VIAGGIO
IN PERU
Viaggiatori-Autori:
Marco (viaggio in solitaria)
Numero di giorni: 21
Itinerario: Lima - Nazca - Arequipa (+ Canyon Colca
e Toro Muerto) - Puno - Tititaca - Cuzco - Valle Sagrada - Macchu Picchu
(tutto in autobus e volo interno Cuzco - Lima)
Costo totale del viaggio: 1600 euro (volo compreso)
Periodo: 3 settimane settembre 2002
Compagnie Aeree: Iberia
Documenti: Passaporto
Vaccinazioni: epatiti
Sistemazione: Posada e alberghi di livello modesto
ed economico
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viaggio!
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PERU’
2002
Un Viaggio non comincia nel momento in cui si sale su un aereo, e’
quello che credo, ed e’ quello che sto pensando in questo momento
mentre sto cercando in internet le ultime informazioni prima di partire.
E’ la mia prima avventura in solitaria, e forse per questo motivo
la sto preparando con maggior cura … da diversi mesi mi sono immerso
nella cultura Inca, la loro storia, la loro evoluzione … non ho
trascurato neppure la civiltà attuale, le incongruenza di un
tipico Stato Sudamericano, diviso e legato da un doppio filo dall’economia
e della politica degli Stati Uniti, e dalle lotte rivoluzionarie dei
movimenti filo-marxisti.
Partirò per il Perù
tra tanti dubbi, perplessità e perché no, paure che si
mescolano con la voglia di conoscere una nuova cultura, genti diverse,
luoghi magici, il desiderio di mettersi alla prova e la consapevolezza
di tornare arricchiti da nuove esperienze … è questa la
filosofia di ogni viaggio.
I pensieri attraversano velocemente
la mia mente quando l’aereo sta per atterrare a Lima … credo
di immaginare cosa mi aspetterà oltre la dogana … tassisti
e procacciatori di clienti che mi “assaliranno”, spero che
le indicazioni lette su Internet siano veritiere …
Ok! E’ meglio di come
me l’aspettavo, subito prima dell’uscita sulla destra ci
sono una serie di banconi, un cambia valute, un servizio taxi e …
“Urbanito”, l’agenzia di shuttlebus che per 6 USD
accompagna i turisti in ogni albergo della città (8 USD per Miraflores)
… salgo senza pensarci, l’hostal in cui sto dirigendomi
mi aveva chiesto 8 dollari per il taxi e 3 per la persona che sarebbe
dovuta venirmi ad accogliere all’aeroporto …
L’Hostal des Artes
(singola 28 soles, 8 USD) in Chota 1469, e’ una bellissima casa
coloniale, anche se le stanze sono spartane (la mia ha il bagno in comune);
l’aspetto nell’insieme e’ un po’ nostalgico,
ma il fascino non gli manca.
Sono le 19, poso lo zaino e mi avventuro subito in strada …
Sono partito con l’idea e il pregiudizio che Lima non fosse una
città in cui soggiornare … la pericolosità con la
quale viene dipinta sulle guide turistiche, mi ha indotto a credere
che devo far di tutto per allontanarmene al più presto …
voglio arrivare sulle Ande !!!
In strada però, mi tranquillizzo, non mi sento in pericolo (sarà
perché in questa zona ci sono tantissimi edifici pubblici, con
un numero incredibile di poliziotti e militari a presidiarli)…
ma così pensando arrivo in pochi minuti in Av. Quilca, una traversa
di Av. Bolivia al terminal della Cruz del Sur (che quindi non e’
solo in AV Javier Prado Este, come indicato dalla EDT), dove acquisto
un biglietto per la prima corsa mattutina diretta a Nazca (ore 9.30,
costo 25 soles).
L’impressioni
su Lima
Lima e’ … non si vede il cielo, c’e’ una fortissima
puzza di smog, amplificata dall’umidità … anche se
dico la verità la credevo più frenetica … gli edifici
(spesso costruiti a metà) perdono colore a causa del Garua e
degli scarichi fatiscenti delle auto; mi ha impressionato cosa mi ha
detto il ragazzo del bar in cui ho fatto colazione …”è
inverno, il sole non c’è !!!”.
Tutto questo le dà un’aria triste e malinconica, che comunque
mi attrae, mi chiedo se non avrei dovuto fermarmi di più …
Si nota una calma incredibile nel fare le cose, ma più di tutto
un’approssimazione caotica, forse tipica di noi latini …
se c’è qualcuno che deve fare qualcosa, altri cinque si
occupano di organizzarla, creando una confusione tale da obbligare altre
dieci persone a fermarsi per attendere che sia finita … abbiamo
fatto una seconda sosta ad un terminal in cui non scende e non sale
nessuno, si aspetta …
Mi trovo sulla Carrettera
Panamericana, il paesaggio attorno è monotono, si passa da panorami
desertici a piccole oasi di verde, piuttosto che a piccolissimi agglomerati
di baracche in adobe, anche se in giro si vede poca gente … dall’altro
lato ci accompagna la vista sul Pacifico …
Al Terminal ho conosciuto due ragazze svizzere, abbiamo deciso una volta
arrivato a Nazca di fare un pezzo di viaggio insieme per dividere le
spese.
Finalmente la città
delle Linee … abbiamo superato i pochi procacciatori e siamo arrivati
dove avevamo deciso, all’Hotel Alegria, che a dispetto dell’apparenza
elegante e costosa, offre anche stanze semplici, ma pulite a 10 soles,
con bagno in comune e acqua calda; subito di fianco c’è
un’agenzia collegata all’hotel, in cui per 40 USD (una mia
amica ad agosto ne ha spesi 70) + 5 soles di tasse aeroportuali abbiamo
prenotato il volo per domani (la visita al cimitero di Chauchilla costa
5 USD).
Abbiamo deciso di ripartire
dopo solo una notte, prenotando intanto il bus, per dirigerci ad Arequipa,
dove sicuramente dovrò rallentare i ritmi.
