VIAGGIO
A PARIGI
Viaggiatori-Autori:
Matteo e Christina
Itinerario: Barcellona e Madrid
Numero di giorni:
Costo totale del viaggio:
Periodo:
Compagnie Aeree:
Documenti:
Sistemazione:
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Siamo Christina e Matteo, due studenti di 22 anni. Dopo
il nostro diario dell’anno scorso su Parigi, abbiamo deciso di
ripetere l’esperienza raccontando la nostra vacanza trascorsa
tra Barcellona e Madrid. Nel racconto cercheremo di dare grande spazio
alle informazioni pratiche (prezzi, orari e altre indicazioni), così
da dare un aiuto a chi stesse pianificando il suo viaggio. Naturalmente
queste informazioni sono aggiornate al periodo della nostra vacanza,
per cui prima di partire vi consigliamo di controllare nei siti ufficiali
che vi segnaleremo.
Prima di cominciare vorremmo ringraziare tutte le persone che ci hanno
fatto complimenti e critiche (aiutano a migliorare) riguardo al diario
dell’anno passato e ringraziamo anticipatamente per chi ci vorrà
scrivere riguardo a questo racconto. Un enorme grazie anche a tutti
i diari di viaggio che abbiamo letto e che ci hanno permesso di organizzare
al meglio questa vacanza.
Alcune notizie pratiche: i prezzi dove non diversamente indicato si
intendono a persona. Voli e hotel sono stati prenotati tre mesi prima
su internet e pagati con carta di credito. Per la riduzione studenti
abbiamo sempre usato il badge dell’università accompagnato
dalla carta d’identità. Tutti i pareri e le emozioni descritte
sono personali: pensiamo che un viaggio sia una cosa individuale, è
molto probabile perciò che alcuni luoghi che ci sono piaciuti
molto, ad alcuni di voi non piaceranno o viceversa.
Giovedì 02/08/07 – 1° giorno –
Visita dell’Aeroporto Marco Polo
Arriviamo all’aeroporto Marco Polo di Tessera (VE) alle 7.00 con
la felicità a mille, convinti che niente potrà rovinarci
le tanto attese vacanze!!! Il nostro volo Clickair comprato su www.clickair.com
a 73€ partirà alle 9.10. Abbiamo tutto il tempo perciò
di fare il check-in con tranquillità e sederci a guardare gli
aerei che decollano. Mentre siamo seduti sulle comode poltrone dell’aeroporto,
i nostri occhi guardano distrattamente il monitor degli orari, notando
così che la partenza è posticipata di una cinquantina
di minuti a causa dell’arrivo in ritardo del volo corrispondente.
Vabbè, sospiriamo, sicuri che questo piccolo ritardo non potrà
rovinarci le tanto attese vacanze!!! In orario (sul ritardo) ci imbarchiamo.
Si chiudono le porte, le hostess iniziano le spiegazioni di rito riguardo
a cosa fare in caso di emergenza, l’aereo inizia a far retromarcia
e… Il comandante annuncia: “piccolo problema tecnico, ritorniamo
al parcheggio”.
Ci sembra doveroso informare che quanto seguirà del racconto
di questa giornata è diretta conseguenza dell’esperienza
negativa da noi provata. Nulla da dire sul volo, siamo rimasti però
amareggiati dal modo in cui siamo stati trattati a terra dalla compagnia.
Allora, dopo averci parcheggiati ci dicono che è un problema
alla pompa dell’olio, problema che sarebbe stato risolto nel giro
di un’ora. Ci fanno perciò scendere tutti dall’aereo
notando che la partenza è prevista per le 11.30. A mezzogiorno
siamo ancora a terra, quando dall’altoparlante dell’aeroporto
informano che i passeggeri del volo possono recarsi al ristorante per
il pranzo offerto dalla compagnia. Capiamo così che avremo come
minimo altre 2 ore di attesa. Mentre mangiamo, il boccone ci va di traverso
quando vediamo che il nostro volo è segnato nel monitor con un
ritardo indefinito: partenza stimata ore 20.30. Senza ricevere nessun’altra
informazione, arrivano le 16 quando un operatore incaricato dell’aeroporto
convoca tutti i passeggeri dandoci il numero di telefono della Clickair
per fare reclami. Numero verde che non può essere contattato
da cellulare e al quale non risponde nessuno. Ci assicura inoltre che
ci verrà offerto anche il merendino e che, cosa più importante,
il nostro pezzo di ricambio arriverà con il volo da Barcellona
delle 19.05. Dopo aver visitato per lungo e per largo tutto l’aeroporto
(se volete qualche informazione chiedete pure, siamo diventati espertissimi!),
arrivano le agoniate 20.30, tutti ci prepariamo al gate d’imbarco,
arrivano persino due operatori convinti di imbarcarci. Arrivano le 21,
poi le 21.30, le 22… Iniziano a scaldarsi gli animi, arriva addirittura
la polizia! Ci assicurano che il pezzo è stato cambiato, che
si stanno effettuando tutti i test necessari, ma che non si sa ancora
se e a che ora si parte… Ore 22.30 ci fanno salire in autobus
per portarci all’aereo e dopo una mezzora di attesa si accende
il motore (dell’autobus). Finalmente saliamo sull’aereo,
altra spiegazione delle stesse hostess (per fortuna il comandante è
cambiato!) sulle uscite di emergenza e alle 23.20 finalmente si decolla!!!
Dopo un volo tranquillo, alle 0.55 l’aereo tocca il suolo dell’aeroporto
El Prat, accompagnato da un’ovazione liberatoria di tutti i passeggeri.
