"Sono convinto che esistano al mondo persone nate in una patria che non è la loro e che soffrono di nostalgia per una terra che non hanno conosciuto.
La casa dove vissero bambini, le strade dove giocarono, non hanno fascino per loro.
Forse si tratta di un bizzarro fenomeno di atavismo che spinge alcuni individui, pellegrini erranti, verso i luoghi che i loro antenati abitarono secoli e secoli prima"
Aldous Huxley
Lunedì 20 Luglio
Ore 3 - Partenza da Malpensa. Volo ritardato di 1,30. Consiglio: le copertine in pile dell'aereo, potrebbero tornarvi utili durante il safari, soprattutto nel parco del Ngorongoro!
Lunedì 21 Luglio
Ore 12 - Arrivo a Zanzibar. Spostiamo gli orologi avanti di un'ora
Ci accoglie Mauro di Villa Dida con una 'sorpresa': sembra che la notte precedente al nostro arrivo siano scoppiati i tubi dell'acqua in Villa Dida per la troppa pressione, pertanto ci viene offerta la sistemazione in una struttura alternativa: Mvuvi.
Noi, un po' dispiaciuti per non poter vedere Villa Dida e allo stesso tempo solidali con il povero Mauro, accettiamo senza fare problemi ... siamo in Africa, queste cose sono all'ordine del giorno ... Hakuna Matata e, soprattutto, ci viene detto che in pochi giorni il tutto sarà sistemato perciò avremo la possibilità di spostarci lì ...
Carlo, un efficiente tutto-fare zanzibarino di Villa Dida, ci porta al Mvuvi (che in swahili significa “pescatore”)... eccolo: colori pastello, accogliente, semplice e particolare al tempo stesso, arredamento essenziale e di gran gusto, spazio comune con vista sull'oceano indiano!!! iniziamo a convincerci che, in fondo in fondo, troveremo il modo di consolarci per non aver soddisfatto la curiosità di vedere Villa Dida
... ci accoglie Andrea con un 'fate come se foste a casa vostra'
Andrea (romano) e Nadia (svizzera) gestiscono la struttura. Milly, la proprietaria, brillante sciùra di Gallarate, ci racconta la storia del posto, nato originariamente come casa e poi convertito ad una struttura per accogliere turisti; effettivamente, considerata la sensazione di pace che suscita al primo impatto, viene naturale viverlo subito come un posto familiare ...
Le camere sono spaziose e confortevoli, la doccia funziona (!), subito davanti alla casa c'è uno spazio di spiaggia privata con sdraio e palme e un attento 'guardiano' che tiene d'occhio le vostre cose nel caso voleste fare una passeggiata il lato sinistro della spiaggia propone un diving center (sempre gestito da Andrea di Mvuvi). Non abbiamo avuto occasione di 'testarlo' in quanto avevamo già prenotato un altro diving dall'Italia, ma vedendolo da fuori l'organizzazione sembra buona e la barca comoda e capiente.
Continuando oltre, si estende una serie infinita di villaggi turistici (ciascuno con rigorosa versione turistica di masai al proprio ingresso) e ovviamente una serie altrettanto infinita di 'beach boys' che vi avvicineranno cercando di vendervi qualsiasi tipo di oggetto ... questo, se vogliamo, è l'unico neo di Mvuvi: la vicinanza a masse di turisti, perlopiù italiani, che vivono la giornata facendo balletti e gare di beach volley, con i braccialetti ai polsi di colore differente a seconda del villaggio di appartenenza ... per facilitare il rientro al giusto ovile la sera!
Il versante destro della spiaggia è invece più tranquillo. C'è un villaggio di pescatori e qualche esposizione di artigianato e pittura locale ... la passeggiata è sicuramente più caratteristica !!! Se chiedete a qualche pescatore, potete anche organizzare un giretto in barca (la doa) per pescare.
Solitamente si può uscire per la pesca alle 6 del mattino oppure verso le 13; ogni sei ore infatti la marea si ritira e perciò, se questo consente di fare lunghe passeggiate verso la barriera corallina, impedisce allo stesso tempo alle barche di rientrare.
Per finire: la cucina di Mvuvi è ottima, dall’antipasto al dolce.