Per questo tragitto ho trovato conveniente il pullman notturno, che
in 8-9 ore ci porterà a destinazione: la Cruz del Sur offre corse
praticamente a tutte le ore con la classe economica (40 soles), meno
frequenti, ma piu’ comode (con bagno) le classi superiori : Imperial
(60 soles, partenza ore 22.30) e Cruzeiro (110 soles).
Questa sera ,stanchi, abbiamo
cenato al ristorante El Porton in av Lima pagando 14 soles (cibo discreto,
ma non eccezionale), anche se più che quello che ho mangiato,
ricordo la serata per il ghiaccio rotto tra di noi sebbene tra loro
parlino un incomprensibile tedesco.
Dopo cena le ragazze sono
tornate in camera, mentre io ne ho approfittato per girare in città
… in piazza stasera c’è uno spettacolo, sembra una
recita scolastica … c’e’ tantissima gente, e le mie
paure sulla pericolosità di un viaggio solitario cominciano a
dissolversi … anzi quasi mi dispiace di passare inosservato da
tutti, tranne che qualche timida ragazza che mi sorride …
Non ho dormito benissimo,
forse risento ancora del fuso orario, comunque ora mi trovo nell’atrio
dell’albergo con Regula e Tina in attesa di andare all’aeroporto;
come immaginavo la partenza è rimandata visto che da queste parti
la nebbia è ancora bassa di prima mattina; ne abbiamo approfittato
per un breve giro in città, che sembra ancora sonnecchiare, e
per acquistare qualcosa da mangiare, visto che non mi sono fidato di
fare colazione stamattina.
Da quando mi hanno caricato sul pulmino, il tempo è sembrato
volare, non ho avuto modo di pensare a quello che avevo intorno, che
mi sono trovato di fianco al pilota che controllava la mia cintura di
sicurezza su un Piper a 4 posti …
Il decollo è facile, i problemi cominciano a nascere in volo,
quando il vento fa sobbalzare nell’aria il piccolo aereo o quando
il pilota vira a destra e a sinistra per far fotografare meglio le linee.
E’ qualcosa di meraviglioso vedere quei segnali messi lì
chissà per quali motivo, il Colibrì è il più
visibile, ma l’Astronauta, le Mani e i Trapezi fanno una certa
impressione, questi ultimi poi sembrano delle piste di atterraggio …
Il mio stomaco ha resistito bene, fin quando le figure sono terminate
e abbiamo fatto ritorno all’aeroporto; il tragitto di 5 minuti
in balia del vento, mi ha creato un po’ di scombussolamento, tanto
che una volta in albergo ho salutato le mie compagne di viaggio e mi
sono messo a letto, con il risultato che loro hanno preso i loro tempi
e ora mi trovo solo ad aspettare l’orario della partenza per Arequipa
alle 22.00 …
Ho deciso di passare il pomeriggio
a girare ed osservare la città di Nazca, non c’è
molto da fare qui, oltre a visitare i siti, per cui ne approfitto per
raccogliere i miei pensieri; qui in piazza si raduna tantissima gente
… gli studenti passeggiano senza meta, gli adulti chiacchierano
spensieratamente sulle panchine, solo il rumore delle auto ricorda che
qualcuno si sta muovendo … chissà per dove, poi …anche
i pochi turisti sono immersi in questa atmosfera, rimango qui tranquillo
a mettere in piedi il programma per la nuova città che visiterò
…
Ho rincontrato per caso Regula
e Tina prima di cena (intorno alla Plaza de Armas ci sono numerosi locali
anonimi in cui si mangia per 10 soles), ora siamo al terminal della
Cruz del Sur … spero di non patire il freddo stanotte sull’autobus
…
La notte è passata
bene, credo che la scelta dell’autobus Imperial sia stata buona,
mi sono svegliato alle 6 e per la prima volta ho visto l’inizio
delle Ande in una splendida mattinata di sole …
Ora mi trovo all’Hostal Santa Catalina (Santa Catalina 500), un
gradevole alberghetto in cui per 15 soles ho una ampia stanza con il
bagno in comune; è possibile far colazione (da 4,5 a 7 soles)
e c’e’ un servizio di lavanderia per 3 soles al chilo …
anche se conviene recarsi direttamente e autonomamente in una lavanderia
…
Sono di nuovo in viaggio da solo, questa mattina al terminal ho semplicemente
preso un taxi diverso dalle ragazze svizzere (costo del taxi 3, 4 soles).
Dopo un breve riposo, ho
deciso di passare la prima giornata ad Arequipa passeggiando senza meta,
così per ambientarmi … mi sono fermato per pranzo in un
banchetto vicino al mercato … una Paparellena e un Soltenos, più
una pepsi per meno di mezzo dollaro …
Arequipa è attraente, anche se purtroppo è molto caotica
e rumorosa, il calore invernale del sole la rende molto viva, molto
diversa da Lima o Nazca …
Mi ha molto impressionato lo spettacolo canoro che ho incontrato nella
chiesa de la Compana (2 soles per entrare nella cappella di Sant’Ignazio),
i fedeli cantavano una canzone molto ritmica, strano per una chiesa
cattolica, tra l’altro decorata con colori molto vivaci …
Ho cenato al Govinda di calle
Sta Catalina (non Jerusalen come sulla Lonely Planet), in cui con 15
soles si può avere un menu fisso buono e abbondante; ricordo
con piacere questa serata, perché qui ho conosciuto i primi ragazzi
italiani del viaggio (comunque a settembre sono veramente pochi): Elisa
e Fabrizio … abbiamo chiacchierato un po’, finché
abbiamo scoperto che ci eravamo “conosciuti” nel forum di
Gabriele Poli, sul sito www.magiadelleande.it … stranissimo e
bellissimo incontrare nuovi amici in questo modo …
Anche per quello che ho letto
sul libro di Poli, stamattina ho deciso di visitare i sobborghi di Arequipa,
mi sono fatto coraggio e ho fermato per strada uno dei tanti bus collettivi
con la scritta Cayma … (è stata un’altra prova superata
per acclimatarmi al luogo).
