VIAGGIO
IN NORMANDIA E BRETAGNA
Categoria:
Racconti di Viaggio
Viaggiatori-Autori: Maurizio
Turco
Sito Web: www.dimensioneavventura.org
Numero di giorni: 20
Costo totale del viaggio: 1500 euro a testa
Periodo: Luglio 2004
Trasporti: via terra
Documenti: Carta d'Identità
Sistemazione: Campeggio
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Scoprire la Normandia e la Bretagna vuol dire intraprendere un viaggio
nel tempo, sulla terra dove sbarcarono i Vichinghi nel X secolo, venendo
a contatto con le loro fiere tradizioni, le loro immense campagne verdi
a perdita d’occhio e le loro fitte foreste. Normandia, inoltre,
è anche sinonimo di “Sbarco” legato a quel tragico
e storico D-Day della II Guerra Mondiale, ossia all’invasione
via mare delle truppe Alleate che prese il via proprio su queste nordiche
spiagge. La Bretagna, invece, è il paese del mare e dei boschi,
immersa in scenari idilliaci dove, incastonati come gioielli, si possono
visitare moltissimi siti archeologici millenari.
Il nostro viaggio prende il via nella meravigliosa ed incantevole cittadina
di Chamonix, subito dopo aver superato il traforo del Monte Bianco,
uno dei maggiori centri alpini della Francia e luogo ideale per trascorrere
delle tranquille e rilassanti vacanze lontane dal vorticoso mondo delle
nostre città. Ci immergiamo nel suo verde dirompente, passeggiando
nei boschi del fondo valle e pedalando in Mountain bike sugli impervi
sentieri che si snodano fra gole e ruscelli. Riguardo i luoghi naturalistici
da visitare, c’è veramente l’imbarazzo della scelta.
Non ci facciamo sfuggire la traversata del monte Bianco in funivia,
la più lunga del mondo. Il primo tratto ci conduce fino a 2310
metri per poi arrivare fino all’Aiguille du Midi m 3842 dove possiamo
godere di un panorama stupendo a 360° che spazia dal Mont-Blanc
du Tacul (4228 mt) al Mont Maudit (4465 mt) ed alla cime del Monte Bianco
(4807 mt). Successivamente, presi dalla maestosità del luogo,
facciamo un’escursione ai piedi del Mar de Glaces, un ghiacciaio
lungo 14 km, usufruendo di un curioso trenino a cremagliera che ci permette
anche di visitare un caratteristico Museo Alpino, situato a 1840 mt.
Passiamo il resto del soggiorno a Chamonix, visitando il suo incantevole
centro dall’aria tirolese, la cui piazzetta principale presenta
una bellissima chiesa settecentesca ed il monumento a Balmat che nel
1786 compi per primo, insieme a Paccard, l’ascensione al Monte
Bianco.
A malincuore ci distacchiamo da questo luogo paradisiaco ma il nostro
itinerario prosegue oltre, in direzione della lontana Parigi prevedendo
come sosta, invece che la capitale francese, la mitica Versailles. Qui
facciamo una approfondita visita alla famosa Reggia, mossi dalla curiosità
verso quella grandiosità e maestosità architettale conosciuta
solamente sui banchi di scuola e tanto decantata. Il cancello d’onore,
il Salone di Diana, il Salone dell’Abbondanza dove venivano accolti
gli artisti, la Camera della Regina, sono tutte meraviglie che fanno
parte di questo meraviglioso Castello e strettamente legate alla storia
francese dei suoi Re e Regine. Riprendiamo il nostro cammino in direzione
di Rouen, luogo famoso per il rogo di Giovanna d’Arco e per essere
la città del famoso Flaubert, lo scrittore francese del romanzo
“Madame Bovary”. Viaggiando sempre su stradine secondare
e lontani dal traffico caotico dei grandi centri urbani, attraversiamo
verdissime praterie che sembrano dipinte su enormi tele, punteggiate
da bellissime Abbazie secolari ed affiancate dal corso lento e sornione
della Senna che, tra l’altro, attraversiamo molte volte usufruendo
di caratteristici ponti ricchi di storia. Non ci lasciamo sfuggire la
visita all’Abbazia di St. Georges, con il suo imponente torrione
di difesa e le sue torri gotiche, incastonate nel verde dei giardini
sottostanti. Approfittiamo dell’enorme piazzale a disposizione
per passare la notte all’interno della nostra caravan, immersi
in canti di uccelli e sotto il fresco offerto da alberi secolari. Il
giorno dopo facciamo tappa presso l’incantevole porticciolo di
Honfleur, tipico villaggio fiabesco. Il suo centro è un dedalo
di viuzze racchiuse fra case strette le une alle altre, costruite in
ardesia, dove è dolce passeggiare osservando gli esercizi architettonici
degli edifici. Il suo porticciolo è un trionfo di barche da diporto
e piccoli pescherecci, che ogni giorno rientrano al calar del sole.
