resto. Così.. siamo un po’
in forse se mangiarlo o meno. Non vorremmo poi che effettivamente questo
assaggino ci costi più dell’intera cena. Dopo un po’
di meditazione… prendiamo i crostini e ci spalmiamo sopra sto
coso…, come si dice “che crepi l’avarizia”!
Si tratta di una specie di formaggio con delle erbette e dell’aglio.
Mangiamo la pizza che abbiamo ordinato che non è niente male,
solo un po’ speziata, il dolce e…. quando paghiamo il conto
l’antipastino che ci hanno offerto non viene segnato. Accidenti
alle guide che fanno tutto sto terrorismo. Magari questa brutta abitudine
è prevista in qualche ristorante perché generalizzare
a questo modo!!!
Finita la cena ci concediamo due passi fino al ponte Stefanikuv da dove
si vede la città illuminata.
Cena: Pizzeria “La Ventola” – Soukenicka 7 –
Praha 1- Costo 400 corone
Domenica
20.03.2005
La giornata di oggi promette bel tempo, ci sembra proprio la giornata
ideale per deliziarci della vista della città dall’alto.
Per non fare il solito percorso e vedere le solite strade scegliamo
un percorso alternativo per arrivare fino alla torre dell’osservatorio.
Passiamo per piazza Venceslao (Vàclarskè Nàmésti)
costeggiata da palazzi storici e hotel dove in punta alla piazza troneggia
il museo nazionale. Sulla piazza è presente il monumento alla
vittime del comunismo e anche a Jon Palach, un martire anticomunista
che nel 1969 si suicidò dandosi fuoco per protestare contro il
comunismo. Questa piazza è comunque stata teatro di altri eventi
legati alla lotta contro il comunismo, nel 1989 si svolse la marcia
di protesta contro la brutalità della polizia e del regime che
sfociò in quella che fu definita la rivoluzione di velluto e
che rovesciò poi l’allora regime comunista.
Purtroppo per me su questa piazza c’è anche un bel negozio
di articoli sportivi e Marco, non solo ci da una sbirciatina ma se ne
esce con la sua bella borsa degli acquisti!
Per raggiungere l’osservatorio attraversiamo la Moldova sul ponte
Legiì, quello esattamente di fronte al ponte Carlo. Anche da
questo la vista non è niente male e mamma mia quante formichine
sul ponte Carlo.
Arrivati davanti
alla torre dell’osservatorio, acquistiamo i biglietti (100 corone)
per salire su questa piccola tour Eiffel e ci avviamo verso la scala.
Il sistema di salita e discesa è fatto in modo che si sale da
una parte e si scende dall’altra e le due scale, ovviamente non
si incontrano mai. Ci dirigiamo subito al piano più alto, da
cui si gode veramente una bella vista su tutta la città. Città
che sorge su varie collinette. E’ dal parco Letnà che abbiamo
adocchiato un monumento con un tizio a cavallo su una collinetta. Studiamo
bene la direzione perché se avanza tempo ci facciamo una scappatina.
Non tanto per il monumento, che non abbiamo idea di che cosa sia, ma
per la collinetta che non dovrebbe avere una buona vista.
Terminato il nostro giro all’ultimo piano, ci fermiamo ancora
un po’ ad osservare la vista dal piano intermedio per poi ridiscendere
a ‘terra’.
Nel pomeriggio passeggiamo lungo il parco, passiamo per il piccolo quartiere,
passiamo davanti al castello, dove una coppia di musicisti (o forse
erano tre?) regala alla già particolare atmosfera di questa città
un qualcosina in più che la rende particolare e molto suggestiva.
C’è da dire che gli artisti sono proprio bravi, passano
da brani di musica popolare o tradizionale a brani di musica classica
(come la cavalleria Rusticana) con altrettanta bravura. In ogni caso
le vie del piccolo quartiere sono affollate da musicisti di strada.
E’ domenica anche per noi, e anche se siamo qui a fare i turisti
un tranquillo pomeriggio di relax al parco Letnà come tutti i
praghesi ce lo prendiamo anche noi. Ci sono molte persone che frequentano
questo ed altri angoli verdi della città: genitori con i bimbi,
coppie, gente con i roller e gente in bicicletta. Nonostante il traffico
della città questi parchi offrono un buon punto dove rilassarsi
in tutta tranquillità. Un buon posto per passare la domenica
pomeriggio fuori dal caos e dal traffico cittadino senza fare chilometri
di strada per raggiungerli.