Per 0,5 soles sono arrivato in piazza di questo paesino per visitare
la chiesa di San Miguel Arcangel; di fianco all’ingresso della
chiesa, sulla destra potete chiedere al custode di farvi visitare l’intero
complesso (5 soles), nel quale oltre al chiostro e il bellissimo mirador,
c’e’ un’interessante pinacoteca con dei dipinti cuzqueni
del XVI secolo, oltre che le stanze in cui ha alloggiato Simon Bolivar
e dei libri autentici dell’epoca, maneggiati però con poca
cura …
Dalla cima della chiesa si possono osservare un gruppetto di palme,
è Yanahuara, un altro sobborgo della città; arrivarci
è semplice, ho chiesto informazioni al custode, che mi ha indicato
la direzione per una breve camminata …
Sulla strada del ritorno verso Arequipa, sempre a piedi, mi sono fermato
al museo della Recoleta (ingresso 5 soles), un luogo piacevole e tranquillo,
in cui più che gli animali impagliati, meritano la visita la
biblioteca e gli oggetti precolombiani (tra cui una mummia).
Ora mi trovo nella mia stanza, è ancora mattina, e sto raccogliendo
i soldi per pagare l’escursione al Canyon del Colca; da quello
che ho potuto notare le agenzie viaggio offrono pressappoco gli stessi
servizi, visto che comunque i turisti vengo raccolti in un pulmino unico
per diverse agenzie … quello che segue perciò è
solo la lista di quelle che ho girato io :
Viajes y turismo Arequipa, calle S.Francisco 319 : 22/26 USD a seconda
della sistemazione alberghiera;
Hilton Tour Operator, Calle Sta Catalina 217 : 18 USD;
Caframi Tour, Calle Jerusalen 402 : 19 USD ;
Peru Andes Expedition, Calle Jerusalen 442 : 37 USD x due notti, trekking
con un itinerario molto diverso dagli altri operator, viaggiando con
i mezzi pubblici;
Tutti questi (tranne l’ultima)
includono trasporto privato (quindi con soste), pernottamento, la colazione
del secondo giorno e la serata folklorica, cioè il gruppo musicale
nel ristorante prescelto, anche se non è obbligatorio (e ci mancherebbe)
cenare in quei locali.
E’ previsto inoltre (almeno con la Caframi) che si venga accompagnati
alle terme La Calera, il cui ingresso non compreso è di 5 soles.
Ho chiesto, indicazioni per il sito archeologico di Toro Muerto, ma
queste agenzie mi hanno risposto non meno di 70 USD (!!!); una piccola
speranza, però, me l’ha offerta l’impiegato della
Caframi Tour, segnalandomi la Transporte del Carpio, come compagnia
di bus pubblici, la quale effettua servizio giornaliero verso Corire.
Su quel mezzo dovrei domandare per scendere ad una località che
si chiama Punta Colorada e da qui a piedi dovrei raggiungere il sito
… fiducioso anche di quello che leggo sulla Lonely Planet decido
di andare dopo pranzo al Terminal Terrapuerto per informarmi sugli orari
… magari ci andrò al ritorno dal Colca …
Sono le 13, per cui decido
di fermarmi a pranzo in un altro locale vegetariano, il Lakshimiwan
in Jerusalen, dove il menu fisso costa 7,5 soles o piatti unici a 8
soles; è gradevole, c’è un bel giardino ed è
frequentato da solo gringos … ottimo posto per organizzare le
idee …
Dopo pranzo mi sono recato al Terminal, utilizzando i comodi ed economici
bus locali (0,5 soles), ho trovato il banco de Transporte del Carpio,
dove l’impiegato mi ha confermato le partenze mattutine verso
Corire, raggiungibile in 3 ore circa (Punta Colorada si trova pochi
chilometri prima di Corire) al costo di 15 soles … molto meglio
dei 70 USD delle agenzie …
Sto scrivendo questi appunti
nell’attesa di entrare nel Museo Santuarios Andinos, sono curioso
di vedere Juanita … l’ingresso costa 15 soles (più
la mancia per la guida … c’è anche quella parla italiano
!); questo piccolo museo è interessantissimo, ricco di oggetti
preziosissimi ritrovati nelle tombe di questi giovanissimi sacrifici
umani.
Juanita è una Vergine del Sole, allevata dagli Inca secondo rigidi
insegnamenti, ma credo che forse proprio per questo non si legge nessuna
smorfia di dolore o sofferenza sul viso di questa mummia, quasi che
fosse consapevole e onorata della fine cui era destinata.
Oggi ho girato anche un po’
per mercatini, ho scoperto che oltre al mercato centrale ci sono diversi
“centri Commerciali” per la città, tra questi El
Comercio Artisanal in Mercaderes a circa 200 metri da Plaza de Armas
sulla destra, venendo da quest’ultima; per chi cerca merce di
qualità superiore (anche nei prezzi) può provare ai magazzini
la Uruguaya (nella stessa via a poche decine di metri dalla Piazza),
al cui interno ci sono i negozi di “Alpaca111”.
Chivay ore
15.
Sono in pullman da questa mattina alle 9.00 con l’escursione organizzata,
sto condivivendo il viaggio con una ragazza giapponese in viaggio in
Centro e Sud America da diversi mesi, con cui ho chiacchierato mentre
ammiravamo paesaggi stupendi, tra cui il passo a oltre 4800 metri s.l.m.;
questa cittadina è figlia di un turismo in grossa espansione,
ma credo che si possa trovare ancora qualche angolo di vero Perù,
ad esempio nella chiesa principale si può vedere la statuetta
di un conquistadores !!!!
Ho alloggiato al Hostal Municipal in Plaza de Armas, incluso nel prezzo
della gita, un posto decente ma niente di eccezionale; in paese ci sono
diversi ristoranti e il mercatino costoso e molto turistico.
Ho notato diversi mezzi pubblici che fanno spola con Arequipa, il che
dimostra che è semplice arrivare qui in maniera economica, anche
se le persone che ho incontrato mi hanno confermato che ci vuole del
tempo, oltre al fatto che i mezzi pubblici non permettono le soste per
acclimatarsi all’altitudine.
