Viaggio a Capo Verde , di Maurizio Fortunato

C'ERA UNA VOLTA...

C'era una volta in un paese lontano lontano una piccola isola felice. Una sola? diranno i miei piccoli lettori con un faccino triste e sconsolato..... c'erano una volta in paese lontano lontano dieci piccole isole felici. Dieci piccole gemme incastonate in un azzurro senza respiro, perse tra cielo e mare senza confini all'orizzonte. Una era nera nera, con un buffo pennacchio bianco che sbuffando le ansimava danzando sopra la testa. Una era dorata, con tanti granellini di sabbia che le facevano da corona, infiniti come le stelle del cielo e brillanti come i raggi del Sole. Un' altra era verde, selvaggia e ribelle come una foresta incantata, con tanti piccoli uccellini dal becco giallo, allegri e chiassosi come una mattina di primavera.

Erano tutte cosi diverse l'una dall'altra e cosi belle che il Dio del Tempo le aveva nascoste sotto il suo mantello per mille e mille anni, finché ..... Ehi un momento, fermate il nastro, ma di che favola stiamo parlando? Ci siamo forse persi ultimamente l'annuncio di qualche clamorosa scoperta in campo geografico? nuove terre inesplorate conquistate alla conoscenza umana? Oppure abbiamo trovato un luogo dove l'uomo sia riuscito a stabilire un connubio di pacifica convivenza con la natura? Forse, più prosaicamente, stiamo parlando di un posto dove l'occasionale presenza umana riesca ancora a lasciare la natura del luogo inalterata come l' ha trovata? ..... finché,finché un giorno arrivarono gli italiani. Eh si perché dovete sapere che la scoperta di questa piccola perla di arcipelago, scoperta in senso turistico, ha una storia tutta italiana.

Negli ultimi anni, infatti, il numero dei turisti italiani ha eguagliato e superato il numero dei turisti portoghesi, di cui queste isole erano anticamente una colonia, e a sentire i progetti in cantiere, con i relativi ingenti investimenti che ne seguiranno, sembra che diventerà sempre di più una meta a strisce verdi bianche e rosse. Capo Verde, dieci piccole isole baciate dal Sole sotto un vento sferzante, in una natura aspra e selvaggia che non teme l'uomo perché in gran parte ancora lo domina, con un clima tropicale che rende gradevole il soggiorno pressoché in ogni periodo dell'anno. Capo Verde è la risposta a portata di mano alle mete più esotiche e già troppo inflazionate.

Ma la domanda che sorge spontanea al viaggiatore che si avvicina per la prima volta a questo piccolo pezzo di mondo incantato è : " per quanto ancora resisterà? ".

Rimanere estasiati di fronte alla spiaggia di Praia Curalinho sull'isola di Boavista (volgarmente ribattezzata dai turisti Santa Monica per la somiglianza con la famosa spiaggia Californiana, ma non è molto più poetico l'antico nome portoghese, che tradotto significa spiaggia corallina? ) 20 Km di sabbia immacolata, dove le più comuni forme di vita sono dei graziosi granchietti con gli occhi sporgenti che ti guardano mentre si allontano con incedere elegante, dove non esiste fortunatamente la benché minima presenza di manufatti umani, dove puoi ascoltare l'anima del mare che con dolce veemenza accarezza la terra in un abbraccio senza fine e sentirti stringere nella speranza di poter tornare tra cento anni e trovarla lì ad aspettarti, immutata dal tempo.

Visitare le antiche saline di Pedra de Lume sull'isola di Sal, dove il tempo ha impresso il suo marchio sul legno in rovina delle prime fabbriche per l'estrazione, sulla ruggine purpurea della navi abbandonate nel piccolo porto, dove i colori dell'arcobaleno si riflettono nella vasche abbandonate con il sale che muta dal rosso all'azzurro, dove sbucando dal ventre della montagna in una piccola valle ti senti trasportare in un mediterraneo Far West e inorridire al pensiero che qualcuno sta ideando di trasformarle in una moderna Beuaty Farm per ricchi turisti a cui interessa solo smaltire un po' di girovita.

Io non so fare previsioni ma sono convinto che Capo Verde non si piegherà tanto facilmente e che l'asprezza della sua natura servirà almeno a porre un freno all'avanzata incondizionata del cemento, come la fierezza del suo popolo abituato da secoli a combattere per sopravvivere e che non aspetta certo il turista come soluzione definita di tutti i suoi problemi. Forse il turismo potrà essere un punto di rinascita, contribuendo così a frenare l'esodo di questo popolo verso un futuro migliore, ma solo se riuscirà ad essere consapevole del potere distruttivo che porta con se. Capo Verde non può aprirsi ad "un'invasione" di massa senza correre il rischio di perdere la sua identità, la sua naturale vocazione ad una convivenza soggiogata con una natura spettacolare e matrigna che elargisce i suoi doni con molta parsimonia.