Dopo una lunga attesa per recuperare le valigie, data l’ora (la
metropolitana era chiusa), decidiamo perciò di prendere un taxi
che ci porti all’hotel. La tariffa normale è attorno ai
18€, a cui vanno sommati il supplemento aeroporto, il supplemento
valigia, il supplemento notte: paghiamo così un totale di 27.25€.
In 12 minuti arriviamo al nostro hotel: Hotel Auto Hogar, Avenida Parallel
64, 2 stelle, 38.75€ per notte con colazione, prenotato su www.hotelopia.it.
Venerdì 03/08/07 – 2° giorno –
Sagrada Familia, Ruta del Modernisme, Parc Güell, Acquario
Dopo un meritato riposo di qualche ora ci svegliamo pronti a cominciare
finalmente la nostra vacanza. Dovremmo cambiare un po’ il nostro
itinerario a causa della mezza giornata persa, ma neppure questo riuscirà
a rovinare le tanto attese vacanze!!!! Alla luce del sole la nostra
stanza appare semplice senza tante pretese: abbastanza ampia, due letti
singoli da una piazza e mezza, scrivania, aria condizionata, televisione
e armadio. Il bagno è un po’ piccolo ma con water, bidet,
lavandino, vasca e asciugamani puliti. Scendiamo a far colazione: varie
pastine, tè, caffè, cioccolata, latte, cappuccino, tisane,
spremute, macedonia, yogurt, frutta sciroppata, fette tostate, marmellata,
cornflakes, pane, prosciutto, salame, formaggio, salsicce, wurstel,
uova sode, fagioli in umido…
Non si può iniziare a visitare Barcellona senza sapere chi è
Gaudì: architetto spagnolo nato nel 1852, con il suo stile di
difficile collocazione ha reso unica questa città. La giornata
di oggi la dedichiamo quasi completamente alla scoperta di questo Genio.
La fermata della metro Parallel (linea 3) dista meno di 80 metri dall’hotel.
Qui compriamo un abbonamento T10 che costa 6.90€ per 10 viaggi
(di massimo 75 minuti) su metro, bus, treno, multipersonale (basta timbrarlo,
passare il cancelletto e consegnarlo all’altra persona che farà
lo stesso). Il biglietto singolo invece costa 1.25€. Esiste anche
la Barcelona Card (www.barcelonaturisme.com) che include il trasporto
pubblico gratuito e molti sconti in ristoranti, negozi, musei e altri
luoghi d’interesse. Per chi è studente e ha meno di 25
anni come noi non conviene perché i musei applicano già
degli sconti.
Dopo un viaggio di una decina di minuti, sbuchiamo dalla fermata e ci
troviamo direttamente davanti agli occhi l’imponenza della Sagrada
Familia (orario 9.00-20.00, www.sagradafamilia.org). Con 9€ acquistiamo
il biglietto di ingresso valido anche per l’entrata alla casa-museo
di Gaudì che si trova al Parc Güell.
Iniziata nel 1882 e considerata all’unanimità il capolavoro
di Gaudì, essi vi lavora per oltre 40 anni fino alla morte, avvenuta
nel 1926 sotto un tram. Ad oggi sono stati costruiti 8 dei 12 campanili
(superano i 100 metri) che rappresentano gli apostoli, la facciata della
nascita e quella della passione. Rimangono da costruire 4 campanili,
la facciata della gloria, la cupola centrale di 170 metri in onore a
Gesù Cristo, la torre della madonna (125 metri) e quelle dei
4 evangelisti. Per volere di Gaudì, la costruzione è finanziata
esclusivamente con le offerte dei fedeli e dei biglietti dei turisti.
L’interno è tutto un cantiere ma alzando gli occhi al cielo
si riesce già ad intravedere la maestosità dell’opera
che sarà completata forse per il 2020. Per chi desidera è
possibile salire in ascensore per 2€ ma mettete in conto le file
di attesa, che possono essere anche molto lunghe. Si entra poi nel museo
molto interessante nel quale vi sono numerosi modellini, ricostruzioni
a computer e progetti su come sarà la cattedrale una volta terminata.
Dopo un’ora e mezza lasciamo questo spettacolare spettacolo, iniziando
a percorrere la Ruta del Modernisme. Lungo questo itinerario si possono
ammirare molte costruzioni moderniste (l’art nouveau spagnola)
di cui Barcellona è patria.
La prima che visitiamo è Casa Milà (orario 9.00-20.00,
ingresso 8€), meglio conosciuta come La Pedrera, dalla sua caratteristica
facciata ondulata. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO
nel 1984, è una tra le opere principali di Gaudì. In un’oretta
abbiamo visitato l’appartamento di una famiglia borghese dei primi
del Novecento, l’attico con un’esposizione sul valore artistico
e geniale di Gaudì, e infine la terrazza con i famosi e singolari
camini dalle sembianze di guerrieri.
Continuando con la nostra passeggiata, arriviamo alla Manzana de la
Discordia, un quartiere dove è possibile trovare Casa Amatller,
Casa Lleò Morera e Casa Batllò, progettate da tre architetti
diversi e in competizione tra loro. L’edificio più straordinario
è sicuramente Casa Batllò, opera dell’instancabile
Gaudì (lun-sab 10.00-14.00, dom 9.00-20.00, 16.50€ intero,
13.20€ ridotto studenti, www.casabattlo.cat). Il prezzo sembra
eccessivo, ma è inclusa l’audioguida e a nostro giudizio
questa stravagante e straordinaria costruzione li merita tutti!! Dall’esterno
è possibile ammirare l’inconfondibile e bizzarra facciata,
che riprendendo una creatura acquatica, spicca in un anonimo contesto.