Chi passa nel Colca, comunque, usa Chivay o Yanquee come base di appoggio
per la visita il giorno successivo al Cruz del Condor; si rimane in
estasi a testa alta ad ammirare quegli uccelli planare e fendere l’aria,
immersi nel silenzio del luogo, rotto dal suono del vento che attraversa
il Canyon … sembra strano ma i numerosissimi turisti che affollano
le rocce, osservano silenziosamente, nella speranza di disturbare il
meno possibile questi stupendi animali, che già gli Inca onoravano
quale simbolo di conoscenza infinita (il paradiso Inca e' simboleggiato
dal Condor, o Mallku in lingua Quecha, da cui il primo Re Mallku Kapac,
o tradotto Manco Capac).
Domenica
8 settembre, ore 5
Stanotte non ho dormito granché, forse perché ero preoccupato
dalle parole lette sul Forum di Magia Delle Ande, visto che Gabriele
Poli mi ha messo in guardia sulla possibilità di imprevisti e
inconvenienti sulla riuscita del mio obiettivo …
Non so se lo faccio per uscire dagli itinerari turistici, vissuti fin
troppo al Colca, ma credo di avere voglia di immergermi nel Perù
ancora poco contaminato dai gringos, ho voglia di incontrare la gente
vera delle Ande, ho voglia di conoscere qualcosa in più su questo
paese chi mi ospita … è anche per questo, oltre che per
appagare la mia curiosità e la mia voglia di “viaggiare”
e per combattere le mie paure, che mi sto dirigendo verso i Petroglifi
di Toro Muerto.
Sull’autobus per Corire, parcheggiato al Terminal, mi rendo conto
che difficilmente incontrerò degli occidentali, anche se noto
che stranamente il mezzo è semivuoto … spero che non ritardi
la partenza per aspettare di “fare incasso” …
Dopo poco scopro il mistero: salendo al Terminal si paga una tassa i
0,5 soles, troppo per i peruviani, che attendono il bus sulla strada
a poche decine di metri dalla uscita dello stesso …
Sono in viaggio da quasi due ore, mi sento tranquillo, quelle poche
preoccupazioni di essere l’unico turista sono svanite, tutto i
passeggeri sono assorti nella visione di un film trasmesso da una vhs
di seconda scelta, per cui mi sto abbandonando alla vista di tanti paesini
minuscoli, ma solari, animati da una vita frenetica e con tantissima
gente in giro.
Alle 8.40 (dopo 2h e 40 di viaggio), in perfetto orario, scendo alla
località prestabilita, Punta Colorada; qui sulla sinistra imbocco
una strada sterrata che attraversa una bellissima e verde vallata, dove
incrocio diverse persone che sorridono, mi salutano, e mi indicano la
strada … si vede che non sono abituati alla vista dei gringos.
Come previsto dopo un’oretta di cammino giungo all’ingresso
del sito; pago il biglietto di ingresso 3 soles (meno di 1 USD) e firmo
il registro delle presenze … il giorno prima due norvegesi, oggi
solo io !!!!
Sembrava una giornata fantastica, ma ora iniziano i problemi …
la persona preposta all’ingresso mi fornisce di mappa (probabilmente
trovata in regalo su una rivista per bambini), mi vende il “giretto”
fattibile in un’ora e mezzo al massimo due … e soprattutto
mi indica una scorciatoia …
Morale inizio il giro al contrario, ma quando me ne accorgo decido si
proseguire confidando nelle due ore di camminata … continuo così
per 4 ore senza incontrare nulla, prima di arrendermi sconsolato, con
le scorte d’acqua quasi esaurite e tornare alla base …
Tutto questo mi serve per
raccomandare e avvisare chi vuole affrontare Toro Muerto, (soprattutto
per chiedervi di correggere le vostre informazioni, visto che non si
tratta di alberghi chiusi o ristoranti di categoria modificata) qui
c’è il pericolo di trovarsi in situazioni veramente pericolose
:
Nonostante quello che c’è scritto sulla guida EDT/Lonely
Planet l’escursione indipendente da Arequipa è impossibile
(visto che l’ultima corsa per il ritorno è alle 18) !!
Il sito non è di 2 kmq (??) come si legge ma molto di più
(secondo me ci vogliono almeno 5/6 ore per il giro completo nella giusta
direzione), il dislivello totale è di oltre 1000 metri (lo si
capisce dalla mappa (??) consegnata all’ingresso), il personale
all’ingresso è incompetente e soprattutto i sentieri non
sono segnalati, le uniche tracce di passaggio umano (e quindi di indicazione)
sono le decine di bottiglie di plastica abbandonate sul terreno (e meno
male che ci sono).
Se si vuole arrivare al sito in maniera indipendente l’unica possibilità
è alloggiare a Corire, per poi visitarlo all’alba, altrimenti
scegliere le escursioni organizzate e stracostose da Arequipa.
Mi trovo da Bonanza in calle
Jerusalen 114, ho deciso di concedermi una cena abbondante dopo la faticata
di Toro Muerto… un ottimo Lomo a la Povre, i meni fissi sono da
13 soles, mentre i piatti unici (non compresi nel menu) vanno da 18
a 26 soles; ho deciso che domani partirò per Puno.
L’indomani, sicuramente
riposato, ho rivisitato con più calma l’avventura del giorno
prima nel deserto, tanto che riesco addirittura a riderci sopra, ricordando
anche i due avvoltoi che volavano sopra la mia testa, attendendo …
credo di banchettare … sorrido, mentre attraverso le Ande, verso
nuove avventure, ancora in viaggio solitario, ma carico di energie e
di emozioni nello scoprire luoghi sconosciuti.
Il paesaggio è uguale, ma affascinante, non ci sono paesi, c’è
solo la strada che chiede permesso alle montagne, e così i miei
pensieri volano verso il limpido cielo azzurro; ripenso al mio viaggio,
quando è nato, quando ho dovuto scegliere se rinunciare o partire
da solo, ai miei dubbi di allora, ma soprattutto alle mie paure, al
fatto di non poter condividere le esperienza con persone amiche in un
paese con una cultura diversa dalla mia, e con solo la lingua simile.