C’è un formidabile gioco di colori che rende il paese molto
caratteristico ed unico nel suo genere. Forse proprio a causa di questa
sua unicità che è stata, da sempre, considerata il luogo
di ritrovo per gli artisti, specialmente nei secoli passati.
Passata Honfleur si entra ufficialmente in Normandia, viaggiando sempre
fra verdi vallate divise fra loro con lunghi filari d’alberi o
fitte siepi, metodo tipico del luogo per delimitare le proprietà.
Passiamo a D’ues sur Mer per secoli considerato porto sicuro ma
ormai completamente insabbiato e subito dopo incontriamo Cabourg, antica
stazione balneare della “Belle Epoque” ma ancora oggi molto
apprezzata dai vacanzieri francesi. Questo tratto di costa, è
anche famosa per lo sbarco avvenuto nella II Guerra Mondiale da parte
dei soldati alleati e da dove è partita la lenta liberazione
dell’Europa dal dominio nazista. Per questo motivo s’incontrano
molti musei, grandi e piccoli, intitolati alla Grande Guerra, ma vale
la pena visitare quello che si ritiene il principale e situato direttamente
sulle spiagge interessate all’azione: Arromanches. Arriviamo presso
questo piccolo villaggio dall’alto della sua scogliera, da dove
possiamo ammirare chiaramente quello che resta dell’imponente
porto artificiale edificato dagli Alleati, per permettere ed attuare
lo sbarco di migliaia di mezzi pesanti e di soldati. Questo porto era
formato da centinaia di enormi piattaforme galleggianti, ancorate ed
unite fra loro, per formare una vera e propria via di sbarco veloce.
Si apprende appieno l’enorme sforzo ingegnieristico ed umano dell’opera,
visitando il Museo dello Sbarco che mostra grandi plastici unitamente
a fotografie e filmati d’epoca inerenti la grande azione militare.
Passeggiamo lungo l’enorme spiaggia, resa ancor più' grande
dalla complicità del mare che si ritira per diversi chilometri
seguendo orari ben precisi e dettati dal flusso delle maree, visitando
i resti dell’enormi e vecchie piattaforme belliche staccatesi
dall’ancoraggio sul fondo ed ormai arenate, godendo di un magnifico
tramonto da cartolina. Il giorno dopo riprendiamo l’itinerario
passando per la spettacolare Roche D’otre, uno scorcio di paradiso
in terra, una voragine profonda più di 120 mt che accudisce,
sul suo fondo, un ruscello coperto da una vegetazione fittissima, ed
attraversando la città castello di Domfront costruita sul granito
e ricca di palazzi settecenteschi, per arrivare a fine tappa presso
il mitico Le Mont St.Michel.
Passiamo la notte sostando sul piazzale adiacente all’entrata
e dedichiamo tutta la mattinata del giorno dopo alla sua visita di rito.
Entriamo da una grande porta lignea, a livello del mare , e notiamo
subito che il primo tratto del percorso interno è affollato da
una miriade di negozi di souvenir, bar e bazar. Lo choc è forte
ed assimilabile allo scenario che si presenta al visitatore che entra
a S.Marino, ma superati i primi 100 mt si inizia a godere della magnificenza
del luogo e della sua architettura di pietra antica. Arrivati quasi
in cima al percorso, si entra nella parte alta del complesso attraverso
una porticina tagliata a misura d’uomo, come ultima difesa da
antichi invasori, oltre la quale inizia la visita al complesso del Monastero.
Indubbiamente il luogo più spettacolare risulta l’alto
chiostro, considerato dagli antichi monaci come loro punto di meditazione
e preghiera. Da questa posizione si gode di un panorama sconcertante
sul mare che circonda il Monastero, arricchito dall’affascinante
fenomeno delle frequenti alte e basse maree. Lasciamo St.Michel per
proseguire alla volta di St.Malo, antica città corsara che, con
le sue splendide mura di cinta, ci offre l’entrata ufficiale in
Bretagna, con le vaste campagne verso Est e l’immensità
del mare verso Ovest. St.Malo divenne, in antichità ,la roccaforte
del Re di Francia mentre nel 1944 fu presa di mira dai bombardamenti
bellici, fortunatamente non intaccando il suo meraviglioso centro storico,
che offre ancora tutta una serie di edifici settecenteschi e la Cattedrale
di St. Vincent. Ci allontaniamo dal paese passando per il porticciolo
ed attraversando il grande ponte che s’inarca sull’estuario
del fiume Rance, proseguendo sulla costa fino ad incontrare un curioso
cartello che indica una deviazione per “Les Pierres Sonnantes”.