L’interno esprime al meglio il pensiero principale di Gaudì
“La linea retta è la linea degli uomini, quella curva è
la linea di Dio”: in 75 minuti passando a bocca aperta tra il
piano nobile, la soffitta e la terrazza non si riesce a scorgere nemmeno
una linea dritta!
Ancora estasiati e sbalorditi, ritorniamo in strada e ci accorgiamo
che il tempo è davvero volato: si sono fatte già le 15
e non abbiamo ancora pranzato. E noi che ci chiedevamo come facessero
gli spagnoli a mangiar così tardi! Troviamo quindi un bellissimo
locale in Rambla Catalunya 25, El Racò, dove per 10€ mangiamo
un ottimo menù del giorno composto da primo, secondo e dolce.
Decidiamo di prendere la metro per arrivare fino a Parc Güell (10.00-21.00).
Come avevamo letto in molti diari di viaggio, siamo scesi a Vallcarca
invece che a Lesseps, in questo modo la strada per arrivare al parco
è più breve e la salita è in parte facilitata dalle
scale mobili. Inoltre la passeggiata nel parco risulterà da qui
tutta in discesa.
Naturalmente sono anche qui visibili i segni di Gaudì: la Panchina
più lunga al mondo tutta a curve e in ceramica colorata che ricordando
le spire di un serpente permette una favolosa veduta del Mediterraneo,
il sottostante Colonnato reso speciale dal geniale architetto grazie
alla presenza di una fila di colonne inclinate verso l’interno,
la famosa Salamandra coloratissima all’ingresso del parco che
guarda due casette che sembrano uscite da una fiaba.
Visitiamo anche la casa-museo (10.00-20.00) dove Gaudì visse
negli ultimi 20 anni prima di morire. Il biglietto è incluso
in quello fatto alla Sagrada Familia, biglietto che può essere
acquistato anche qui. Ad essere sinceri questa visita non ci ha per
niente entusiasmato.
Prendiamo nuovamente la metro e ci rechiamo al porto, dove dopo essere
passati per la Rambla del Mar, andiamo a vedere l’Aquàrium
(9.30-23.00, 16€ intero, 14.40€ ridotto studenti però
solo con carta studenti internazionale, www.aquariumbcn.com). L’acquario,
suddiviso in 20 vasche tematiche, non è paragonabile ad acquari
del calibro di Londra o Genova, ma come punto di forza ha un tunnel
di 80 metri che permette di osservare da vicino e da ogni angolo visivo
grandi creature come squali, razze e pesci-luna. La visita vi occuperà
all’incirca un’ora.
Ceniamo al Pans & Company, uno degli innumerevoli locali del Maremagnum.
Torniamo al hotel a piedi facendo due passi sul lungomare in una romantica
passeggiata al chiaro di luna.
Sabato 04/08/07 – 3° giorno – Cattedrale,
Barrio Gotico, Museu d’Història, Parc de la Ciutadella,
Porto, Museu Marìtim, Fontana magica
Iniziamo la giornata con un’enorme delusione: il Palau de la Musica
Catalana (www.palaumusica.org), patrimonio dell’UNESCO dal 1997,
è chiuso fino al 2 settembre 2007 per ristrutturazione.
Passato lo sconforto andiamo a visitare la Cattedral de la Santa Creu
i Santa Eulàlia (8.00-12.45 e 17.15-19.30, www.catedralbcn.org).
Anche qui la facciata è in restauro, però è possibile
vedere il bellissimo interno gotico. Per chi vuole è possibile
anche la salita in ascensore per 2.50€. La visita dura all’incirca
un’ora, compreso il verde chiostro con 13 oche che rappresentano
gli anni del martirio di Santa Eulàlia e fungono come la versione
starnazzante di un cane di guardia di notte.
Dopo una passeggiata romantica tra le stradine strette del Barrio Gotico,
arriviamo in Plaça del Rei dove entriamo nel Museu d’Història
de la Ciutat (www.museuhistoria.bcn.es, 5€ intero, 3.50€ ridotto
studenti. Audioguida inclusa nel prezzo, mar-sab 10.00-20.00, dom 10.00-15.00.
Chiuso lunedì). Con lo stesso biglietto si può visitare
anche il Museo Monestir de Pedralbes, il Museo Casa Verdaguer, il Centre
d’Interpretaciò del Parc Guell.
Il tour inizia con un video sulla storia di Barcellona per poi continuare
con un’entusiasmante passeggiata nel sotterraneo del museo al
quale si accede attraverso un ascensore che vi porterà fino al
piano -12, che sta ad indicare l’anno 12 avanti Cristo. Per un’ora
e mezza vi sembrerà di essere in un altro mondo camminando tra
i resti delle mura e delle case dell’antica città. Una
cosa davvero fantastica e molto divertente.
Risaliti in superficie giungiamo in Plaça de Catalunya dove data
l’ora andiamo a fare acquisti (cibo!) al El Corte Inglès,
un enorme centro commerciale all’interno del quale potreste essere
attratti dal comprare qualsiasi cosa, anche inutile. Di buon passo arriviamo
all’ombra dell’Arc de Triomf dove ci sediamo in uno dei
pochi fazzoletti d’erba presenti. Qui hanno tentato di rubarci
lo zaino. State attenti!!! Il metodo è sempre lo stesso: arriva
uno dall’aria molto gentile, parlando di cose assurde in maniera
incomprensibile, mentre l’amico sbuca da dietro senza farsi sentire
e fugge col malloppo. Fortuna che avevamo letto di queste cose in vari
diari e ci siamo voltati in tempo! Passata la paura abbiamo continuato
a camminare attraverso il Parc de la Ciutadella. A differenza dei parchi
londinesi o parigini, quelli di Barcellona, dato il clima, non sono
molto verdi.
