Introduzione
Finalmente il BeachComber, la mia barca a vela (un Trapper 500 di un 8,5 m), dopo due anni passati a secco a causa di numerosi lavori di sistemazione, è pronto per navigare per almeno tre settimane (.. o di più, spero!) nel limpido mare della Croazia: le coste dell'Istria, il Quarnero, Cherso e Lussino, Arbe, Veglia... le Incoronate, il Krka e Sebenico... e forse ancora avanti...
La prima settimana di viaggio la farò in compagnia di mio papà, indispensabile aiuto per il completamento dei lavori: altrimenti mi sa che la barca sarebbe ancora in canale...
Nota su mio papà: si è fatto il mazzo per i lavori sulla barca.. ma è andato a vela una volta sola, tre anni fa, quando l'abbiamo portata da Lignano a Trieste... cinque giorni in barca di fila... chissà come andrà.. il mal di mare è sempre in agguato.. e la vita a bordo non è sempre così semplice....
Due parole sul BeachComber, che altrimenti si offende....
Il BC è in mare solamente da un mese: nei due anni passati a terra, oltre a sistemare lo scafo, affetto da osmosi, sono state fatte diverse migliorie alle vele: prima la randa era una terrificante randa avvolgibile (sul boma), con una balumina negativa (il lato della vela opposto all'inferitura, cioè a dove la vela viene infilata nell'albero) e senza stecche, ora, invece, c'è una randa classica, steccata, con due mani di terzaroli e un 30% di superfice in più.. che non è poco... la differenza in navigazione si sente e il BC naviga come non ha mai navigato prima...

Il BeachComber ormeggiato a Arbe (Rab)
Prima gestire la randa era veramente un problema: per ridurla bisognava andare alla base dell'albero e girar una manovella... bisognava che il boma fosse esattamente perpendicolare, altrimenti niente... e per issarla, bisognava girar sempre la manovella e cazzare la drizza... ora, invece, tutto dal pozzetto!
Inizialmente non c'erano nemmeno i carrelli per gestire le scotte del genoa... adesso si (che casino montarli...), e tutte le manovre sono rinviate in pozzetto, in modo da poter gestire la barca anche da solo.
Ma una delle modifiche che si apprezzeranno di più in crocera sarà la splendida plancetta di poppa, autocostruita, così comoda per lavare i piatti, tuffarsi, rinfrescarsi i piedi, salire e scendere dalla barca, fare i bisogni...
.. e due parole sull'itinerario....
La destinazione della prima settimana è Punat, un tranquillo paese dotato di un comodo marina situato nell'Isola di Veglia (Krk) : qui ci raggiungeranno mio fratello e mia mamma e passeremo qualche giorno in famiglia.
Poi, cambio di equipaggio: Marco e Fabio arriveranno con la corriera da Trieste a Veglia e con loro un altra settimana di viaggio, verso "sud": Isola di Isto, Molat, Incoronate, Sebenico, Cascate del Krka...
Fabio, dopo una settimana se non ci sono imprevisti, scenderà a terra a Sebenico per tornare a Trieste, mentre io e Marco (salvo soliti imprevisti) continueremo...
3 agosto 2009 - Da Trieste a Cittanova (Novigrad)
L'idea iniziale era partire alla domenica sera, arrivare alla prima dogana utile alla mattina presto e fare una fantastica tirata magari fino all'Isola di Unije... ma non è andata così..... Partiamo di lunedì, tardissimo: alle 10.20.... altro che partenza all'alba!
Vento ovviamente contrario, da Sud, e onde. Motore, un pò di randa e autopilota. Puntiamo a Punta Salvore, che indica la fine delle acque slovene e l'inizio di quelle croate.
Una cosa che apprezziamo subito il primo giorno è il gps: un Garmin GPSMap 520. Tra le varie funzioni che offre, dopo aver tracciato la "rotta della giornata" è l'ora di arrivo, che ovviamente cambia in base alla velocità che si tiene... Beh, discussioni del tipo "orza/poggia di più che così ci allontaniamo troppo" sono sparite...
Al largo di Pirano (13.45) l'autopilota a barra della Raymarine cede (troppo sforzo dovuto al mare mosso? Errato utilizzo?)... e questo per me è un problema... l'autopilota fa comodo, non solo nelle uscite solitarie.... vabbè, infondo una volta si navigava senza.... faremo turni! Certo, si può sempre bloccare la barra del timone con delle cime/elastici.. ma questo sistema riesce a garantire la giusta rotta solo per qualche decina di secondi.