Lo seguiamo arrivando in breve tempo all’interno di un micro-porto,
da dove si distacca un sentierino a ridosso delle sponde del fiume,
che ci conduce, dopo un centinaio di metri, in uno slargo con dei grandi
messi neri. Sono queste le cosiddette “Pietre Sonanti”,
tipo di roccia classificata fra la più dura al mondo, denominate
così perché se colpite con delle schegge della stessa
pietra, producono un suono metallico, chiaro e forte. Fenomeno naturale
molto strano che, personalmente, ritrovai, di eguale entità,
battendo fra loro pietre raccolte sulla collina di Timbain, piccola
altura immersa nel grande mare di dune del Grand Erg Orientale, del
versante tunisino.
Concludiamo la tappa giornaliera sostando presso Cap Frehel, promontorio
a picco sul mare, dove il vento fa da padrone e da dove si può
godere di un panorama fantastico scorgendo, lontane, le isole di Brehat
e di Jersey, la più' grande della Manica. Il giorno dopo ne approfittiamo
per effettuare una bella escursione a piedi, costeggiando la scogliera
ricca di fiori e considerata oasi naturale. Il nostro itinerario prosegue
toccando varie località bretoni e raggiungendo la più
settentrionali di esse: Treguier. Questo caratteristico borgo nasce
a seguito della fondazione del monastero di Val Trecor, nel VI secolo.
Visitiamo la Cattedrale di St. Tugdual, con la sua architettura gotica
e la casa dello scrittore J.E. Renau, ricca di reperti e manoscritti.
Ci addentriamo nella penisola di Crozon, con la sua alta costa rocciosa
che racchiude la baia di Brest e di Douarnenez. Da Brest un traghetto
porta i visitatori a Le Conquiet da dove, con dei piccoli battelli,
si può arrivare a Ile di Molane, nel bel mezzo di un piccolissimo
arcipelago. Da quì, con un po’ di fortuna, si può
usufruire del passaggio di un peschereccio che si dirige verso l’Ile
D’ouessant. Questo tratto di mare è molto insidioso per
via delle forti correnti e del vento costante,, ma vale indubbiamente
la pena di vivere questa piccola avventura per visitare la minuscola
isola lunga circa 8 km e larga poco più di 4 km, posta all’interno
del parco naturale d’Armorique. Gli abitanti dell’isola
vivono una vita a parte, dedita all’allevamento degli ovini ed
alla pesca, alternata alla coltivazione del grano. Un piccolo angolo
di paradiso completamente isolato dalla nostra vita frenetica di tutti
i giorni. Riguadagnata la terra ferma, si prosegue attraversando Pointe
de Penhir adagiata su di un tavolato alto 70 mt a strapiombo sull’Oceano,
da dove si gode do una vista mozzafiato e di una scogliera sempre battuta
da un vento struggente. Avvertiamo emozioni forti immersi in una natura
altrettanto selvaggia ed imponente.
Passiamo la notte presso il grazioso campeggio di Douarnenez, piccolo
villaggio della costa, con un animato porticciolo pieno di piccoli pescherecci
dediti alla pesca delle sardine ed aragoste. Svegliandosi presto la
mattina, possiamo visitare l’affollato mercato del pesce dove
si acquistano delle enormi aragoste e del pesce freschissimo ed invitante.
Il giorno dopo ripartiamo alla volta di Pointe Duraz, ossia la punta
della Cornovaglia che si tende nell’Oceano, e non ci facciamo
sfuggire l’esperienza di toccare il punto più occidentale
d’Europa, proprio dove arrivano i violenti spruzzi di un mare
in continuo ribollio. L’immancabile faro scruta l’immenso
orizzonte e la piccola isola di Sein, mentre un complice sole rosso
fuoco, ci regala un tramonto indimenticabile. Tappa d’obbligo
a Quimper, capitale della Cornovaglia, dove ci lasciano perdere nelle
viuzze del centro storico che ci accoglie con le sue casette perfettamente
conservate ed i suoi negozi che offrono meravigliosi lavori in ceramica.