Ci dirigiamo al tanto sognato mare, mica per fare un bagno, si intenda.
Il mare di Barcellona infatti, non è molto famoso!! Vicinissima
al porto, una piccola lingua di sabbia con qualche palma funge da spiaggia…
forse data la giornata festiva, la spiaggia era piena di bagnanti, ma
le meduse nelle calde acque erano pronte ad attendere i malcapitati!!
Dicevamo, la spiaggia, tutta libera, non è molta e la gente si
ammassa dove può. In compenso la passeggiata del lungomare è
molto romantica.
Se volete trovare spiagge cristalline dovete recarvi verso est, tipo
a Terragona e Sitges. Abbiamo visto che da Plaça de Catalunya
sono diversi i bus che partono in direzione di queste località
balneari. Facciamo una foto al famoso Peix, una scultura in ferro che
riprende le sembianze di un enorme pesce, che si erge a controllare
la vita che scorre sotto lui!
Sempre camminando vicino alla sabbia, si giunge alla colonna di Colon,
con all’estremità la statua del navigatore genovese che
scruta il mare, puntando il dito in direzione dell’Africa più
che dell’America, a dire il vero. Cosa ci facciano diverse statue
di Cristoforo Colombo sparse per tutta la Spagna è presto detto:
gli spagnoli ritengono infatti che il buon Cristoforo non abbia origini
italiane ma che sia invece un loro compaesano. Dalle 10.00 alle 18.30
è in funzione un ascensore che per 2€ vi porterà
alla sommità della colonna dove si può vedere il mare
e Barcellona da uno scorcio diverso.
Nelle vicinanze di questa piazzetta si trova anche il Museu Marìtim
(10.00-20.00, www.museumaritimbarcelona.org, 6.50€ intero, 3.25€
ridotto, gratis primo sabato del mese dopo le 15.00). Col biglietto
è incluso l’ingresso al veliero Santa Eulalia ormeggiato
in Moll de la Fusta. Una nota particolare la riserviamo all’audioguida:
compreso nel prezzo vi danno il palmare della Vodafone che permette
non solo di ascoltare le tracce audio con la spiegazione delle varie
sezioni, ma anche di vedere immagini e conoscere curiosità varie
correlate con ciò che è esposto. Il museo, che si trova
nei Cantieri Navali Reali (Drassanes Reials) di Barcellona, l’edificio
gotico civile più importante del mondo, è visitabile in
due ore durante le quali viene ricostruita la storia della navigazione,
naturalmente con grande attenzione a Cristoforo Colombo e a tutto ciò
che riguarda la scoperta dell’America. Si può ammirare
anche l’esterno della ricostruzione a grandezza naturale della
galera reale di Giovanni d’Austria.
Uscendo facciamo un salto in hotel a cambiarci e proseguendo l’Avenida
Parallel arriviamo al numero 169 dove ceniamo al Ristorante Ana dove
con una decina di euro mangiamo una paella eccezionale. Per una buona
paella ci vogliono come minimo 20 minuti di attesa, il che significa
che il riso lo stanno cuocendo al momento e non è precotto.
Molto soddisfatti ci mettiamo nuovamente in cammino per andare a vedere
la fontana magica. Gli spettacoli con acqua e luci iniziano alle 21.00
fino alle 23.30. Alle 21.30, 22, 22.30 e 23 ci sono invece degli spettacoli
di dieci minuti con il sottofondo musicale. Davvero da non perdere!!!
Domenica 05/08/07 – 4° giorno – Ramblas,
Santa Maria del Pi, Museu Nacional d’Art de Catalunya, Santa Maria
del Mar, Museu Picasso
Di buon mattino, svoltando per una stradina vicino all’hotel e
dopo essere passati davanti al Palau Güell (ennesima creazione
di Gaudì, chiuso per ristrutturazione fino a gennaio 2009), giungiamo
all’incrocio con la parte finale delle Ramblas. Sono le dieci
di domenica mattina, il famoso viale super affollato che abbiamo intravisto
ieri sera si è trasformato in una strada quasi deserta. Un’esperienza
davvero particolare se siete abituati al caos dei giorni prima... Prendiamo
una laterale che porta a Plaça Reial, una piazzetta molto graziosa
decorata da palme e circondata da palazzi, dove si sta tenendo il mercato
del collezionismo e dell’antiquariato. Prendendo invece la successiva
stradina andiamo a visitare l’Esglèsia de Santa Maria del
Pi, (9.00-13.00 e 16.00-21.00), una chiesa in stile gotico ad un’unica
navata, costruita tra 1319 e 1391. Da ammirare il rosone della facciata
con un diametro di 10 metri. Ultima tappa delle Ramblas è il
Mercat de la Boqueria, famoso per il suo modo artistico di esporre i
prodotti. Purtroppo l’abbiamo trovato chiuso; va beh, sarà
per la prossima volta…
Lungo la strada passiamo davanti al MACBA (www.macba.es), il museo di
arte moderna e contemporanea. Dopo quello che abbiamo visto alla Tate
Modern di Londra e al Centre Pompidou di Parigi, abbiamo deciso di non
farci fregare anche quest’anno e abbiamo tirato dritto. Che volete
farci, sarà un nostro difetto ma l’arte moderna proprio
non ci attrae… Sempre che si possa definire arte una tela con
dei tagli o un quadro bianco con un quadrato nero al centro…
Siamo ormai fuori dal centro storico, spariscono le stradine strette
tutte contorte e si apre davanti a noi la Gran Via de les Corts Catalanes,
una mega stradona con un unico senso di marcia a quattro corsie più
quella riservata ai bus. A cui si aggiunge un enorme viale pedonale
che seguiamo fino ad arrivare in Plaça d’Espanya dove si
sta restaurando l’antica Arena. Voltando lo sguardo, due campanili
(saremo anche un po’ campanilisti ma per un momento ci è
sembrato di vedere doppio e di essere in Piazza San Marco! Chissà
se l’architetto si è ispirato al campanile veneziano…)
lasciano intravedere la fontana ora spenta, che abbiamo visto ieri sera.