Occhio però agli extra: l’atmosfera invita a godersi frutta zuccherina e rinfrescanti birrette africane (Safari o Kilimanjaro) ma alla resa dei “conti” la il lato svizzero di Nadia prende il sopravvento riportandovi bruscamente alla realtà (e intaccando significativamente il budget) !!!
Da Martedì 22 Luglio a Giovedì 24 Luglio
In questi giorni la pioggia è una compagna costante ...a quanto pare la stagione invernale si è prolungata anche nell'emisfero meriodionale. I temporali non durano comunque per molto tempo e, una volta finiti, consentono di apprezzare incantevoli sfumature di colori oceano-cielo ma ciò non ci impedisce di iniziare finalmente la nostra avventura subacquea !
Dall'Italia, abbiamo scelto nel pacchetto 'VillaDida' il diving 'Scuba Libre' - equipaggio e dive master (anche detto Manuel, il rasta) zanzibarini , barca: doa.
Vengono a prenderci ogni mattina in auto, il noleggio dell’ attrezzatura Sub tutto compreso nel prezzo (10 immersioni: 235 euro), scopriamo che anche loro per l'attrezzatura si riforniscono presso il negozio Sportissimo di Milano (ecco, magari dovrebbero rinnovare l’assortimento di mute) ... noi abbiamo noleggiato una muta: 2.5mm con sopra una shorty da 3mm
Il punto di 'ritrovo' per le immersioni è l'isola di Mnemba ( Acquarium, Kichwani, Sandy Bank, Watabomi ....), dove ci accolgono un'infinità di pesci di barriera, banchi di salpe, grandi tartarughe, murene albine, diversi tipi di crostacei... un giorno siamo anche stati 'onorati' da un Black-Tip che è passato a 10 metri sotto di noi.
La profondità media è ntorno ai 20-24 metri e la maggior parte delle immersioni sono in corrente. La visibilità dell'acqua è buona e la temperatura è intorno ai 26 gradi.
Una muta da 5 mm è l'ideale ,,, insieme ad un asciugamano per il rientro in barca, considerato il vento freddo quando la barca è in movimento ...
Il rientro al diving è un'avventura - se non si è più rapidi della bassa marea, si può arrivare con la barca fino ad un certo punto e poi occorre raggiungere la jeep che, attraverso un percorso un po' tortuoso (chiamato dai locali ‘la strada del massaggio’) , ci riporta alla base.
In compenso, compresi nel pacchetto, non mancano frutta e samosa per rifocillare i poveri sub infreddoliti. L'equipaggio, molto servile ed efficiente, si occupa anche di tutta la preparazione e trasporto delle bombole ... lasciando ai sub il solo sforzo di infilarsi la muta. Tutti i sub riconoscono infatti il buon lavoro del gruppo, lasciando loro una buona mancia al momento dei saluti !
Da Venerdì 25 Luglio a Domenica 27 Luglio
In questi giorni ci spostiamo da Mvuvi a Villa Dida; ci viene infatti detto che la struttura è pronta per accoglierci.
Villa Dida è sita vicino ad un villaggio locale: colori forti, arredamento orientaleggiante,ristorante all'aperto, ampia spiaggia deserta e, per chi non si accontenta, altrettanto ampia piscina.
La cucina è semplice e genuina, le porzioni abbondanti ... Se confrontato al Mvuvi, possiamo dire che il posto è decisamente più spartano e offre ampi spazi per muoversi all'esterno e per stare lontani dal fulcro del turismo ... si possono fare tranquille camminate sulla spiaggia senza rischiare di essere tampinati da venditori di ogni tipo ... piuttosto si viene avvicinati dai bambini del villaggio vicino che, timidamente, invitano a giocare e poi, inevitabilmente, finiscono per chiedere penne e caramelle (portatene tante !!! non avanzeranno ).
Questo è quello che abbiamo apprezzato di Villa Dida !
Ciò che NON abbiamo gradito è stato:
il posto non è ancora effettivamente pronto per accogliere persone, ogni giorno c'è un lavoro in corso e soprattutto l'esterno e l'ingresso non sono curati ( e questo ci viene confermato anche da altre persone che non sono state sistemate le settimane precedenti, con la stessa scusa avanzata a noi: i casi sono due - o le tubature sono veramente un punto critico, o il buon Alessio e Mauro vendono una struttura che non è ancora pronta per l'uso ...); in più, i due cercano di bilanciare il disagio provocato offrendo gite, pacchetti all inclusive, sconti etc. etc. in modo casuale e del tutto scriteriato provocando così reazioni di malcontento tra i clienti (ma non lo sanno che gli italiani tra di loro parlano ?!?!?) infine, hanno uno strano concetto di 'mezza pensione' – la colazione è ok, ma a cena la scelta è limitata ad antipasto+primo o antipasto + secondo; la combinazione primo + secondo costituisce un extra...