Si respira un’aria rinascimentale ed ovunque si ode musica celtica,
creando tutt’intorno un’atmosfera da “Hilander”.
L’ultima tappa di questo meraviglioso viaggio la effettuiamo visitando
l’ampia zona archeologica di Carnac, favorendo dei servizi offerti
dall’apposito camping attrezzatissimo. Approfittiamo della visita
archeologica per effettuare a piedi gli spostamenti da un sito ad un
altro, distanti fra loro alcuni chilometri, e visitiamo, per primo,
il lungo allineamento di Menhir di Kerzerho ed il grande monumento circolare
Cromelech di Crucuno, che presenta la caratteristica di avere una pesantissima
copertura sostenuta da 22 menhir, ricca di incisioni ed usata in antichità
come luogo sacro. In ogni caso, il luogo più spettacolare della
zona va identificato nei 1099 menhir disposti in 11 file che si trovano
a Le Menec. Il mistero avvolge questa disposizione ciclopica e molte
sono state le ipotesi degli studiosi che si sono succedute nel tempo,
ma mai nessuna è stata confermata ufficialmente, mentre si spazia
dall’ipotesi di luogo sacro e tempio a quello di enorme cimitero.
Sulla via che ormai volge al termine, non saltiamo la visita alla cittadina
di Vannes ricca di fascino e di edifici molto raffinati, unitamente
ad una passeggiata nel vicino porto di Séné con le sue
abitazioni bretoni costituite da muri bianchi e porte blu.
Ma il tempo è tiranno e dobbiamo, ormai, veramente dirigerci
sulla via del ritorno in Italia. Durante il lungo rientro, ci culliamo
sui ricordi di tutti quei meravigliosi luoghi che abbiamo visitato e
tutte le esperienze vissute immersi in un mondo molto particolare che,
ripensandoci bene, a volte sembrava una perfetta trasposizione nella
realtà, delle famose pagine fumettistiche di Asterix ed Obelix.
Potenza della nostra fantasia o del particolare fascino del mondo Bretone
e Normanno ?
INFORMAZIONI
In Italia ci si può
rivolgere all’ufficio dell’Ente del Turismo Francese, a
Milano in via Larga 7 Tel. 166116216 fx 02 58486221. In Francia si possono
reperire informazioni presso gli Uffici del Turismo, dislocati anche
nei centri più' piccoli. Le carte stradali della Francia sono
molte e di facile reperibilità in qualsiasi libreria. Per i veicoli
a motore, camper e caravan nessun documento di temporanea importazione
è richiesto per l’entrata in Francia. Sono sufficienti
i documenti italiani di circolazione.
DOVE DORMIRE
Chamonix
Hotel Alpina Av. Du Mont Blanc T. 50534777
Rouen
Hotel Viking Meublé 21 quai du havre t. 35703495
Honfleur
Hotel De la Tour Meublé 3 quai Tour t. 31892122
Camping LA Briquire km 3,5 a sud-ovest pr la strada do Pont-l’Eveque
t. 31890852
Le Mont St.Michel
Hotel Du monton blanc t. 33601408
Hotel Duesclin t. 33601410
St.Malo
Hotel Central Grand Rue t. 99408770
Hotel Albatros 1 Pl. Duguesclin t. 99404711
Camping Le Nicet a Paramé km 5 nord est t. 90402632
Treguier
Hotel Aigue Marine 5 Rue M.Berthelot T. 96924939
Douarnenez
Hotel Bretagne 23 Rue Duguay Trouin t. 98923044
Camping Trézulien a Treboul km 3 a ovest t. 98741230
Carnac
Hotel Armoric 53 Av. De la Poste t. 97521347
Camping La Grande Metaire km 2,5 a nord est in riva allo stagno di Kerloquet
t. 97522401
COSA MANGIARE
Le regioni francesi
, con caratteristiche storiche e geografiche molto differenti, offrono
un panorama gastronomico molto articolato. La Normandia ha ottimi formaggi
come il Camembert, il Livarot oltre ai pesci come l’aringa e lo
sgombro. La Bretagna, invece, offre crostacei ed ostriche con l’ottimo
prosciutto e le celebri gallette bretoni, biscotti secchi al burro e
le “crepes dentelles”. Molte sono le salse che accompagnano
i piatti. Il pane è confezionato nei tipici lunghi bastoni denominati
“Flute” e “Baguette” e si fa molto uso di burro
che appare spesso sulla tavola in piccoli contenitori, accanto al pepe
ed al sale.