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Afghanistan

Il Corridoio delWakhan e il popolo deiWakhi

Mostra fotografica, Incontri e Conferenze

Bologna, 10 Novembre – 1° Dicembre 2007

Sala Museale del Baraccano

Via Santo Stefano 119 - Bologna

Il Corridoio del Wakhan e il Popolo dei Wakhi

La mostra fotografica, Il Corridoio del Wakhan e il popolo dei Wakhi, nasce a seguito del progetto di Cooperazione Internazionale (H)ELP per l’Afghanistan promosso dal Coordinamento Vicentino degli Enti Locali per la Pace (ELP) per migliorare e sviluppare la scolarità nella comunità di Sarhad-i Wakhan, l’ultimo villaggio stabilmente abitato, raggiungibile con un mezzo motorizzato, nel Corridoio del Wakhan. Il Corridoio, creato artificialmente dopo il 1893 (Linea Durand) come zona cuscinetto interposta fra gli imperi dominanti all’epoca in Asia centrale, quello britannico e lo zarista, è una sottile lingua digitiforme di territorio afgano, incuneato fra le montagne della catena dell’Hindu Kush e le vette dell’Alto Pamir, protesa a est verso la Cina. Delimitato dall’Amu Darya, l’Oxus degli Antichi, il Corridoio confina a settentrione col Tajikistan, mentre un ramo dell’Hindu Kush lo separa dal Pakistan a meridione. È una regione isolata, quasi inaccessibile: dal capoluogo amministrativo della provincia del Badakhshan, Feyzabad, occorrono circa tre giorni di fuoristrada per percorrere i 180 km che portano a Sarhad. La strada-pista termina a Qal’ha-i Panjah, dove i fiumi Panjah e Wakhan confluiscono a formare l’Amu Darya. Da qui si prosegue risalendo il fiume Wakhan lungo un percorso non tracciato, costellato di guadi, e serpeggiante sui brulli e ripidi versanti di montagne alte oltre 6000 metri. È l’Alto Wakhan. In questa valle isolata, ad una altitudine media superiore a 3000 metri s.l.m., abitano da secoli i Wakhi, un popolo di origine indoariana, o forse turco-siberiana, che parla un antico dialetto iranico e pratica agricoltura e pastorizia di mera sussistenza, con tradizioni e costumi autoctoni. I Wakhi sono ismailiti, mussulmani sciiti che credono nella natura ciclica della Rivelazione. Povertà, malnutrizione, miseria e mortalità elevata, più marcate che in qualsiasi altra regione afgana, sono molto diffuse ed a ciò ha certamente contribuito l’isolamento geo-politico del Corridoio. Il Wakhan ha fatto parte di quel 20 % di territorio afgano che neppure i Talebani hanno ritenuto vantaggioso controllare. Il Progetto (H)ELP per l’Afghanistan è stato finalizzato a portare aiuti umanitari (vestiti di lana, coperte, scarpe invernali, giacche a vento ecc.), materiale scolastico e didattico, e assistenza sanitaria alla comunità di Sarhad-i Wakhan. A tale scopo, nell’estate 2006, una equipe medica di volontari si è unita ai tecnici del Progetto, per altro anche essi volontari, con il compito di aprire e gestire un Ambulatorio Medico e un Punto di Primo Soccorso. La missione, che si è avvalsa della collaborazione dell’Aeronautica Militare Italiana per il trasporto materiali e attrezzature e dell’Aga Khan Development Network di Kabul per la logistica, è iniziata alla fine di luglio ed è terminata ai primi di Ottobre. Il Progetto, interamente finanziato con contributi di Associazioni pubbliche e private e con donazioni di comuni cittadini, avrà una durata di 5 anni. Grazie alla sensibilità del Comune di Bassano del Grappa, che se ne è accollato l’onere finanziario, e del Coordinamento Vicentino dell’E.L.P. è stata realizzata la mostra fotografica Il Corridoio del Wakhan e il Popolo dei Wakhi, inaugurata nella stessa Bassano in Aprile. La mostra ha il duplice scopo di far conoscere la cultura delle genti wakhi e di raccogliere fondi per la continuazione del Progetto. Ed è anche grazie alla sensibilità del Quartiere Santo Stefano della Città di Bologna, del Comune di Castel d’Aiano, del Gruppo di Studi Gente di Gaggio e dei volontari tutti che collaborano, che è stato possibile portare la mostra a Bologna. Le fotografie sono state messe a disposizione gratuitamente dall’autore Giuseppe Bosio, responsabile della logistica del Progetto e membro della missione. Accanto a tali immagini, per meglio definire il contesto, sono state esposte anche alcune opere fotografiche sull’Afghanistan in generale del fotoreporter Kash Gabriele Torsello che hanno costituito il corpo della mostra Staramasce’ (arrivederci in afgano) tenutasi la scorsa estate a Lecce e promossa dall’Istituto per le Culture Mediterranee della Provincia di Lecce che ne ha gentilmente concesso l’uso. La squadra di volontari (H)ELP for Afghanistan era composta da:

Dr. Gianni Pedrini, antropologo culturale e responsabile del progetto; Dr. Maurizio Missana, medico e responsabile del progetto sanitario, Dr. Sandra Mondini, medico di base;

Beppe
Bosio, responsabile logistica e organizzazione;

Mariuccia Selvaggi, insegnante e infermiera volontaria della CRI; Mauro Bedeschi, aiutante di sanità e logistica.

Incontri e Conferenze

** Comandante Mujhaidin e luogotenente di Massud durante la guerra russo-afgana 1979-1989.

Venerdì 16 Novembre,

ore 20,45

Dr. Sandra Mondini

Medico di base

“Un Medico di

Famiglia nelWakhan”

La missione sanitaria (H)ELP for

Afghanistan nel Corridoio del

Wakhan, aspetti clinico sanitari

Presenta il giornalista Gabriele Ronchetti

Venerdì 23 Novembre,

ore 20,45

Dr. Giovanni Pedrini

Antropologo culturale

“ Il Popolo dei

Wakhi ”

Storia, usi e costumi di genti

sconosciute e dimenticate

Venerdì 30 Novembre,

ore 20,45

Dr. Gabriele Torsello e

Abdullah Anas**

“Afghanistan, oggi”

Attualità da un paese sconvolto

da 30 anni di guerra

Presente il giornalista Gabriele Ronchetti

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