Saliamo le scale dove ci attende il Museu Nacional d’Art de Catalunya
(www.mnac.es, mar-sab 10.00-19.00, dom 10.00-14.30, chiuso lunedì,
8.50€ intero). Sfruttiamo il fatto che la prima domenica del mese
l’entrata è gratuita. Qui si trova un’esibizione
dell’arte catalana che va dall’anno 1000 agli anni quaranta
del Novecento. Dopo circa 2 ore usciamo con qualche chilo in più
di depliant, e osserviamo l’intera città dall’alto
prima di scendere le scale.
Prendiamo la metro per scendere nelle vicinanze del Museu Picasso, nostra
prossima metà, non prima però di aver messo qualcosa sotto
i denti! Giriamo per le stradine caratteristiche e giungiamo finalmente
davanti ad un Telepizza in Plaça Urquinaona. Per la cronaca,
riusciamo a vedere circa gli ultimi venti giri del Gran premio di formula
1 (fate un po’ voi i conti di che ora era…) e ci riposiamo
dalla calura con una buona pizza.
Dopo aver riempito ben bene i nostri preziosi stomaci, ci rechiamo a
visitare l’Esglèsia de Santa Maria del Mar (9.00-13.30
e 16.30-20.00), una stupenda cattedrale che con stupendi giochi di luce
scatena la curiosità di tutti quelli che hanno letto “La
Cattedrale del Mare” di Ildefonso Falcones (che consigliamo vivamente).
Successivamente ci mettiamo in coda per la visita del Museu Picasso
(www.museupicasso.bcn.es, chiuso lunedì, mar-dom 10.00-20.00.
6€ intero, 4€ ridotto studenti. Gratis prima domenica del
mese). Qui la coda è abbastanza lunga ma molto scorrevole, così
in meno di venti minuti riusciamo ad entrare. Il museo espone opere
dei primi anni dell’artista, del periodo blu e del periodo rosa,
per poi terminare con alcune opere del periodo cubista. Ci sembra di
non aver fatto una scelta molto azzeccata: dato il fatto che oggi l’entrata
è gratuita, c’è troppa gente nelle sale che non
permette di apprezzare a pieno le opere e non c’è quell’affascinate
silenzio museale che noi adoriamo per una visita perfetta.
Trascorsa all’interno del museo un’ora circa, torniamo verso
l’albergo, facciamo una doccia veloce, incominciamo a riordinare
le nostre cose e quando giungono le 21 scendiamo di fronte all’hotel
per la cena. Ci attende una paella, sempre per una decina di euro a
testa, a La Farandula…. fuori sulla terrazza ci rifilano un tavolino
un po’ scomodo, però la fame è tanta!!
Lunedì 06/08/07 – 5° giorno –
Montjuïc, partenza per Madrid, Plaza Mayor
Dopo aver sistemato le valigie, dato che alle 15 abbiamo il volo, decidiamo
di fare semplicemente un giretto per il Montjuïc, uno dei due monti
di Barcellona assieme a quello del Tibidabo… La zona purtroppo
è molto povera di indicazioni, un po’ abbandonata ed è
facile perdersi e non trovare quello che si cerca… La salita è
stata un po’ faticosa, dato anche l’alto tasso di umidità
di questa mattina nuvolosa. La parte più elevata, quella del
Belvedere, offre una visione davvero molto interessante del porto e
della città! Si può prendere sia la funivia per il giro
del Montjuïc che la funicolare per giungere al porto.
Arrivano velocemente le 12, per cui ritorniamo in hotel, recuperiamo
le valigie, salutiamo il sempre gentile personale alla reception e prendiamo
la metro fino a Estaciò Sants. Da qui prendiamo il treno locale
Rodalies (Cercanìas) in direzione dell’aeroporto per un
viaggio di una mezz’oretta.
L’aeroporto ha 3 terminal, arrivati in stazione ci sono le indicazioni
da quale terminal parte ciascuna compagnia. Comunque le stesse indicazioni
le trovate anche sul sito www.aena.es selezionando l’aeroporto
di Barcellona.
Il nostro volo da Barcellona a Madrid, acquistato su www.vueling.it
a 32€, parte dal terminal B alle 15 e dura più o meno un’ora.
Ci ha molto colpito la filosofia della Vueling: aerei Airbus A-320 da
180 posti molto confortevoli, nuovi, puliti, colorati, con televisori
e prese per le cuffie durante il viaggio. Anche se è una compagnia
low-cost, cercano di non far mancare nessun confort al passeggero.
Un altro modo per raggiungere Madrid è il treno che impiega 5
ore con un costo di 70€.