Io, che nella mia dotazione del buon turista ho sempre un libro dietro,
mi immergo nella lettura, mentre Marco si acculturisce leggendo le pagine
di storia della città riportate sulla guida. Per
cena torniamo nella pizzeria della sera prima. C’è un sacco
di gente. Ma ne scopriamo subito la ragione. Alla televisione trasmettono
una partita di Okay, mi dice Marco, che in materia è più
ferrato di me, che, i cechi, hanno una buona tradizione in questo sport
e anche una buona nazionale. Ecco perché sono tutti seduti incollati
al televisore.
Questa sera ordiniamo una zuppa e un insalata. Saltiamo il dolce perché
tra la zuppa e la super insalatona mista non c’era proprio più
spazio per il dolce.
Finita cena andiamo un po’ a spasso per la città. Nonostante
il freddo, veramente tagliente, le strade sono molto affollate.
Cena: Pizzeria “La
Ventola” – Soukenicka 7 – Praha 1- Costo 450 corone
Lunedì
21.03.2005
Dopo una buona colazione ed aver recuperato i nostri panini al fresco
nel frigo ci dirigiamo verso la meta di questa mattina. Il monumento
a cavallo ubicato su una collinetta. Più o meno abbiamo intuito
la direzione. Più o meno perché dopo un po’ che
camminiamo abbandoniamo il proposito di andare oltre e ci dirigiamo
verso il ponte Hlàvkuk dove ci sono delle isole sulla Moldova.
Arrivati a metà del ponte, scopriamo che la direzione che avevamo
preso era abbastanza in linea con il monumento che volevamo raggiungere
e che non era lontano. Un po’ di pensamenti e ripensamenti e ritorniamo
sui nostri passi. Finalmente troviamo l’ingresso di questo parco
ed iniziamo a salire sulla collinetta. Incontriamo un solo tizio che
fa jogging, per il resto nessuno. E’ perfino piacevole passeggiare
da soli in queste parco che sale verso la sommità di questa collinetta
dove, dovrebbe esserci sto monumento che si vedeva da lontano. Finalmente
arriviamo ai piedi di una gradinata, alzando lo sguardo si vede la statua
con un tizio a cavallo. Tutto perfettamente silenzioso.. non c’è
anima viva mi dico… salgo gli scalini e… alla faccia del
non c’era nessuno. Un gruppo di militari, con tanto di banda (stavano
facendo una pausa, ecco perché tanto silenzio) stanno facendo
le prove per una qualche manifestazione. Quatti quatti.. oltrepassiamo
tutta questa gente e ci rechiamo sulla balconata dove c’è
la statua e ci sono già altre due persone che osservano lo svolgersi
delle prove. La statua è la statua equestre di un certo Jan Zizka,
mentre questa costruzione è il mausoleo nazionale Vitkov (non
è aperto al pubblico). A dover di cronaca, questa zona è
stata teatro della storica vittoria degli Hussiti sull’esercito
cattolico inviato dall’imperatore Sigismonto (che nome!!). In
pratica il 14 luglio 1420 su questa collina (chiamata Vitkov) le forse
hussite, benché numericamente molto inferiori a quelle cattoliche,
guidate da sto tipo, Jan Zizka sconfissero l’esercito cattolico.
Il mausoleo invece è il simbolo della lotta per l’indipendenza
del popolo cecoslovacco. Dopo aver assistito un po’ alle prove
abbiamo fatto un giro intorno al mausoleo per scoprire che dall’altra
parte ci arriva una bella strada.
Lasciata questa
collinetta, consultiamo la cartina per vedere la direzione da prendere
per raggiungere il parco Stramovka per pranzo, passiamo dinnanzi al
museo nazionale della tecnica, al palazzo delle fiere. Abbiamo proprio
deciso di mettere a dura prova le nostre suole delle scarpe… poi
con questi sali e scendi chissà che non fa bene anche alla linea.
Il Parco Stramovka è un bel parco alberato (stando alla guida
questo è anche il significato del nome), per questo non adatto
al nostro pranzo perché noi volevamo una bella panchina al sole
e con vista sulla città. Poco male torniamo all’ormai affezionato
parco Letnà.
Oggi c’è poca gente che passeggia, qualcuno con il cane
e qualche nonna con la carrozzina.