Lo stato di fatto che si è venuto a creare con la concentrazione dei grandi e moderni villaggi sull'isola di Sal, favorito oltre che dalla posizione dell'isola, che gode di un clima particolarmente secco, anche dalla presenza dell'unico aeroporto internazionale dell'arcipelago, costruito dagli italiani negli anni '30 come scalo tecnico sulle rotte transoceaniche verso il Sud America, può essere una buona soluzione di compromesso ed equilibrio che consenta di sopportare e controllare meglio l'afflusso di migliaia di persone in più. Visitare l'arcipelago non è particolarmente facile, ancora di più nel caso vi ripromettiate di vederlo tutto cosa per cui dovreste programmare un congruo periodo di tempo ben al disopra delle due classiche settimane mordi e fuggi.

Non esistendo servizi regolari via mare l'unico mezzo efficace rimane l'aereo. La compagnia nazionale TACV Cabo Verde Aerlines ha collegamenti giornalieri tra le isole più importanti quali Sal, Santiago, Boavista, São Vicente, São Nicolau e settimanali per Fogo e Maio, ma i voli interni sono quasi sempre pieni ed occorre prenotare con largo anticipo confermandoli per tempo, quando non di rado vengono cancellati per svariati motivi, senza considerare che non sono proprio a buon mercato. Per raggiungere le ultime due isole, i cui aeroporti per motivi di sicurezza sono chiusi da tempo, si possono utilizzare dei traghetti locali che partono da Fogo per raggiungere Brava ( servizio non regolare ) e da São Vicente per Santo Antão.

Quello per cui invece non occorre preoccuparsi più di tanto è il clima, che essendo tropicale e mitigato dal continuo spirare degli alisei è godibile tutto l'anno. La stagione migliore in assoluto va da Novembre a Luglio, anche se sconsiglierei i mesi invernali in cui l'intensità del vento può diventare fastidiosa, a meno che non siate li per fare windsurf o sport affini. Da Luglio a Novembre si possono avere delle precipitazioni brevi e molto intense ( ma ci sono anche degli anni in cui l'acqua non si fa vedere per niente con gran sconforto degli isolani ).

Noi ci siamo andati in un periodo compreso tra fine Luglio ed inizio Agosto del 2002 e non abbiamo avuto inconvenienti di sorta, a parte il fatto che per le correnti in quota il cielo è sempre coperto da un sottile velo di nuvole almeno fino verso mezzogiorno ( mi sono informato e dicono sia normalmente così tutto l'anno, ma d'altra parte costituisce un primo filtro naturale agli intensi raggi del Sole).

Allora, tra le varie soluzioni, avete la possibilità di trascorrere un soggiorno in uno dei vari alberghi sulle isole ed effettuare delle escursioni giornaliere in aereo per visitare le altre, nel caso è bene scegliere come base d'appoggio l'isola di Sal sia per la maggior possibilità di alloggiamento, i grandi tour operator operano principalmente qui, che per il fatto che sull'isola c'è il principale aeroporto dell'arcipelago usato come base anche dalla Cabo Verde Express, piccola compagnia privata praticamente a conduzione familiare utilizzata per i voli turistici.

A questo punto o tramite tour operator o altre piccole agenzie locali potete visitare alcune delle altre isole, tenendo in considerazione che non per tutte sono organizzate escursioni e che comunque partono solo se viene raggiunto un numero sufficiente di partecipanti, circa una ventina, tale da riempire i piccoli aerei i mitici turboelica LET 410 di fabbricazione cecoslovacca. Con questo tipo di soggiorno è difficile pensare di poter risparmiare qualcosa organizzandosi indipendentemente con i voli di linea per visitare giornalmente le altre isole, principalmente per i costi dei voli interni a cui dovreste poi aggiungere i trasporti locali ( non su tutte le isole noleggiano auto ) e per il poco tempo a disposizione.

Se invece non vi interessa fare un soggiorno al mare e preferite girare per vedere il più possibile, allora la soluzione migliore è partire con un pacchetto organizzato, il più completo ed economico è quello del famoso gruppo di Avventure nel Mondo che tocca le isole di Santiago, São Vicente, Santo Antão, Fogo , Boavista e Sal ( ma ne troverete anche di altri operatori). Se invece siete proprio dei patiti del fai da te estremo e non avete problemi di tempo potete contattare la TACV in Italia ( viale L. Majno 38 Milano, tel 02/29536310 fax 02/201045) ed acquistare un volo di linea che vi dà il diritto ad entrare in possesso di un voucher per 5 voli interni a prezzi scontati, ma non lasciate niente al caso e fissate già prima di partire le tappe del vostro tour prenotando con largo anticipo, riservandovi poi sul posto solo il problema di trovare da dormire ( l'ufficio di promozione turistica in Italia è a Milano in Corso Europa 22, tel 02/76022377 fax 02/76022389).