Atterriamo all’aeroporto Barajas e qui troviamo una sgradita sorpresa…
La valigia di Christina esce dal nastro trasportatore mezza disastrata:
ha una fiancata schiacciata e un buco molto evidente con una bruciatura
sul davanti. All’ufficio reclami della Vueling ci compilano un
modulo che dobbiamo consegnare in un negozio in centro per farci riparare
o sostituire la valigia. Va beh, stavolta il tentativo di sabotarci
le vacanze è stato un po’ subdolo, però ci diciamo
che niente potrà mai rovinarcele e così partiamo alla
scoperta di Madrid, con il nostro povero trolley intimidito dagli sguardi
sbigottiti dei passanti. Per arrivare in centro prendiamo la linea 8
pagando un biglietto di 2€, nel quale è incluso il nuovo
supplemento per chi parte e arriva all’aeroporto. Il biglietto
della metro normale costa 1€.
Questa volta la fortuna è dalla nostra parte. Il negozio di valigie
è poco distante dal nostro hotel. Ci danno subito una valigia
nuova della stessa marca e prezzo di quella vecchia (Roncato, 60€)
e la addebitano alla Vueling.
Finalmente felici arriviamo all’Hotel Asturias, Sevilla 2, 2 stelle,
32€ a notte con colazione, prenotato sempre su www.hotelopia.it.
La stanza è molto carina, arredata in stile classico con letto
matrimoniale, scrivania, armadio, televisione e cassetta di sicurezza.
Abbiamo anche un terrazzino che si affaccia direttamente sulla strada,
un po’ trafficata anche durante la notte. Unica pecca, non c’è
l’aria condizionata. Il bagno è dotato di lavandino, water,
vasca con doccia e asciugamani. Eccezionale la pulizia: asciugamani
e saponette vengono cambiati tutti i giorni! Dopo aver disfatto le valigie,
facciamo una passeggiata verso Plaza Mayor, molto affascinante illuminata
di sera. Ceniamo al ristorante Plaza Mayor, dove per primo, secondo,
acqua e dolce paghiamo solamente 9€. Pensavamo che in questa zona
i prezzi fossero molto più alti!
Martedì 07/08/07 – 6° giorno –
Museo del Prado, Parque del Retiro, Museo Arqueològico, Real
Accademia de Bellas Artes
La colazione non è varia come a Barcellona però non ci
si può di certo lamentare. Una volta seduti al tavolo, i camerieri
ci portano spremuta di arancia, latte, caffé, tè, cioccolato,
croissant, plumcake, pane, affettati, formaggio, burro e marmellata.
Madrid sorge sulla Meseta, l’altopiano centrale della Spagna.
È infatti la capitale più alta d’Europa, a 655 metri
sul livello del mare. Lo sbalzo termico tra giorno e notte è
notevole: in questa settimana la temperatura minima e massima era di
16-32°C, anche se le massime possono facilmente toccare i 40°.
Usciamo dall’hotel percorrendo Calle de Alcalà fino ad
arrivare in Plaza de Cibeles dove svetta la statua della dea su un carro
trainato da leoni e sullo sfondo il bianco Palacio de Comunicaciones.
Svoltiamo su Paseo del Prado per andare a visitare il Museo Nacional
del Prado (9.00-20.00, http://museoprado.mcu.es, chiuso lunedì,
6€ intero, 3€ ridotto, gratis per gli studenti della Comunità
Europea minori di 25 anni. Gratis ogni domenica). L’entrata principale
è chiusa, si entra per le due entrate laterali. Il museo, tra
i più importanti del mondo, espone lungo un percorso di 3 ore
più di 3000 opere che coprono un periodo storico che va dal 1100
al 1800, e tra le quali spiccano quelle del Tiziano, Raffaello, Caravaggio,
Rubens, Velàzquez, Goya e El Greco. Solo per citarne un paio,
non perdetevi la Maja desnuda e Le fucilazioni del 3 maggio 1808 di
Goya. Museo molto ben fatto, dove quasi ogni quadro ha delle spiegazioni
molto dettagliate. La sezione staccata del Prado si trova al Cason del
Buen Retiro, chiuso per restauro.
Pranziamo al Burger King di fronte al museo, e proseguiamo con una passeggiata
attraverso il Parque de el Retiro, molto più curato e verde rispetto
ai parchi di Barcellona. Al centro spicca il Palacio de Cristal, purtroppo
chiuso il martedì, così non abbiamo potuto vedere cosa
c’è all’interno.
Proseguendo arriviamo al Museo Arqueològico Nacional (http://man.mcu.es,
3€ intero, 1.50€ ridotto, mar-sab 9.30-20.00, dom 9.30-15.00.
Chiuso lunedì. Gratis sabato dopo le 14.30 e domenica). Il museo
raccoglie la storia dell’uomo dalle sue origini al Medioevo. La
visita è stata veloce, circa un’oretta, perché per
metà era chiuso per restauro e molte opere si trovavano in prestito.
All’esterno, sotto il giardino, si trova la ricostruzione delle
grotte di Altamira, famose perché vi sono stati trovati alcuni
tra i più significativi esempi di arte paleolitica risalenti
al 13-14 mila avanti Cristo. Beh, che dire, per noi è stata un
po’ una delusione. Pensavamo di trovare quei bei graffiti di bisonti,
cavalli e cervi raffigurati in tutti i libri di storia e invece abbiamo
trovato un soffitto buio con qualche macchia indefinita…
Anche a Madrid c’è Plaza de Colon, dedicata a Cristoforo
Colombo. Sono ormai le 19, prima di tornare in hotel decidiamo di visitare
il Museo de la Real Accademia de Bellas Artes de San Fernando in Calle
de Alcalà 13 (http://rabasf.insde.es, mar-ven 9.00-21.00, sab
9-14.30 e 16-21, dom e lun 9-14.30, 3€ intero, 1.50€ ridotto,
gratis x studenti universitari. Gratis tutti i mercoledì non
festivi). Un museo che ci è molto piaciuto per il modo in cui
sono disposte le opere. Anche se non vi sono presenti opere molto famose,
vi consigliamo vivamente di visitarlo. Ci sono comunque alcuni dipinti
di Goya, Rubens, Picasso ma soprattutto l’unico Arcimboldo presente
in Spagna. A quest’ora è praticamente deserto, per ogni
sala abbiamo avuto una persona della sicurezza esclusivamente per noi!
