VIAGGIO
IN EGITTO
Categoria:
Racconti di Viaggio
Viaggiatori-Autori: Michele
e Nunzia
Itinerario: cairo 3 gg+crociera sul nilo 3 gg.+luxor
2 gg.
Costo: circa 2500 ? totali (volo,alloggio,cibo,e tutte
le altre spese) in 2, con francorosso
Periodo: 12-19 luglio 2004
Compagnia aerea: egyptair con arrivo e partenza da
verona
Documenti: carta d'identità valida per l'espatrio
o passaporto (noi avvevamo questo)
Sistemazione: hotel conrad al cairo + motonave + hotel
le meridien a luxor
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del paese!
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Il nostro viaggio
nel mito e nella storia di questa terra leggendaria è stata un’esperienza
unica e fantastica. Trovarsi a stretto contatto con la storia, non solo
egiziana, ma dell’umanità intera, è stato quando
di più emozionante e meraviglioso avessi potuto sperare di vivere
in un viaggio. Una settimana, quella trascorsa sulle sponde del Nilo,
che, ancora oggi a distanza di tempo, faccio fatica a non pensare in
continuazione.
Col mio racconto spero di farvi venire voglia di visitare questa terra
grandiosa, ricca di una storia millenaria, ma anche di elementi naturali
molto forti, come l’immensità del deserto, o la possanza
del Nilo.
Ovviamente il viaggio in Egitto non può non partire dalla sua
capitale, Il Cairo, metropoli di circa 17 milioni di abitanti, dove
anche attraversare la strada diventa un impresa “faraonica”(tanto
per rimanere in tema). La città, fondata dai Fatimidi, è
la più grande città africana; al suo interno convivono
grattacieli lussuosissimi, con abitazioni (parola non propriamente corretta
per queste strutture) in cui riesce difficile potersi immaginare persone
che vi abitino, come nella “Città dei morti”, un
antico cimitero, ora trasformato nella residenza di tanti senza tetto.
Già all’arrivo all’aeroporto ho un piccolo assaggio
della cultura locale: un “simpatico” ragazzo mi aiuta a
prendere la mia valigia dal nastro che trasporta i bagagli, e poi molto
cortesemente mi chiede il bakscisc, la mancia, prima ed unica parola
egiziana che ho imparato, visto che è usata tantissimo!!
Il Cairo offre tanto da vedere: con la foto del presidente Hosni Mubarak
praticamente ovunque, la prima tappa da fare è la Cittadella,
la fortezza fatta costruire dal “feroce” (almeno per i crociati)
Saladino per difendersi dall’invasione degli europei, intorno
al 1176. Al suo interno è possibile ammirare la bella moschea
di Mohammed Alì, sultano ottomano che la fece costruire nel 1870,
dove nel suo cortile si trovo l’orologio donatogli da Luigi Filippo
re di Francia. Importante: nelle moschee si entra scalzi, e con un abbigliamento
casto (alle donne troppo scoperte, almeno per loro, viene dato un telo
da indossare prima di entrare nella moschea); le foto e le riprese si
possono fare tranquillamente, tranne, ovviamente, durante le preghiere.
Sempre nella cittadella si trova la moschea An Nasr, con la sua cupola
in smalto verde. Nel complesso sono presenti anche il museo della polizia
e il museo dell’esercito. Dalla Cittadella si gode di una spettacolare
visuale della città, con in lontananza Giza con le sue piramidi.
All’esterno è inevitabile essere assaliti da venditori,
spesso bambini, che vendono cartoline de Il Cairo, segnalibri con l’alfabeto
tradotto in geroglifico o qualche imitazione di papiro. Vale la pena
farci l'abitudine: è una costante che accompagna il viaggiatore
durante la sua permanenza in Egitto. La seconda tappa del nostro tour
nell’antica El-Qahira (“la Vittoriosa”, questo era
il primo nome dell’odierno Cairo), passa necessariamente per le
variopinte e caotiche vie del grandissimo mercato di Khan el-Khalili
, uno dei più importanti di tutto il Medio Oriente.