Tutto questo è svanito, in questo momento mi sento libero, come
quelle rarissime persone che fermano l’autobus per questa strada,
non so da dove compaiano, probabilmente da una dura giornata di lavoro
con il gregge, e ora stanche, ma soddisfatte chiedono di scendere a
delle invisibili fermate per raggiungere la propria dimora.
Arrivo a Puno in serata,
dopo un tragitto di 5 ore con la compagnia Cruz del Sur (che offre i
collegamenti da Arequipa 4 volte al giorno per 20 soles alle 7.15, 10.30,
14.00, 20.00); devo ammettere che non ho avuto una bella impressione
della città.
Stanco e affamato sono arrivato con il taxi (3 soles) all’ Hostal
Manco Capac, dove ho scoperto che non è, come segnalato, tra
gli alloggi economici, dato che mi hanno chiesto 35 soles per una stanza
con bagno e 25 senza; gli importi scendono se si decide di acquistare
un’escursione sul Tititaca con l’agenzia loro collegata.
Purtroppo il pensiero di fermarmi a Puno solo per le isole sul lago,
non mi ha permesso di trattare come volevo sul prezzo, tanto che alla
fine mi sono accordato per 20 soles per la stanza (senza bagno, ma con
l’acqua bollente tutto il giorno) e 50 soles per l’escursione
con pernotto ad Amantani, 3 pasti, trasporto e guida … tutto compreso,
quindi, tranne un pranzo …
La brutta impressione continua
più tardi quando cerco un ristorante per cenare … nei dintorni
di jr. Lima, la strada principale, è solo un susseguirsi di pizzerie
… rimango deluso dalla loro vista e in particolar modo dalle espressioni
gioiose degli altri turisti (stranieri) all’ingresso di questi
locali.
Le mie aspettative, infatti, vengono confermate quando infilo il primo
boccone di questa immangiabile pizza … meno male che al tavolo
incontro le due ragazze svizzere con cui avevo condiviso i primi giorni
di viaggio … è nella terza città diversa che ci
“salutiamo” …
Durante la notte la delusione
si è dissolta insieme alla stanchezza, sono in navigazione sul
lago da un’oretta e ho già fatto amicizia con altri due
viaggiatori solitari, e con la guida che ci accompagna, un ragazzo peruviano
che conosce 6 lingue oltre che ai due idiomi Andini; stiamo commentando
il libro che sta leggendo, “l’Alchimista” di Coelho,
lui mi chiede se credo a quella filosofia … beh, penso che non
sarei qui altrimenti …
Il Tititaca sembra avvolgerci tanto è immenso, credo che se si
voglia godere del silenzio e degli spazi qui sia il posto ideale; peccato
che ormai le tre isole (Uros, Amantani e Taquile) siano molto sfruttate
dal turismo, anche se negli occhi della signora che ci ha ospitato nella
sua casa di Amantani (a proposito si mangia benissimo) si può
leggere ancora l’orgoglio e la dignità di un popolo che
combatte ancora tra le tradizioni e i comfort occidentali (a proposito
non capivo il perché dei pali della luce).
Ripensando al mio viaggio penso proprio che ricorderò questi
giorni come qualcosa di molto rilassante, di riappacificante verso le
meraviglie silenziose della natura.
Al ritorno dalle isole ho
deciso di fermarmi direttamente al terminal per acquistare i biglietti
per Cusco (o Qoso, l’ombelico tradotto dal Quecha, la città
del mito incaico), con la compagnia Power per 15 soles, partenza 9.30
e 6 ore di viaggio.
Sono di nuovo a Puno per
cena, ora che ho avuto modo di girare per la cittadina con calma, ho
potuto scoprire altri ristoranti diversi dalle solite pizzerie, in uno
di questi l’Ukuku’s di jr. Lima 332, ho cenato con un menù
fisso a 12 soles e conosciuto una ragazza francese che vive nella parte
amazzonica del Perù da diversi mesi.
Abbiamo chiacchierato della situazione sociale fuori dalle tratte turistiche,
e ho scoperto (ma lo immaginavo) che la guerriglia di Sendero Luminoso
è ancora attiva nel paese, che è controllato in buona
parte dai trafficanti di droga che sono (probabilmente) complici di
quel personaggio ambiguo che è stato Montesinos… il quale
sta addirittura per ricevere un’amnistia per i reati che ha compiuto
negli anni del regime Fujimori …
Cusco, ultima
parte del viaggio.
Alloggio all’Hospedaje Mileniun in Avenida Garcilasio (tel. 084-22424),
un posto carino e pulito, anche se dista dal centro 10 minuti a piedi
(qui per 20 soles, 6 USD ho un bagno privato).
Confrontandomi con altri turisti ho scoperto che, specialmente a Cusco,
gli alloggi recensiti sulla EDT-Lonely Planet hanno lievitato i loro
prezzi, sfruttando la pubblicità gratuita.
Per questo motivo elenco un altro consiglio di viaggio :
Hostal Iquique, in calle Recoleta 574 (tel. 084-225880) 7 USD inclusa
la prima colazione.
I numeri di telefono sono utili, perché chiamando dalla città
da cui si parte (1 sol dalle cabine pubbliche), i proprietari verranno
prendervi al terminal pagando il taxi.
Sono arrivato nella mia stanza
di pomeriggio, ho mollato lo zaino e sono uscito, girando senza mete,
così per orientarmi …scoprendo una città sicuramente
abituata al turismo, ma lo stesso tempo affascinante; ho notato che
tutto quello che ho letto su furti e rapine non credo che risponda a
verità, visto l’alto numero di poliziotti per le strade.
Dopo una buona dormita mi
sento pronto per conoscere quello che resta della culla della civiltà
incaica … ho deciso che oggi organizzerò la visita alla
Valle Sagrada e al Machu Picchu senza le agenzie … un fai da te
insomma …
Per prima cosa mi sono procurato il Boleto Turistico (10 USD) e mi sono
informato per acquistare il biglietto d’ingresso per il Machu
Picchu, in modo da poter arrivare molto presto la mattina e non rimanere
fuori in attesa che apra la biglietteria.