Altro che guardia del corpo! La visita vi richiederà all’incirca
un’ora. Molto soddisfatti decidiamo di cenare al Telepizza di
fronte all’hotel.
Mercoledì 08/08/07 – 7° giorno –
Palacio Real, Campo del Moro, Templo de Debod, Museo Reina Sofia
Percorriamo Calle del Arenal lungo la quale visitiamo la Chiesa di San
Gines, per poi arrivare in Plaza de Oriente da cui si inizia a vedere
il Palacio Real de Madrid (www.patrimonionacional.es, 9.00-18.00, 8€
intero, 3.50€ ridotto, mercoledì gratuito per tutti i cittadini
dell’Unione Europea mostrando un documento d’identità).
Ricordatevi di arrivare presto se come noi decidete di andare a visitarlo
il mercoledì: alle 9.30 non c’era nessuno, alle 11 la fila
all’entrata era interminabile. In un’ora e mezza si visita
il palazzo costruito nel 1734 ai tempi di Filippo V dopo l’incendio
che l’aveva completamente distrutto, e poi terminato e decorato
sotto Carlo III. In una delle sue stanze venne firmata nel 1985 l’adesione
della Spagna all’Unione Europea. Peccato non si possano far foto
per immortalare e raccontare agli amici a casa la bellezza di questo
edificio! Passando per la piazza racchiusa dalle mura del palazzo, si
visita anche l’armeria reale che contiene una tra le principali
esposizioni di armi e armature d’Europa, e la farmacia reale con
le pareti nascoste da mensole piene di vasi per le erbe medicinali.
Usciti dai cancelli, andiamo a visitare l’antistante Catedral
de Nuestra Signora de la Almudena, bellissima chiesa in cui si mischia
lo stile filiforme del gotico con la luminosità e i colori del
moderno.
Non facciamo a tempo per vedere la chiesa di San Francisco el Grande
(11.00-12.30 e 16.00-18.30, chiusa lunedì), così decidiamo
di passeggiare un po’ per le stradine del Barrio de la Moreria
fino a sbucare nuovamente in Plaza Mayor. Vista con la luce del sole
cambia completamente aspetto, si vedono tutte le decorazioni e i dipinti
dei palazzi. Vi consigliamo di vedere i suoi cambiamenti nei diversi
momenti della giornata. Andiamo a pranzare al Cenas y Tapas in una laterale,
dove per i classici 10€ prendiamo il menu del giorno.
Ritorniamo sui nostri passi per arrivare al Campo del Moro, a lato del
Palacio Real. Per entrare bisogna andare nella parte opposta del palazzo,
dove si trova l’unica entrata in Paseo de la Virgen del Puerto.
Anche questo parco è molto verde e ben curato.
In Plaza de S. Vicente, accanto alla Estaciòn Prìncipe
Pìo, facciamo un giro per il nuovo centro commerciale che si
chiama naturalmente Prìncipe Pìo. La passeggiata prosegue
poi per Paseo de la Florida per andare a vedere gli affreschi del Goya
sulla cupola della Chiesa di S. Antonio de la Florida, che puntualmente
troviamo chiusa.
Andiamo così ad ammirare il Templo de Debod (entrata gratuita,
mar-ven 10.00-14.00 e 18.00-20.00, sab-dom 10.00-14.00, chiuso lunedì,
www.munimadrid.es/templodebod/). Costruito nel secondo secolo avanti
Cristo in Egitto, con la costruzione della diga di Assuan sarebbe stato
sommerso e così venne donato alla Spagna nel 1968 in segno di
riconoscenza. L’interno, un po’ claustrofobico, è
decorato con geroglifici scolpiti nella roccia.
Da qui, proseguendo verso nord, si trova il Faro de la Moncloa, costruzione
abbastanza recente dalla quale si può ammirare tutta la città.
Ha però un piccolissimo problema: è chiuso da alcuni anni
perché non a norma. Si parla di problemi di elettricità
statica e oscillazioni anomale in caso di vento. Non siamo solo noi
italiani a buttar via soldi per niente!