Lunedì 28 Luglio - Verso Arusha
Approfittando del servizio di transfer di Villa Dida, andiamo all'aeroporto dove alle 12;30 abbiamo il volo per Arusha (PrecisionAir), con cambio a Dar Es Salaam.
La gestione delle coincidenze aeree in Africa rimane per noi un mistero - nonostante i lunghi tempi per il doppio-check in e i dubbi sul percorso delle nostre valigie siamo comunque arrivati a destinazione negli orari previsti e insieme ai nostri bagagli. D’altronde Pole Pole è il motto degli africani!
L’unica cosa alleggerita è stato il portafogli, anche le piante hanno imparato a chiedere la mancia. Inoltre viene richista una tassa di 15 USD per i voli interni e di 30 USD per gli internazionali (ricordatevi di tenere i soldi per il volo di rientro in Italia).
Per evitare lo 'stress' legato al cambio di volo, consigliamo comunque di prenotare un volo diretto (ZanAir).
Arrivati ad Arusha troviamo la nostra guida (Emanuel) ad aspettarci per la sistemazione al B&B Smile - questo African-hotel si trova nel cuore della città ed è gestito da persone del posto che parlano poco inglese, ma sono molto gentili. Le camere sono molto molto povere ma pulite (il costo di una doppia per una notte è di 20$). A colazione vengono servite omelette, té speziato, pane e marmellata.
La posizione dell'albergo ci permette di farci una passeggiata per la città e di vedere i caratteristici negozi africani (al centro dell'attenzione di tutti, essendo gli unici bianchi o muzungu in swahili!!! ) e di provare alcuni ristoranti nei dintorni; con 5/10 $ a coppia (!) potete gustare i loro piatti semplici ma genuini (pollo e riso, pesce e riso, samosa, ...) e sempre serviti con un sorriso e un karibu (averne di posti così a Milano ;)
Il quartiere è tranquillo, si può girare senza aver paura (anche se la prudenza è sempre consigliata) e sedersi a bere tranquillamente una birra ai bar locali. Nessuno ha cercato di farci pagare le consumazioni più del dovuto solo perchè stranieri.
Da Martedì 29 Luglio a Sabato 2 Agosto – I Parchi del Nord
o Arusha National Park
o Tarangire
o Ngorongoro
o Lake Manyara
Nota: il nostro programma non prevede il Serengeti, in quanto in questo periodo è iniziata la migrazione degli animali verso il Masai Mara in Kenia perciò rischieremmo di trovarlo scarsamente popolato.
Martedì 29 Luglio
Martedì mattina partiamo per il nostro safari; prima tappa: Arusha National Park.
Nonostante il parco non sia ricchissimo di fauna, se confrontato con gli altri, vale però la pena visitarlo, essendo questo l'unico parco in cui è possibile fare un percorso a piedi ( di circa tre ore ) accompagnati da un ranger armato, in caso di necessità.
Il parco si estende ai piedi del Monte Meru (la seconda cima più alta della Tanzania dopo il Kilimangiaro), è molto ricco di vegetazione, intervallata da alcuni bellissimi laghi (con ippopotami molto molto schivi) e un piccolo torrente alimentato da una cascata.
Durante la passeggiata abbiamo incontrato per lo più giraffe e bufali, ma nel percorso in macchina abbiamo visto anche zebre, orici e scimmie bianche e nere (questo è l'unico parco in cui si può trovare quest'esemplare).
Dopo aver passato tutta la giornata al parco (pranzo con Packet-lunch), torniamo al nostro B&B Smile e la sera proviamo un ristorante nei paraggi.
Mercoledì 30 luglio
Questa mattina ad attenderci, oltre a Emanuel, c’è anche Eli ...il cuoco che provvederà al nostro nutrimento durante il Safari (voto finale: positivissimo). Partiamo alla volta del Tarangire.