L’unico posto a Cusco che vende il tagliando è l’Istituto
Nacional de Cultura in calle San Bernardo; qui mi hanno fatto storie,
perché mi hanno chiesto di esibire il biglietto del treno turistico
(!!), solo dopo cortesi insistenze, me lo hanno rilasciato … già
timbrato con una data (per cui è da acquistare solo se si è
certi di arrivare quel giorno, visto che si tratta di 20 USD)
Punto due, ho voluto informarmi per arrivare in maniera economica ad
Aguas Calientes; con i mezzi pubblici si deve fare tappa ad Ollantaytambo
(da dove parte il trenino locale) e prima ancora ad Urubamba.
Questo mi permette di sottolineare un errore della EDT … il terminal
dei bus per Urubamba è in calle Poputi, una traversa di Av. della
Cultura (nella zona di av Garcilasio); i bus partono molto frequentemente
e costano 3 soles per 1h e 40min di viaggio.
Ho deciso che partirò
domani per qualche giorno nella Valle Sagrada, intanto comincerò
a conoscere Cusco; sono rimasto estasiato dal museo di Q’orinkacha
e da quello che rimane (sotto il convento di Santo Domingo) delle sua
mura … l’energia che si respira qui se si cerca di immaginare
come doveva essere questo luogo in origine è enorme.
La potenza di questo popolo è pienamente dimostrata dalla maestosità
di questo enorme tempio … la stessa sensazione di potenza l’ho
respirata solo ad Angkor in Cambogia o camminando per Roma.
L’ingresso a S.Domingo non è incluso nel Boleto Turistico
(costa 4 soles, poco più che 1 USD); sulla porta sono stato avvicinato
da una guida che mi ha accompagnato nella visita, e mi ha fatto scoprire
particolari che sui libri non sempre si trovano:
Nella Pinacoteca ci sono dei quadri della scuola cuzquena in cui i santi
sono disegnati con la guancia sinistra rigonfia (come le statuine inca),
perché intenti a masticare la coca …
La Madonna è spesso rappresentata in modo da ricordare la forma
di una montagna, la Pachamama incaica …
El Senor de los Temblores, simbolo cattolico di Cusco indossa la tipica
vestaglia inca, non il solito indumento con cui siamo abituati nelle
raffigurazioni delle nostre chiese cattoliche …
Il più piccolo pezzo di muro di tutto il tempio (nella stanza
dedicata al dio Arcobaleno), frutto di un errore di costruzione …
La giornata è filata
via tra visite a chiese e musei … ora sono a tavola in un ristorante
in calle Triunfo 350, menu a 10 soles per una cena discreta (compresa
di pisco sour); oggi ho pranzato a base di chicharrones in uno dei localini
in Pampa del Castillo, veramente buono, anche se non perfettamente a
rispetto di tutte le norme igieniche. Sono curioso di provare il cuy,
anche se qui nei pressi di plaza de Armas mi chiedono dei prezzi esagerati.
Questa mattina sento i brividi
di tensione e di emozione, mi sono svegliato molto presto e ho camminato
verso calle Poputi; ho viaggiato su un microbus strapieno di gente e
di bagagli, ci sono altri quattro turisti sul mezzo, e la cosa mi rassicura,
in quanto penso che perlomeno non sto sbagliando strada; siamo passati
per Pisac dopo 50 minuti e loro quattro sono scesi.
Il viaggio è filato liscio tanto ero assorto dal panorama che
avevo attorno: fuori il rio Urubamaba che attraversa quei luoghi un
tempo abitati da una civiltà ormai remota e dentro il pulmino
una calca incredibile di persone impegnate nella routine quotidiana
… e io in mezzo a questo quadretto quasi mi sento invisibile.
Come previsto dopo un 1h e 40 min., siamo arrivati ad Urubamba, dove
avrei dovuto cercare un mezzo per proseguire.
Neanche mi stessero aspettando, è bastato pronunciare una volta
la mia destinazione che una persona mi ha accompagnato verso un microbus,
dove a mio giudizio non c’era più posto; questo era almeno
quello che pensavo, visto che io ho completato il numero di passeggeri
per permettere la corsa.
Il tragitto verso Ollantaytambo è servito benissimo (le corse
sono molto frequenti di giorno, fino alle 19 circa) ed in maniera economica
(1 sol) dai bus collettivi, che lo coprono in soli 20 minuti.
Dal centro del paese (e dalle interessantissime rovine, sembra incredibile
immaginare a come gli Inca abbiano potuto rubare roccia alla montagna)
ho raggiunto dopo una breve camminata la stazione dei treni per Aguas
Calientes.
La biglietteria e' aperta
nei seguenti orari :
6.30 - 10.30
14.30 - 15.30
17.00 - 20.00 (in questo orario c'e' coda)
Il biglietto più conveniente costa 10 USD per il treno che parte
alle 20.00, e non è possibile da questa stazione acquistare il
biglietto economico per il ritorno… stranamente lo si può
fare per quelli più costosi.
E’ pomeriggio e mi
trovo ad attendere il treno serale in compagnia dei viaggiatori (una
cinquantina in questo periodo) che hanno scelto questa soluzione; Ollantay
non offre granchè, ci sono alcuni ristoranti economici in piazza
oltre che qualche hostal.
Dopo aver gironzolato per il paese, che tra l’altro è veramente
grazioso, mi trovo seduto ad un tavolo di un bar, con il mio immancabile
mate de coca a programmare le prossime giornate.
Stanotte sarò ad Aguas Calientes, spero di trovare in fretta
un alloggio in modo da poter partire presto, prima dell’alba verso
il Machu Picchu.