Dato che il sole è ancora alto proseguiamo per Plaza de España,
dove dopo aver osservato il monumento a Cervantes con la statua di Don
Chisciotte e Sancio Panza, prendiamo la metro in direzione del Museo
Nacional Centro de Arte Reina Sofìa (lun-sab 10.00-21.00, dom
10.00-14.30, chiuso martedì, www.museoreinasofia.es, 6€
intero, 3€ ridotto studenti. Il sabato dopo le 14.30 e tutta la
domenica si entra gratis). Si trova qui (e non al Prado!) la famosa
Guernica, l’opera più famosa e conosciuta di Picasso. Dipinta
nel 1937 dopo la distruzione ad opera di aerei tedeschi dell’omonima
cittadina basca durante la guerra civile, l’immensa tela misura
3,49 per 7,76 metri. Senza accorgersi del passare del tempo, rimaniamo
una buona mezzora incantati e rapiti in contemplazione di quest’opera
di protesta contro la violenza e contro la guerra in generale. Notate
la deformazione dei corpi, il dolore sottolineato dal contrasto dei
colori bianco-nero, il grido straziante della madre col figlio morto
tra le braccia sulla sinistra, la luce spigolosa del lampadario, la
spada spezzata del soldato morto. Ma la cosa eccezionale è che
in mezzo a tutto questo dolore e sofferenza spunta un fiore, speranza
di un momento di pace. Nelle stanze vicine si possono ammirare tutte
le prove e i bozzetti fatti da Picasso per realizzare quest’opera
e delle interessanti fotografie che mostrano l’evoluzione e i
cambiamenti che hanno portato a questo capolavoro. Il resto del museo
contiene “opere” di “arte” moderna tra cui spiccano
nomi come Dalì e Mirò. L’abbiamo fatto in un’ora
camminando abbastanza velocemente, guardando stupiti tutti questi dipinti.
Ok, sapete già come la pensiamo…
In Calle Atocha ceniamo da Diamantino, un ristorante a buffet dove pagando
l’ingresso (9.50€, bevande escluse) si può mangiare
tutto quello che si vuole.
Giovedì 09/08/07 – 8° giorno –
Museo Thyssen-Bornemisza, Puerta d’Europa
Cominciamo la giornata col Museo Thyssen – Bornemisza (www.museothyssen.org,
mar-dom 10.00-19.00, chiuso lunedì, 6€ intero, 4€ ridotto
studenti). La visita inizia al secondo piano seguendo la numerazione
delle stanze e in due ore vi porterà dal Rinascimento alla Pop
Art, attraverso pittori del calibro di Tiziano, Tintoretto, El Greco,
Caravaggio, Sisley, Gauguin, Degas, solo per citarne alcuni.
Prendiamo la metro scendendo in Plaza de Castilla. Alzando gli occhi
rimaniamo stupidi dalla Puerta d’Europa, due grandi grattacieli
pendenti. Ci facciamo subito riconoscere facendo le classiche foto che
ci riprendono nella posa cretina di reggere le torri! Torniamo verso
il centro a piedi, fermandoci in un supermercato a comprare panini e
affettato e organizzando un picnic sulla prima panchina libera che troviamo.
Abbiamo in programma di visitare lo Stadio Santiago Bernabeu ma una
volta visto il prezzo d’entrata decidiamo di tirar dritto. 15€
per vedere uno stadio vuoto, cose da pazzi anche per un patito del pallone
come Matteo! E pensare che le statistiche dicono che ci sono più
turisti che visitano lo stadio rispetto a quelli che vanno al Prado…
Optiamo allora per il Museo Nacional de Ciencias Naturales (www.mncn.csic.es,
mar-ven 10.00-18.00, sab 10.00-20.00, dom 10.00-14.30. 5€ intero,
3€ ridotto studenti, chiuso il lunedì). Ci fanno entrare
gratis perché gran parte è in restauro per una nuova mostra.
Lo troviamo abbastanza deludente, a parte una mostra temporanea sui
vulcani, ci sono solo animali imbalsamati.
Riprendiamo così la metro per tornare in hotel dove la mattina
abbiamo lasciato le valigie nella stanza adibita a deposito bagagli.
Salutiamo il personale, anche qui molto gentile e prendiamo per l’ultima
volta la metro madrilena. Ricordatevi di comprare il biglietto con supplemento
aeroporto perché altrimenti una volta arrivati non si aprirà
il cancelletto! Tra un cambio e l’altro, l’intero percorso
richiede 50 minuti. L’aeroporto di Madrid è composto da
4 terminal: i primi tre li troverete un po’ malandati perché
sono in restauro. Il quarto invece è nuovissimo e ha una fermata
della metro diversa. Nelle stazioni della linea 8, quella che porta
all’aeroporto, ci sono i monitor con gli orari di partenza dei
voli così si vede da quale terminal parte il proprio aereo. Comunque
sul sito www.aena.es, selezionando l’aeroporto di Madrid, è
riportato, per ogni compagnia, il terminal di partenza.
Ceniamo in aeroporto, prima di prendere il volo Myair da Madrid a Venezia
(www.myair.com, 63€) delle 20.20. La sorpresa più grande
per tutti i passeggeri è il momento in cui arriviamo davanti
all’aereo, un Bombarder CRJ900 da 90 posti. C’è già
qualcuno che dubita se tale coso possa volare… Invece anche i
più scettici si convincono: l’interno dell’aereo
sembra quello di un autobus, due posti a destra e due a sinistra, però
la distanza dal sedile davanti è ottima, l’hostess e lo
steward scherzano tra di loro anche mentre fanno la dimostrazione delle
uscite d’emergenza, e il volo prosegue calmo finché tocchiamo
terra con dieci minuti di anticipo.
Ritiriamo le valigie e dopo aver constatato che sono in perfetto stato
ci guardiamo negli occhi e sorridendo ci diciamo finalmente: “Niente
e nessuno è riuscito a rovinarci le nostre tanto attese vacanze!!!”
Speriamo che il nostro racconto sia stato interessante
e che vi abbia dato informazioni utili nella programmazione del vostro
viaggio. Se siete già stati in queste due splendide città
ci auguriamo che questo diario vi abbia fatto tornare in mente bei ricordi
o che vi abbia fatto sorgere una certa curiosità se avete in
programma di andarci. Se avete dei dubbi, volete delle informazioni,
avete delle critiche o per ogni altro motivo, potete scriverci a matfino@tele2.it.
Ciao e alla prossima!