Il mare, un pò alla volta, si calma e arriviamo a Cittanova (Novigrad) alle 18.00.
Qui solite operazioni doganali: ogni volta che si arriva in Croazia via mare bisogna fare scalo nella prima capitaneria, compilare la Crew List, cioè la lista dei membri dell'equipaggio e pagare il permesso annuale. E' importante non trasghedire: le forze dell'ordine croate sono famose per essere molto "lige al loro dovere", se si viene pizzacati a navigare senza i dovuti permessi, son casini.
Cittanova, anni fa, è stata la prima tappa della crociera in Croazia con il Perla, la mia prima barca, un Alpa 7 : arrivare a Cittanova con Marco quella volta mi è sembrata una vera avventura... con il BeachComber la situazione è sicuramente diversa... 8.50 m "comodi" contro i 7 m "stretti" del Perla.... e un 18cv entrobordo rispetto ad un misero fuoribordo che salta ad ogni onda ... altra storia, per non parlare delle vele... una bella randa e un bel genova.....
I gavitelli difronte alla zona balneare/ristorantini sono tutti occupati, ne prendiamo uno nei pressi del marina... è tardi e nessuno ci chiede le kune per il posto. I gavitelli sono delle boe a cui è possibile ormeggiare, pagando un piccolo obolo, piccolo rispetto soprattuto ai prezzi dei marina.. certo, non ci sono servizi di nessun tipo e bisogna scendere a terra con il tender.... ma danno più sicurezza rispetto un ormeggio all'ancora..
Gonfiamo il tender, sbarchiamo e passeggiata lungo il Marina ACI di Novigrad: gran bel marina.... grande, pieno di barconi.... ma volete mettere con un bel, economico, gavitello?
Cena in paese (delle ottime cozze alla buzara in un ristorantino situato difronte alla zona balneare vicino al molo doganale) e poi a nanna: appena arriviamo, remando, al BeachComber, scoppia un bel temporale, con pioggia fitta... giusto in tempo!
4 agosto 2009 - Da Cittanova all'Isola di Unjie.
Tappona di 65 Mg : il percorso, per adesso, più lungo che abbia fatto con il BeachComber.
Partiamo da Novigrad alle 9.30, dopo aver fatto 10 litri di gasolio nel benzinaio situato in marina.
Il tempo anche oggi non è il massimo: siamo circondati da nuvole nere che, specie sulla costa, scaricano dei violenti acquazzoni... passiamo Parenzo, Orsera, Rovigno... teniamo le isole di Rovigno a sinistra, puntando direttamente alle Isole Brioni: mi piacerebbe far una sosta qua con la barca, nel molo presso l'hotel... ma fuori budget! Ma una passeggiata tra zebre, daini e le altre bestie del parco, me la farei volentieri... prossimo viaggio!
Le Isole Brioni sono un area protetta: non è assolutamente concesso entrare nell'area di tutela, anche con le barche a vela. Meglio stare a distanza...
Alle 15.00 passiamo le Brioni e puntiamo verso la baia di Soline, quasi sulla punta dell'Istria.
Ci meritiamo una pausa....e anche il motore, visto che abbiamo navigato praticamente sempre con a motore + vela, per accelerare i tempi.
Soline è una bella insenatura, riparata: peccato per l'enorme quantità di motoscafetti del cazzo guidati da coglioni che sfrecciano a tutta velocità anche a pochi metri dalla riva. Sinceramente: una remata sui fianchi, a questi coglioni, la darei volentieri... (tanto per essere chiaro ed elegante)
Lasciamo Soline e, pochi minuti dopo, un piacevole incontro: tre delfini ci passano vicini.. è sempre una emozione, sono degli animali splendidi...
Passiamo il faro del Porer: inizia l'attraversata del Golfo del Quarnero... per carità, non sarà come attraversare l'Atlantico... ma se qui soffia la Bora... altro che Alisei!
Il mare è tranquillo... all'improvviso, a dritta, sbuca un altro delfino.... sono una coppia.... si mettono a far le loro evoluzioni a fianco della prua.... passo io al timone e mando mio papà davanti a godersi lo spettacolo: vedere questi splendidi animali dall'alto, mentre fanno le loro evoluzioni... è qualcosa di fantastico.... in Atlantico, durante l'attraversata con il Malaika, da Antigua alle Isole Azzorre, ne avevamo visti a decine.... ma ogni volta è come fosse la prima... sono degli animali che riescono ad emozionare sempre...
Il vento aumenta e il mare, di conseguenza, anche.... vento da NE, bora! Prendo l'anemometro... 20/25 Kn di vento.... un bel traverso con un pò genoa verso l'isola di Unjie!