Non so dove passerò la notte di domani, forse ancora ad Aguas
Calientes, se la riterrò interessante o se farò tardi
alle rovine, oppure scenderò ancora qui ad Ollantaytambo, dove
intanto mi sono informato sui prezzi degli unici due alberghi aperti
(siamo al 14 di settembre e il calo del numero dei turisti è
impressionante, per fortuna): Hospedaje Los Andes (di fronte al tetro
hostal Miranda) 40 e 25 soles per una doppia con o senza bagno in camera
(la metà per la singola) e un nuovo albergo a 3 stelle proprio
di fianco, in cui non sono entrato ad informarmi sui prezzi, dato che
a prima vista l’ho ritenuto fuori dal mio budget.
Ho anche pensato che probabilmente, con un certo sforzo, potrei arrivare
già domani sera ad Urubamba se non addirittura a Pisac.
In questo modo, oltre che
chiacchierando con qualche viaggiatore si raggiungono le 20.00, ora
in cui stanchissimo mi trovo sul treno (più) economico per Aguas
Calientes; per gli stranieri è riservata una carrozza (quindi
i posti non sono tantissimi), mentre il resto del treno è per
i pendolari peruviani che tornano a casa.
Alle 21.40 (in perfetto orario) si arriva a destinazione, dove si viene
assaliti dai procacciatori di clienti (qui veramente tanti); io ho fatto
da me e sono arrivato all’ Hospedaje Las Bromelias, adiacente
a Plaza de Armas, in cui le stanze sono spartanissime (oltre al letto
ci sta una persona in piedi) e una notte costa 15 soles.
Ho accettato, visto che comunque ho in previsione di rimanerci poche
ore, dopodiché ho raccolto le ultime energie, ho posato lo zaino
e sono uscito 10 minuti per orientarmi e per capire dove sono gli autobus
e la strada per Machu Picchu.
Il primo bus parte alle 6.30, secondo me tardi se si vuole godere l'alba
alle rovine, quindi ho deciso di puntare la sveglia alle 4.30 e provare
a salire a piedi.
La notte è passata
velocemente e ancora più animatamente ora sto risalendo la montagna,
cercando di anticipare i raggi del sole; il percorso e' faticoso ma
non impossibile (il sentiero e' indicato benissimo e con una buona andatura
ci si impiega poco più di un’ora) ma in questo modo si
arriva al Machu Picchu alle 6 e si gode uno spettacolo mozzafiato !!!
Eravamo in pochi (solo chi sceglie di salire a piedi e i reduci dall’Inca
Trail) a gustarci in doveroso silenzio l’alba e l’energia
emessa da un luogo tanto particolare … non voglio aggiungere altro
perché sono convinto che ognuno debba trovare il proprio angolo
magico.
Non mi sento di affermare
che la mia scelta per arrivare alla cittadella sia la migliore, probabilmente
il Cammino Inca è più suggestivo (e molto più costoso),
probabilmente è possibile gustarsi il sito anche salendo poco
più tardi con l’autobus, pagando 5 dollari per la sola
andata, ma sicuramente mi sento di sconsigliare la visita in giornata
con il trenino turistico appoggiandosi ad un’agenzia.
Quest’ultima soluzione è costosa, si arriva alle rovine
alle 11 insieme alla bolgia dei turisti in pantaloni bianchi e scarpe
di cuoio (!!!), si scende prima delle 14, perché il pranzo è
compreso nell’escursione, e si visita in maniera frettolosa (e
senza apprezzarne il valore) la cittadella, bivaccando all’ombra
dopo venti minuti per il caldo, chiedendosi perché si è
speso così tanto per vedere quattro sassi … sì,
purtroppo questo è lo spettacolo osceno del turismo mordi e fuggi,
offerto dal Machu Picchu all’orario di punta …
Sono ridisceso ancora a piedi
e ora mi trovo alla biglietteria di Aguas Calientes per il treno del
ritorno; purtroppo le sorprese non mancano …
La biglietteria e' aperta in maniera continuata (tranne un'ora a pranzo)
dalle 6 alle 17 (in questo periodo non serve affidare ad un incaricato
dell'albergo l'acquisto del tagliando) e il costo per tornare a Ollantaytambo
è
27 USD per il treno delle 13.30,
20 USD per quello delle 17.20 e
10 USD per quello delle 6.00 del giorno dopo.
Ho scelto di essere a Pisac
questa sera, per cui ho preso quello delle 13.30, che mi ha permesso
di percorrere il tragitto di ieri a ritroso, con gli stessi mezzi, fino
a destinazione.
Pisac è famosa per
il mercato, ma tranne che nel periodo di massimo afflusso (luglio e
agosto), il paese di sera regala la sua vera anima sonnolente.
Ho trovato un solo albergo aperto (!) che raccoglieva gli unici 8 turisti,
l'Hospedaje Kinsa Ccocha in Plaza de Armas, che offre delle camere pulite
e spaziose nel retro del negozio (entrata da calle Arequipa ad una quadra
dalla piazza), con bagno in comune (l’acqua è fredda) a
15 soles.
Anche per la cena ci sono dei problemi: tutti i ristoranti della piazza
chiudono quando le bancarelle vengono smontate, per cui se non si “prenota”
la cena al Kinsa Ccocha si è costretti ad andare fino a uno dei
locali sulla via principale del paese, vicino al ponte; io ho provato
i chicharrones de troucha al Ristorante Sagrado de Los Incas per 18
soles.
Non sono deluso da questa
situazione, anzi sono contento di aver visto la vera Pisac, non quella
costruita ad arte per i turisti nei giorni di mercato (domenica, martedì
e giovedì, o tutti i giorni ad agosto), non quella invasa dai
pullman granturismo che scaricano gringos che comprano a più
non posso (la merce è più costosa rispetto a Cusco), ma
quella pacifica e tranquilla in cui il pomeriggio si sonnecchia al bar
sorseggiando il rigenerante mate de coca.
Più che per il mercato,
sono attratto dalle rovine, per cui (sempre molto presto) mi sono avventurato
per il sentiero a piedi verso la collina che domina il paese; il percorso
è semplice, almeno molto più facile rispetto a quello
per il Machu Picchu, inoltre in questo modo si scoprono le rovine un
po’ alla volta e si rimane affascinati nello scoprire dietro ogni
angolo una costruzione diversa, realizzata tra dei terrazzamenti imponenti,
le cui linee sembrano dei armoniosi disegni scavati tra le asperità
della montagna.