Il viaggio richiede qualche ora, così arriviamo al parco nel primo pomeriggio. Durante il percorso è anche possibile fermarsi ad un rettilario, dove c’è anche una sorta di cultural-centre masai.
A differenza dell'Arusha park, il Tarangire è molto ricco di animali: zebre, giraffe, bufali, velvet monkies, facoceri, dick dick, leoni e numerose famiglie di elefanti. Essendo pomeriggio, molti animali si radunano al fiume Tarangire per abbeverarsi.
Alla sera dormiamo al Kigongoni Camp site. La nostra guida si preoccupa di montare la nostra tenda e il cuoco di prepararci la cena in una rustica cucina all'aperto insieme ad altri suoi colleghi. Noi dobbiamo solo preoccuparci di sederci a tavola e gustare la nostra cena (zuppa di carote, pesce marinato dal lago tanganica, ananas cotto nel miele), per poi assistere ad uno spettacolo di acrobazia locale e infilarci nel nostro sacco a pelo (noi ce lo siamo portati da casa, ma l'agenzia sarebbe stata disposta a fornircelo nel caso non ne fossimo provvisti).
La cena viene servita a tutti i 'campeggiatori' sotto una struttura all'aperto coperta da un tetto di foglie: la struttura è alimentata ad energia solare perciò nel caso di clima nuvoloso (proprio il nostro caso !!!) si cena a lume di candela, il che crea un'atmosfera molto romantica e suggestiva.
Nel complesso, il campeggio è molto piccolo e spartano, ma abbastanza pulito. I bagni hanno ampi margini di miglioramento, ma docce e turche non mancano! Non ci sono prese di corrente e per ricaricare telefonini, etc. occorre recarsi al villaggio più vicino (a circa 5 minuti in auto)
Giovedì 31 luglio
Questa mattina è dedicata ancora al Tarangire.
Essendo il clima più freddo, abbiamo incontrato veramente pochi animali rispetto al giorno precedente ... peccato !
Ci consoliamo conl'interpretazione africana della nostra amata pizza preparataci dal nostro cuoco e poi ci avviamo verso l'Holiday Fig Resort. La struttura è nel mezzo di un villaggio lungo la strada principale, in cui si può tranquillamente fare una passeggiata e prendersi una bibita al bar.
Le camere sono semplici e pulite. Attenzione al rischio di ustioni per l'acqua della doccia di difficile regolazione ;) C'è anche un ampio ristorante all'aperto e una piccola piscina.
Venerdì 01 agosto
Oggi è la giornata dedicata al Ngorongoro ... Lo sapevate? Ngorongoro è un nome dato al parco (anche se più che un parco si tratta di una “conservation area”) dai masai, che qui ci portano le loro mucche, le quali camminando emettono un suono dalle loro campane, che appunto fa...ngoron' ngoron'
Quando arriviamo sulla parte più alta del cratere, già percepiamo che ci troviamo in un posto davvero molto particolare: la strada è in terra rossa e se guardiamo verso il basso tutto è ricoperto da una fitta nebbia che crea un'atmosfera di mistero ... fa molto freddo, perciò in aggiunta a felpa, jeans e k-way ci avvolgiamo in una calda copertina di pile (ricordate ? gentilmente offerta da Air Italy) / ho visto anche chi ha sfruttato la coperta masai comprata come souvenir per l'occasione .. in effetti siamo a 2100 metri di altezza sulla sommità del cratere ... man mano che scendiamo (la caldera è 600 metri più in basso) la nebbia si dirada e iniziamo a intravedere uno spettacolo meraviglioso di questa pianura verde circondata dalle sponde del cratere ... chiediamo alla guida di andare alla ricerca del leone ed ecco che l'efficiente ranger chiede l'aiuto degli altri attraverso la sua radiolina sempre a portata di mano ,,, dopo un lungo percorso attraverso gruppi di zebre, gnu, struzzi, elefanti e ippopotami... finalmente arriviamo in un punto in cui ci sono già almeno altre 20 jeep ... si è sparsa la voce: ci sono due leoni, sono vicini al ciglio della strada perciò sono molto ben visibili dall'auto ... uno dorme beato, mentre l'altro si avvicina a noi e si mostra in tutto il suo splendore ... rimaniamo come inebetiti per un lasso di tempo indefinito a osservarli in estasiato silenzio !!! è veramente un'emozione indescrivibile.