Il garmin con la rotta che avevo impostato dava come orario di arrivo le 21.30 : la rotta terminava nella baia difronte il paese... ma noi vogliamo andare a Marakol, bella baia riparata dotata di gavitelli (anche se, in realtà, anche la zona dinnanzi il paese è al riparo della bora).
Il tramonto è fantastico.
Alle 21.30 abbiamo il paese di Unije al traverso...c'è una luna piena che risplende come un faro tra l'Isola di Sansego (Susak) e l'Isola di Lussino.
Si vede una luce sulla cima del Televrina, il monte più alto dell'Isola di Cherso (vi consiglio vivamente, se vi piace camminare, di raggiungere la sua cima partendo magari da Ossero o Sv. Jakob... panorama mozzafiato).
Uso la lucetta del Televrina come riferimento per attraversare il passaggio tra Unjie e le Shrakane, un pò alla volta viriamo verso N... e compaiono, in lontananza, un sacco di luci. Un paese? Strano, la cittadina di Unjie è sull'altro lato... non capisco che cosa siano.
La stanchezza si fa sentire... sia per me che per mio papà è la prima vera notturna con la nostra barca... il mare qua si fa sentire di più, non siamo più riparati dall'Isola.... abbiamo la bora difronte... solo motore.
Ci avviciniamo sempre di più alle luci.... e capiamo finalmente cosa sono: barche! Le barche ormeggiate a Marakol!! Certo che di notte tutto assume un aspetto diverso...
Alle 23.10 siamo all'ancora a Marakol. Non ci azzardiamo a cercare un gavitello... troppo casino.... fare slalom di notte tra le barche con la stanchezza adosso non sarebbe intelligente.... all'ancora, al riparo dalla bora e dalle onde.... e il sonno prende presto il sopravvento (aiutato anche da un abbondante piatto di pasta).
Buona notte!
05 Agosto 2010 - Da Marakol (Isola di Unjie) all'Isola degli Asinelli (Ilovick)
Risvegliarsi a Marakol è piacevole: una cornice di verde e di blu...

Marakol (Isola di Unie)
Il risveglio è ancora più particolare grazie alla curiosa di mio papà, già sveglio, che ha da poco pescato una occhiata... con un fusillo Barilla!!!!!! Non ho parole. Ok che le occhiate mangiano di tutto... ma pescarne una con un pezzo della pasta avanzata dalla cena....!!!!!
Beviamo una bella dose di caffè, gonfiamo il tender e sbarchiamo a terra.
La cittadina di Unije è sempre incantevole: il verde della vegetazione, il blu acceso del mare della baia... e i colori sgargianti di alcune case che, stranamente, si intonano con il paeseggio.
Ci sono diversi appartamenti in affitto.. una settimana qui la passerei volentieri... sole, mare, pesca, immersioni... non sarebbe male, no? Rifacciamo colazione... altro caffè e qualche pasta crema, di quelle belle pesanti... dopo l'attraversata di ieri, ce la meritiamo, eh!
Facciamo un pò di spesa nel piccolo Market del paese (pane, pomodori, pesche.. solito fresco...), cambiamo un pò di kune, ammiriamo un paio di gommoni (la nostra prima imbarcazione è stato un gommone, uno Storm 41 della Callegari, con cui, 15 anni fa, abbiamo girovagato per le isolette del Quarnero....).
La bora continua a farsi sentire: non è poca. Anzi. Dall'alto del sentiero che collega Marakol al paese si vedono delle belle creste bianche... alcune barche a vela, con uno straccetto di genova, risalgono.... altre, con una rotta più agevole, fanno un bel traverso... altre ancora in poppa.
Decidiamo di uscire comunque (11.15).
Uno sloveno, dalla sua bella barca a vela dalle dimensioni più consistenti del BeacComber, ci fa un cenno con la mano... come per dire: ".... non è il caso di uscire, amici italiani...".
Per fortuna la nostra rotta è verso "giù", verso i gavitelli dell'Isola degli Asinelli (Ilovick), isolotto situato all'estremità dell'Isola di Lussino... vento a favore.... se avessi dovuto fare una bolina, con quel vento e con quelle onde, non sarei uscito.
Il vento soffia sui 20-25 Kn... si naviga ovviamente solo vela.... con un pò di genoa si cammina bene.... il gps segnerà, alla fine della giornata, una velocità max di 7,9 KN! Probabilmente durante una bella raffica.... e in discesa da un onda!