Consultato la guida
mi ricordo che non ho ancora visto i giardini reali… poco male…
dopo pranzo ci incamminiamo. E’ solo la terza volta che passiamo
davanti al castello ma… I giardini reali non li abbiamo potuti
visitare perché non sono ancora aperti, aprono da li a pochi
giorni. Pazienza.. a saperlo prima evitavamo tutta la strada fin qua,
però siamo arrivati giusto in tempo per assistere ad un cambio
della guardia. La guida diceva che avvengono a mezzo giorno, ma sono
le 14… è anche vero che si riferiva all’ingresso
principale, qui siamo in uno secondario, forse l’orario non è
lo stesso. Così le due guardie, di cui una in avanzato stato
di assideramento, vengono sostituite da altri due baldi giovani orgogliosi
(dico io) di congelare per la proprio patria.
In ultimo, il quartiere
ebraico, per ora ci siamo sempre e solo passati ma non ci siamo mai
soffermati più di tanto a vedere la Sinagoga, il cimitero ebraico
ed il museo. E nemmeno ci soffermeremo perché manca mezz’ora
all’orario di chiusura e anche volendo non avremmo il tempo per
vedere tutto. Così facciamo una rapida scelta e diamo una sola
sbirciata al cimitero ebraico che sa un po’ di fantasma con tutte
quelle lapidi in pietra non proprio perfettamente allineate, e alle
facciate delle sinagoghe.
Infine ritorniamo
in piazza Staromestske, i monumenti staranno anche chiudendo ma il pomeriggio
non è ancora finito.
Ci sono i banchetti come ai mercatini di Natale, tutti in legno tutti
perfettamente allineati, con i loro oggetti e il loro artigianato. In
uno di questi mi compero anche le uova Pasquali di Praga. La prossima
settimana è Pasqua per cui non sono nemmeno tanto fuori luogo.
In un altro banchetto invece mi compero uno strano dolcetto, di cui
non ricordo il nome, che sembra un braccialetto. Una sorta di biscotto
niente male. Ieri o l’altro ieri invece ci siamo comperati un
enorme waferone rotondo. Lo sistemano su una piastra, ci spolverizzano
sopra delle nocciole sbriciolate, richiudono con un altro disco di waferone,
pressano la piastra e viene fuori un dolcetto leggero leggero ma squisito
squisito.
Sulla piazza c’è
anche una specie di pulpito su cui la gente sale per vedere la piazza
un po’ più dall’alto. E’ piacevole vedere il
via vai di persone che si muovono sulla piazza. In alternativa si poteva
andare a visitare la torre dell’orologio astronomico da cui si
gode una bella vista sulla piazza e sulla città .
E così l’ora
di cena si avvicina, tanto per non prenderci delle fregature, per cena
torniamo al nostro solito ristorante che oltre a non essere male ha
il vantaggio che si trova proprio a due passi dalla nostra pensione
e visto che oggi di passi ne abbiamo fatti proprio tanti..
Questa sera, nessuna partita di okey per cui il locale è piuttosto
vuoto. Concludiamo la cena con un dolce e poi ce ne ritorniamo in camera
a preparare la nostra roba.
Cena: Pizzeria “La
Ventola” – Soukenicka 7 – Praha 1- Costo 470 corone
Martedì
22.03.2005
Ed è anche arrivato il giorno della partenza, la nostra piccola
vacanza sta per finire. Con calma cerchiamo di far stare tutta la nostra
roba, compresi gli ultimi acquisti, nel trolley. Impresa non da poco
visto che siamo già partiti che era esplosivo.
Lasciato il nostro albergo, facciamo ancora una scappatina fino alla
piazza Staromestske, per dare un’ultima occhiata all’orologio
e per goderci lo spettacolo delle 10. Ne approfitto anche per prendere
due cartoline da portare a casa.
Dopo di che ci dirigiamo alla stazione della metropolitana. Un ultimo
sguardo a questa splendida città e la stessa scala ripida che
qualche giorno fa ci ha portato nel cuore di Praga ora ci riporta indietro.
Prenderemo la metropolitana fino al capolinea e da qui il bus 100 che
ci lascierà direttamente in aeroporto.
A Monaco, tra un volo e l’altro, comperiamo due tramezzini per
pranzo… sti capperi…. A Praga con quello che abbiamo pagato
questi due miseri tramezzini ci compravamo panini per una settimana!
Comunque.. nonostante gli aerei ‘ad elica’ arriviamo sani
e salvi a Torino. E così anche questa vacanza è finita…
ci saranno le foto da sviluppare, da etichettare e il racconto da scrivere.
Così ancora per qualche tempo i nostri 5 giorni a Praga rimarranno
vivi e presenti e poi… anche Praga sarà un dolce ricordo…
Na shledanou Praha
Guide
utilizzate:
• Il meglio di Praga – Ed. EDT
• Praga – city Book (Corriere della Sera) – Arnoldo
Mondatori Ed.