Dopo pranzo, un altro richiamo alla radio - oggi è proprio il nostro giorno fortunato: vediamo una leonessa che si sta letteralmente sbranando un povero facocero e poco più in là un gruppo di iene che si sta già assaporando ... quel che resta del facocero!
Purtroppo il tempo passa veramente in fretta, sono quasi le 4 del pomeriggio e inizia a farsi buio perciò dobbiamo rientrare ma il Ngorongoro ci riserva un'ultima sorpresa: da lontano vediamo un rinoceronte ( ce ne sono rimasti appena 15) che cammina con il suo piccolo ... purtroppo non possiamo avvicinarci visto che il pericolo incombe perciò ci godiamo la vista da lontano (e qui, MANNAGGIA, sarebbe stato utile il binocolo che riposava beatamante nel mobile di casa !!!!! ).
Sabato 02 agosto
Ultimo giorno di safari.
Già veniamo presi dallo sconforto ... chiudiamo con la visita al lake Manyara, che è molto vicino all'Holiday Fig Resort.
Già sulla strada prima di entrare incontriamo una quantità incredibile di babbuini e abbiamo occasione di vederne tanti anche all'interno del parco, tra cui anche una mamma che allatta il piccolo. In questo parco non vediamo tantissimi animali ma non ci lamentiamo visto che siamo già stati 'graziati' dal Tarangire e dal Ngorongoro; c'è molta acqua e una fitta vegetazione perciò il percorso è molto tranquillo e piacevole.
Abbiamo la fortuna di vedere un combattimento tra due impala maschi che si scontrano per un gruppo di femmine.
Nel pomeriggio torniamo allo Smile Hotel ad Arusha per l'ultima notte, dove veniamo accolti dalla caratteristica proprietaria che non conosce una parola di inglese ma ha una grande capacità espressiva grazie al suo caloroso sorriso !
Passiamo la sera al locale vicino all'albergo (African Queen Restaurant) dove prendiamo 2 porzioni di riso e pesce + 2 coche + 2 té a soli 5 dollari (in totale) !
Domenica 03 agosto
La domenica mattina torniamo a Zanzibar con ZanAir (il volo è decisamente meglio di quello all'andata con PrecisionAir; diretto e senza ansie per le valigie).
Arrivati a Stone Town, prendiamo un taxi (10$) e andiamo all' hotel Shangani (110$), che ci aveva prenotato Mauro di Villa Dida la settimana precedente.
L'hotel è nel centro di Stone Town e le camere sono confortevoli. Un po' tristi per essere vicini al ritorno a casa, ci consoliamo approfittando della doccia calda e dal getto fluente ,,, che lusso ! Usciamo per fare un giro e andiamo a prenderci l'aperitivo alla tanto 'mormorata' African House, un locale dalla cui terrazza si può vedere il tramonto sull'oceano.
Subito notiamo l'impatto rispetto alla Tanzania,,, qui tutto sembra finto e costruito per i turisti ,,, soprattutto lo spettacolino fatto dalla gente del posto in costume all'interno del ristorante ... distogliamo lo sguardo e la nostra attenzione viene attirata da un gruppo di ragazzi locali (veri) che giocano a calcio nell'aiuola sottostante e si buttano vestiti nell'oceano per riprendere la palla che cade a intervalli regolari ... questa è l'unica cosa VERA che vediamo a Stone Town.
La sera ceniamo in un ristorante indiano, dove spendiamo per un modesto menu ben 38$ e, abituati, ai prezzi di Arusha non possiamo trattenerci dal notare lo spreco.
Lunedì 4 agosto 12,05
E' lunedì ... dobbiamo proprio tornare a casa ... spendiamo gli ultimi dollari all'aeroporto di Zanzibar - piccolino ma si trova un po' di tutto - e poi ci imbarchiamo con un'ora e mezza di ritardo e ... il finale, inutile dirlo, già si sa ...
In conclusione, la gestione del viaggio da parte dei locali africani si è rivelata più professionale ed efficiente di quella a Villa Dida.
C'è stato un solo piccolo misunderstanding sull'ultima notte al B&B Smile che, secondo loro, non era inclusa nel pacchetto. Il ragazzo (Omari) ne è uscito dignitosamente, ammettendo l'errore ed evitandoci la spesa imprevista.