Dopo Artatore (Isola di Lussino) il mare è più tranquillo...
Arriviamo a Ilovick alle 17.30: 18 Mg da Marakol... solo vela... finalmente!
I gavitelli sono tutti occupati (situazione più che normale in agosto).... diamo fondo all'ancora quasi alla fine del canale tra Ilovick e Sv. Petar .... rifacciamo l'ancoraggio tre volte... c'è corrente.... mio papà, che sta a prua a tirar su e giù la catena e l'ancora, mi ringrazia diverse volte.... dai, che un pò di movimento fa bene!
Cena in paese: ristoranti non mancano e passeggiare per questo grazioso paesotto, è sempre piacevole.

Tramonto a Ilovick
(Sto scrivendo sempre dal Marina di Punat, fuori la bora soffia bene... mio fratello dorme alla grande..... questo pomeriggio arrivano Fabio e Marco...usciremo?)
6 Agosto 2010 - Da Ilovick ad Arbe
I posti dalla partenza fino a Ilovick li conoscevamo tutti: oggi finalmente una località nuova, Arbe (Rab)!
Partiamo alle 8.20... passiamo le isole Orule, poi con un bel borino sui 15 Kn, puntiamo verso l'Isola di Pago (Pag).
A Pago ci siamo stati "secoli fa", con il gommone... in quattro, partendo da Artatore (Isola di Cherso)... campeggio nautico... gommone ancorato, due tende su una spiaggia e via, all'avventura.... Lasciamo Pago e, con una bella attraversata, arriviamo ad Arbe (Isola di Arbe) alle 16.20.
L'impatto con Arbe, dal mare, è notevole: I suoi quattro campanili sembrano controllare chi arriva dal mare... sembra una cittadina molto bella, l'impatto è sicuramente positivo.
Troviamo posto in paese, nel marina.
Arbe si rivela veramente una bella sorpresa: è molto bella, con le tipiche viuzze strette, con il pavimento lastricato in pietra. Ricorda molto le cittadine dell'Istria come Rovigno, Parenzo, Cittanova...
E' possibile salire sui 4 campanili: la vista che si gode è fantastica, spaziando a 360 gradi sulla cittadina e sul mare circostante.
Scopriamo una cosa: San Marino, il fondatore dell'omonimo stato, è originario di Arbe....
7 Agosto 2009 - Da Arbe (Isola di Arbe, Rab) a Punat (Isola di Veglia, Krk)
Lasciamo il marina di Arbe intorno alle 10, in direzione di Punat, Isola di Veglia, dove incontreremo il resto della famiglia: mia mamma e mio fratello. Poi arriveranno, dopo due giorni, Marco e Fabio, con cui continuerò la crociera.

In navigazione verso Punat (Isola di Veglia)
L'Isola di Veglia si può raggiungere comodamente via terra, passando per il ponte: è una bella isola (in agosto un pò troppo battuta dal turismo.. ma questo vale per tutta la Croazia, e non solo..) e, paesi come Veglia, Punat, Besca meritano sicuramente una visita.
Arriviamo in marina alle 16.00 : Luca e mia mamma sono già che ci aspettano.
Punat è in una posizione particolare: si trova all'interno di una baia che forma una sorta di "lago", collegata al mare da uno stretto canale. Il marina (43 euro a notte per il nostro 8,5 metri) è molto grande e I servizi (ristorante, bar, docce, market) sono più che adeguati. C'è anche la wireless, inclusa nel servizio: approfitto per aggiornare il blog..
Alla sera visita di rito alla vicina Veglia (che, oltre ad essere il nome dell'isola, è anche il nome della cittadina più importante): c'è tantissima gente, buona parte dei ristoranti sono pieni e bisogna aspettare.
Mi chiedo come sia navigare e visitare la Croazia fuoristagione, magari verso la fine di giugno.. credo che sia completamente diversa rispetto ad adesso... magari un giorno...
08 Agosto 2009
Oggi è stata una vera giornata di relax: con il BeachComber costeggiamo la costa fino a Besca Vecchia (Stara Baska): numerose e belle spiagge attraggono la nostra attenzione...
Alla fine ancoriamo vicino al paese di Besca Vecchia: qui vicino c'è una delle mie spiagge preferite, spiaggia che si può raggiungere anche via terra, percorrendo uno stretto sentiero che parte dalla strada che porta a Besca Vecchia. E' un posto da visitare non sicuramente in agosto.... ve lo consiglio!!!
- fine prima parte -
Questo diario di viaggio è stato scritto da Davide Zugna
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