Ottimo per chi vuole portarsi a casa qualche oggetto tipico (tappeti,
oggetti in rame, legno o cuoio, ecc.), ma anche per chi vuole solamente
vivere la vera atmosfera orientale. Il mercato è enorme e caotico,
pieno di turisti e venditori, pronti a tutto per farti vedere la loro
mercanzia. Ricordate sempre: chi va in Egitto non deve mai essere sprovvisto
di …tanta pazienza!! Si, perché anche acquistare un semplice
prodotto diventa una gran faticata, per il semplice motivo che bisogna
contrattare, sempre!! Difatti, il primo prezzo che il venditore chiede
per il suo prodotto e sempre, circa il 50% superiore al prezzo effettivo
(se non di più). Ma, d'altronde, anche questo è Egitto.
Come vedere gli uomini riuniti nei tanti bar a fumare il narghilè
o a sorseggiare un bicchiere di tè o carcadè (bevanda
buonissima, che è un infuso di fiori di ibisco, e che può
essere bevuta fredda o calda). O come ascoltare il richiamo del muezzin
che invita i fedeli alla preghiera 5 volte al giorno. Il caldo è
un’altra componente essenziale di questa terra: la temperatura
raggiunge livelli incredibili per noi, ma nonostante ciò, si
sopporta meglio, che una giornata d’agosto a Roma o Milano. Fin
qui si è visto l’Egitto odierno, quello dei vicoli, dei
bar, delle moschee, ecc. Ma ora tocca all’Egitto più conosciuto
e leggendario, che ha incantato intere generazioni di viaggiatori da
circa 7 mila anni, l’Egitto dei Faraoni. Per farsi un’idea
dello splendore di questa antica civiltà basta fare una visita
al Museo Egizio, dove sono contenuti la bellezza di 120000 reperti storici
di inestimabile valore (a questi vanno aggiunti quelli non esposti).
Inutile che mi dilunghi sui tanti tesori contenuti al suo interno, sarebbe
troppo lungo, ma voglio solo ricordare che è qui che è
contenuto il tesoro dell’imperatore Tutankhamon , la cui celebre
maschera d’oro è forse il simbolo dello splendore dei faraoni
egizi.
A questo punto arriva il momento più atteso dal turista in Egitto,
forse l’attrazione principale di questa terra, ovvero la visita
alla piana di Giza, dove inizia il Sahara, e dove si trovano le tre
Piramidi (quella di Cheope, quella di Chefren, e quella di Micerino)
e la celebre Sfinge. L’ingresso al sito è a pagamento,
così come anche l’ingresso nelle piramidi (dimenticavo:
un euro vale circa 7 lire egiziane, e l’Egitto oltre alla sua
enorme bellezza , è per noi italiani anche una meta economica).
Nella piramide più grande (Cheope) sono disponibili 150 biglietti
al mattino e 150 al pomeriggio, quindi meglio andare presto al mattino,
anche se la maggior parte dei biglietti se li accaparrano i tour operator.
L’ingresso in quella di Macerino (la più piccola) non ha,
invece, alcuna limitazione. Un avviso: all’interno le piramidi
sono vuote (gli oggetti sono al museo egizio, o nelle mani dei ladri
che nel corso dei secoli anno saccheggiato questo, come altri monumenti
egizi), quindi non aspettatevi di trovare né mummie, né
altro. La discesa all’interno della piramide avviene attraverso
un cunicolo stretto e ripido, in cui bisogna stare attenti dove si mettono
i piedi. Di fianco alla piramide di Cheope c’è il museo
della Barca Solare, dove è stata ricostruita per intero la barca
con cui l’anima del faraone defunto potesse navigare verso l’aldilà.