E venne anche per me la prima volta della "vacanza in villaggio". In verità avevo sempre avversato prima d'ora questa tipo di soluzione, anche per non incorrere nel rischio di rimanere troppo inquadrato, come quando da bambino trascorrevo le mie vacanze in colonia, ma devo riconoscere che in questo caso il soggiorno ha presentato anche degli aspetti molto piacevoli.

E così ci siamo ritrovati nel pieno della notte dopo sei ore di volo dall'Italia, assonnati ne più e ne meno dei ragazzi dell'equipe che ci hanno accolto, nel famoso Bravo Club Vila do Farol, così battezzato per via di un piccolo faro in disuso nei pressi del villaggio, l'ultima moderna costruzione della bella spiaggia di Santa Maria sull'isola di Sal inaugurata nel Dicembre del 2001 ( ultima ancora per poco ... ).

Il tempo di farsi etichettare come "all inclusive", con una bella fascetta celeste al polso che ci accompagnerà per tutto il soggiorno, e via a nanna dispersi tra le multi colorate casette in stile lungo piccoli sentieri fioriti.

Della vita del villaggio non credo ci sia molto di interessante da dire, a parte il fatto che la simpatia dei ragazzi dell'equipe (mi vengono in mente la brava cantante napoletana Delia, il capo animazione, un pazzo scatenato di Passimeno sul Trasimeno, il genovese Checco, cabarettista di una simpatia unica e tutti gli altri in genere), attenti comunque a non diventare troppo invadenti, ha contribuito a creare un ambiente familiare unitamente alla buona cucina, ricca di pesce locale sicuramente fresco data la grande disponibilità.

L'unica nota stonata si è verificata con la calata degli Unni che nella seconda settimana di soggiorno ha invaso il villaggio, ovvero un nutrito gruppo di medici e farmacisti nostrani, con familiari al seguito, in vacanza premio. Dopo un brevissimo combattimento ( praticamente senza incontrare resistenza ) a colpi di capsule e supposte si sono conquistati riservandoselo metà ristorante, saturando nel contempo con la loro esuberante presenza anche tutti gli altri spazi vitali.

Ma la vacanza premio per essere stati i più bravi a propinare pozioni miracolose, offerta da una nota casa farmaceutica finita sugli altari della cronaca giudiziaria proprio nel periodo in cui mi accingo a completare questo lavoro (Febbraio 2003), gli deve essere andata leggermente di traverso come la famosa pasticca che non và ne su e ne giu.

Ma ora spazio alle immagini, con le foto e le note saliente delle isole dell'arcipelago visitate, a partire da quella di Sal dove eravamo alloggiati, che potete raggiungere utilizzano le piccole mappe in cima alla pagina. A proposito mi dimenticavo sapete perché si chiama Capo Verde? molto probabilmente per la scarsa fantasia di chi si prese l'incombenza, il quale gli attribuì lo stesso nome del promontorio del Senegal sulla costa africana che gi sta dirimpetto, anche se è da notare come queste isole al momento della loro scoperta, contrariamente ad oggi, fossero ricoperte da fitte foreste verdi, abbattute in seguito per farne legname da costruzione o pascoli per animali ( ben presto inariditi ). Per sintetizzare mi sembrano infine molto belli i versi di due tra i più noti personaggi dell'arcipelago, che vi riporto così come sono riportati nella guida "Capo Verde" di Rossella Righetti ed. Guide Ulysse e Moizzi Ottobre 2001 utilizzata nel viaggio.

"Rocce a picco, valli profonde, venti diventati pazzi dall'inizio del tempo, un mare in rivolta, spiagge infinite. C'è anche il sole. Eterno e senza pietà, che ci brucia il ventre, la terra e il capo: il nostro e quello delle capre, quelle di sempre. La certezza del deserto nella sabbia che vola su strade aperte. Dieci isole fatte di silenzio, di nostalgia e di sogni"

Dina Salustio, scrittrice capoverdiana

"Nel cielo sei una stella
che non brilla
sul mare sei sabbia
asciutta .
Dispersa nel mondo
scogli e mare.
Terra povera, colma d'amore
dove ci sono la morna e la coladeira.
Terra dolce piena d'amore
dove ci sono il batuco ed il funanà .
Che nostalgia
una nostalgia infinita,
mio piccolo paese quanto ti amo
quanto ti amo"

Cesaria Evora, cantante capoverdiana di Mindelo ( São Vicente )

Un ricordo particolare ed un augurio di felicità lo dedico a tutti i bambini di Capo Verde, dotati di una carica vitale irrefrenabile corredata da una simpatia unica e sempre pronti a mettersi in posa per farsi fotografare senza chiedere nulla in cambio, con quel sottile filo di ironia per il turista che è dietro la macchina fotografica che non guasta affatto, anzi ........

Questo diario di viaggio è stato scritto da Maurizio Fortunato

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