Ultimo consiglio: dopo aver goduto dell'oceano indiano, se volete vedere la VERA Africa, non fermatevi a Zanzibar ... andate oltre!
Assante Sana
Silvia & Glauco
Organizzazione del viaggio
o Periodo: 20 Luglio – 4 Agosto 2008
o Guida: TANZANIA GUIDA POLARIS (Zanzottera; Olivo). Consiglio: a parte le belle foto, questa guida non dà molti dettagli pratici. Molto meglio la classica Lonely Planet.
o Vaccinazioni:Presso il CENTRO VACCINAZIONI INTERNAZIONALI. Via Statuto 5, Milano.
o Febbre Gialla, Tifo, Profilassi antimalarica (Malarone), Epatite A
Costo: Circa 40 €
! Consiglio: recatevi almeno 2 mesi prima della partenza per assicurare che la copertura delle vaccinazioni (vedi Tifo) sia attiva al momento dell’ingresso nella zona interessata.
Inoltre i tempi e le procedure al centro vaccinazioni risalgono ancora al paleozoico !
o Visto:
Consolato Tanzania, Via S. Sofia, 12 Milano.Presentarsi con: 2 foto tessera e passaporto. Costo: 50 euro per il ritiro entro 5 giorni, 60 euro per il ritiro immediato !
o Contatti: [Telefonici e via mail (circa 1 mese e mezzo prima della partenza)]
Zanzibar:
http://www.villadida.com/ (1 settimana soggiorno + pacchetto volo A/R su due settimane + pacchetto 10 immersioni diving a ScubaLibre Diving Centre)
Costo: 1775€/cad.
http://www.zanzibar-fishingclub.it/resort.htm ( ... nei dettagli il motivo del secondo resort ...)
Safari Tanzania:
eletour@yahoo.com , con sedi in Dar Es Salaam (Contatto: Donatus Peter) e Arusha (Contatto: Omari.
Costo: 1 settimana con visita ai parchi, sistemazione per la notte, pasti, transfer (700$/cad.) – vedi dettagli nel diario.
Se vi interessa, anche il cuoco che abbiamo conosciuto durante il nostro safari (Elirehema Pallangyo, eli_ptz@yahoo.com) organizza safari sia nei parchi del Nord che nei parchi del Sud. Parla correntemente inglese.
Voli Interni: www.precisionairtz.com
Costo:
Zanzibar – Arusha via Dar Es Salaam: 198 USD
Per voli diretti provare anche: www.zanair.com
Costo:
Arusha – Zanzibar: 180 USD
Clima:
Il periodo scelto non è stato dei migliori, l’inverno si è prolungato più del previsto: vento e pioggia erano all’ordine del giorno durante la prima settimana. Tuttavia, per i sub, la visibilità in mare è stata comunque molto buona.
Cosa portare:
Bagaglio,
o Consigliato lo zaino, ordine poco ma capienza e agilità di trasporto notevole. Impacchettato all’aeroporto assume l’aspetto di un simpatico bozzolo. La valigia non impedisce di spostarsi ma la gestione è sicuramente più “complicata”
o Sacco a pelo, se previste nottate in tenda (il nostro sacco da min 5° è stato sufficientemente caldo).
Per i sub,
o muta 5mm e protezioni dal vento per il ritorno in barca
Per il safari,
o jeans, maglioni e giubbotti visto che i parchi del Nord sono ad altitudini abbastanza elevate e si percorrono con la jeep scoperta.
o Un binocolo è indispensabile per avvistare tutti gli animali, che non sempre stanno vicino al ciglio della strada
o Torcia, nel caso si finisca in campeggi alimentati a energia solare (in inverno !)
Per Zanzibar, non dimenticate lo spray anti zanzara tigre (soprattutto per la sera). Nel caso dimentichiate qualcosa, ad Arusha c’è una farmacia molto ben fornita, dove parlano in inglese.
Se vi incuriosisce lo swahili, non fatevi mancare un vocabolario tascabile per scambiare quattro chiacchiere nella lingua locale, anche se le parole chiave le imparerete subito, visto che tutti si rivolgeranno a voi, usandole per i saluti !
Questo diario di viaggio è stato scritto da Silvia Vercelli
Informazioni sul racconto
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