La Sfinge si trova di fronte alla piramide di Chefren, e forse, fu proprio
il figlio di Cheope che ne ordinò la costruzione. Figura leggendaria,
e anche misteriosa, capace di incutere paura negli uomini per secoli
(gli arabi la chiamavano “il padre del terrore”), sembra
essere a guardia delle piramidi e dei suoi segreti. Bellissima la vista
d’insieme di tutto il sito, anche se, ovviamente pure lì
c’è pieno di venditori di copricapo e cartoline, che magari
si fanno fotografare dolcemente e che altrettanto dolcemente ti invitano
a dargli il bakscisc!! Un consiglio: la sera si tiene qui lo spettacolo
suoni e luci, turistico, si, ma anche molto suggestivo, dove si racconta
la storia del sito (in varie lingue, a seconda dell’orario), creando
con delle luci, un effetto in cui la Sfinge sembra prendere vita; le
musiche ricche d’atmosfera ed il deserto di notte fanno il resto.
A circa 25 km dal Cairo, si trova il sito di Saqqara. La sua fama è
dovuta al fatto che è qui che il faraone Zoser fece edificare
la celebre Piramide a gradoni, progettata dal suo visir Imhotep, che
è il primo esempio di piramide. Nei dintorni di Saqqara, non
si può non visitare l’antica capitale, Menfi, anche se
rimane poco del suo glorioso passato, ovvero solo alcune statue, tra
cui spiccano per splendore la Sfinge d’alabastro, e il colosso
di Ramses II, entrambi contenuti nel museo all’aperto.
Un’altra città che, come Il Cairo, ha avuto un ricco passato
(anche se oggi le 2 città non sono paragonabili, visto che la
capitale è una vera e propria megalopoli) è Luxor, l’antica
Tebe. Situata anch’essa lungo il fiume Nilo, questa città
è stata un tempo capitale dell’impero egiziano, mentre
oggi, al suo interno vi sono testimonianze di livello assoluto sul passato
dei faraoni in questa terra. Tanti sono i monumenti che si trovano a
Luxor e dintorni; questo è solo un semplice elenco, visto che
per le descrizioni dettagliate, su qualsiasi guida turistica o libro
di storia possono trovare: i templi di Karnak e Luxor (in cui si vede
l’opera di più faraoni), la valle dei Re e delle Regine
(dove si trovano le tombe dei vari faraoni e delle loro regine, fra
cui spicca quella di Tutankhamon, l’unica trovata interamente
intatta), il tempio della regina Hatshepsut (veramente spettacolare,
costruito nella montagna, ma che è interamente costruito), ed
i celebri colossi di Memnone.
Una piccola curiosità: prima di recarsi a visitare la valle dei
Re (dimenticavo: portate un copricapo e una bottiglia d’acqua
sempre con voi, specie nelle ore più calde), e consigliabile
una visita in una bottega di artigiani che producono oggetti in alabastro.
In quella che ho visitato io c’erano dei ragazzi che mentre lavoravano
avevano messo su una sorta di spettacolino tutto in italiano per invogliarci
ad acquistare: veramente molto divertente!
Scendendo, infine, nell’estremo sud del paese, vicino al confine
col Sudan, si trova senza dubbio l’opera che insieme alle Piramidi
è un simbolo dell’Egitto dei faraoni nel mondo: il tempio
di Ramses II, con accanto quello della regina Nefertari, ad Abu Simbel.
Queste straordinarie opere, oltre a rappresentare un vanto per il passato
del paese, sono anche un vanto per l’Egitto d’oggi: difatti
per salvarle dalle acque del Nilo, in seguito alla costruzione della
diga di Assuan, fu necessario compiere un incredibile capolavoro di
collaborazione internazionale (50 paesi finanziarono l’intervento)
e di ingegneria, per ricostruirli 65 metri più in alto, perfettamente
uguali.
Tutti questi elencati, sono solo alcuni dei tanti luoghi e monumenti
di immenso valore storico-artistico che si trovano in questa terra (quelli
che sono inclusi in tutti i tour del paese). Personalmente spero di
tornarci per continuare nella visita dei posti che restano da vedere,
o anche, solamente per sorseggiare un buon tè alla mente seduto
in qualche bar , d’altronde in Egitto anche questo piccolo gesto
diventa qualcosa di speciale.