La breve avventura nella
Valle Sagrada sta giungendo al termine, domani sarò di nuovo
sul bus collettivo direzione Cusco, scenderò a Tambo Macay e
percorrerò a piedi la distanza verso la città, fermandomi
a visitare le rovine lungo il tragitto che dominano la città.
Per ora mi sto godendo la stellata seduto nel cortile dell’Hospedaje
ripensando al modo in cui ho organizzato (o meglio disorganizzato) questi
ultimi tre giorni : mi sono mosso con i mezzi che incontravo, ho cambiato
l'itinerario di volta in volta così come veniva, mi sono adattato
alle situazioni che mi capitavano, trovando sempre l’aspetto positivo
delle cose, mi sono sentito libero e ho gustato ogni momento della giornata
… credo che l’avventura nella Valle Sagrada possa riassumere
il significato di questo mio primo viaggio in solitaria.
Questa serata a Pisac mi
ha regalato comunque un’altra sorpresa : sono convinto che quando
si cerca una cosa con tutto se stessi, poi accade ... la prima sera
ho chiesto alla signora che mi ospitava dove potevo trovare il Cuy,
e lei mi ha detto che me lo avrebbe preparato per il giorno successivo
... 15 soles per un Cuy e patate al forno ... non c’è dubbio
che la carne è buona, bisogna solo essere preparati al fatto
che viene servito intero, compreso di testa, zampe, artigli ed interiora
…
Cusco ultimi
due giorni.
Ormai ho completato la visita delle chiese e dei monumenti della città,
nel mio diario segnalo solo alcuni ristoranti :
Ristorante Chicharroneria Yoli, in calle Teatro 352 (di fronte al Colegio
Nacional Educandes) a pranzo offre un buon Adobo a 7,5 soles;
Nella via pedonale Procuradores ci sono diversi ristoranti, dove si
radunano la maggior parte dei turisti, nei quali si può cenare
con menù a prezzi fissi a 13 soles, anche se nei periodi di minor
afflusso i prezzi scendono a 10 soles, incluso un pisco sour “di
cortesia”.
Ormai è ora di tornare,
ho prenotato un volo interno per Lima, cercando tra quelli più
economici e spendendo 69 dollari, partirò domani mattina all’alba
e avrò la giornata libera da passare nella capitale, visto che
il mio volo dell’Iberia parte in serata (a proposito chi ha un
volo Iberia, a Cusco puo' confermare la prenotazione gratuitamente andando
all’agenzia Pisonay di Calle Santa Catelina).
Lima ultimo
giorno.
Volo interno, una sola raccomandazione, Attenti al Talloncino : al check-in
a Cusco, l’impiegata ha applicato un talloncino color oro sul
mio biglietto, su cui stava scritto un numero al momento insignificante
… bene quel codice è il numero di volo su cui verrà
caricato il bagaglio… cioè, per un motivo imprecisato l’impiegata
ha deciso che il mio (e quello di altri viaggiatori) zaino venisse caricato
sull’aereo successivo (quello segnato appunto sul talloncino oro)
!!!
In questi casi, bisogna prendere la cosa con filosofia sudamericana
e aspettare …
Lima prima
dell’imbarco.
E' stato il mio primo viaggio in solitaria e (anche) per questo avevo
scelto un paese in cui la lingua assomigliasse alla mia ... e' nato
tra mille problemi e preoccupazioni ... la bomba all'ambasciata USA
di qualche mese fa, lo stato di emergenza di giugno, l'inverno freddissimo
di luglio ... con uno stato d'animo molto preoccupato sono partito ....
E invece ora posso dire di
aver portato a casa ricordi bellissimi, ho conosciuto persone meravigliose,
ho vissuto paesaggi incredibili e anche se per poco ho cominciato a
conoscere questo splendido paese ... non voglio approfondire, ognuno
lo viva a suo modo il Perù, voglio solo raccontare la mia ultima
giornata a Lima ... potrà, forse, essere utile ...
Ho lasciato i bagagli (quando
sono arrivati) al deposito (10,5 soles o 3 USD) e sono uscito dall'aeroporto
(seguendo le indicazioni della EDT/Lonely Planet) e ho preso un taxi
per strada, verificando che si risparmia tantissimo (contrattando):
io mi sono fatto portare al museo de Oro per 20 soles.
Finito di visitare il museo
(25 soles o 7 USD), sentivo che dovevo combattere le mia paure su Lima,
non volevo tornare pensando che fosse una città in cui si viene
rapinati appena si mette piede in strada ... così ho chiesto
indicazioni alla commessa de La Casa de la Empanada (all’incrocio
tra Sta Elena Norte e Av Primavera).
Usciti dal museo, si percorre AV Sta Elena Norte verso AV Primavera,
si attraversa la piazzetta prendendo calle Cayalta, dopo 2 quadre si
incrocia la AV Encalada; qui passano i bus che per 1 sol portano a Miraflores,
percorrendo tutta la AV Benavides.
Io ho superato le mie paure e sul pulmino mi sono reso conto che non
mi avrebbe fatto del male nessuno, che a Lima ci vivono persone normali
e i delinquenti ci sono, ma come in tutte le città del mondo
... e pensare che sono partito dall'Italia pieno di timori e paure per
quello che ho letto... può succedere ma non e' legge ...
Per finire ... sono
sceso a AV Larco e mi sono diretto verso il lungomare per ammirare l'Oceano
... lo spettacolo era suggestivo, ma ero deluso perché mi trovavo
su uno strapiombo e il mare era li' a 100 metri, ma irraggiungibile
... camminavo senza meta, quando sul ponte sopra la diagonal (di fianco
al parco dell'amore) ho visto una scaletta pedonale che scendeva verso
la spiaggia ... sono stati solo 20 minuti, però toccare il Pacifico
penso che sia stata la giusta conclusione di questo indimenticabile
viaggio !!!!!